Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge “Cura Italia”.

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E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il 17/03/2020, il Decreto Legge detto “Cura Italia” volto a fronteggiare l’emergenza da Coronovirus. Il decreto è immediatamente efficace e ha una durata di 60 giorni salvo conversione in legge.
Tralasciando gli importantissimi elementi legati al sostegno a imprese, famiglie, lavoratori autonomi, ci soffermiamo sui provvedimenti legati alla sicurezza e salute dei lavoratori.
Analizziamo gli articoli che hanno un impatto per le imprese, in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori:

Art. 15 (Disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale)
A fronte della scarsità di mascherine marcate CE, FFP2 e FFP3, l’articolo consente di produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni legate alla certificazione del prodotto. In particolare, tutti i DPI di III categoria vanno certificati con l’avvallo di un organismo abilitato esterno. A fronte dell’emergenza, sarà possibile produrre, importare e vendere mascherine senza seguire l’iter di certificazione previsto.
Per avere la deroga, i produttori devono inviare all’ISS e all’INAIL un’autocertificazione di assunzione di responsabilità attestante le caratteristiche tecniche della mascherina e il rispetto dei requisiti di sicurezza. L’ISS e l’INAIL daranno, entro 3 giorni, l’avvallo o meno alla produzione e commercializzazione.

Art. 16 (Ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività)
Per i lavoratori che non possono mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), anche le mascherine chirurgiche reperibili in commercio.
Gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.

Art. 43 (Contributi alle imprese per la sicurezza e potenziamento dei presidi sanitari)
L’Inail entro provvede entro il 30 aprile 2020 trasferisce ad Invitalia l’importo di 50 milioni di euro da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

Art. 45 (Disposizioni in materia di personale addetto ai lavori necessari al ripristino del servizio elettrico)
Per garantire la continuità delle attività per l’esecuzione di lavori necessari al ripristino del servizio elettrico sull’intero territorio nazionale, le abilitazioni già in possesso del relativo personale conservano la loro validità fino al 30 aprile 2020, anche nei casi di temporanea impossibilità ad effettuare i moduli di aggiornamento pratico.
Rimane l’obbligo per il datore di lavoro di erogare la formazione per l’aggiornamento teorico, anche a distanza nel rispetto delle misure di contenimento adottate per l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto non contiene alcuna previsione di sospensione delle scadenze della formazione e delle visite mediche.

Covid-19: cosa contiene il protocollo d’intesa tra Governo e parti sociali

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In allegato alla news su AimSafe potete scaricare questi documenti:

  1. Protocollo di intesa del 14/03/2020;
  2. D.P.C.M. 11/03/2020;
  3. Circolare 5443 del 22/02/2020 citata nel protocollo su come effettuare la sanificazione in presenza di soggetti positivi;
  4. Procedura operativa in formato Word modificabile per permettere alle aziende di implementare le misure necessarie, con allegati cartelli informativi utili per trasmettere le indicazioni necessarie.

https://www.aimsafe.it/static/news.php?pk_news=509

Il documento, originato da un incontro in video conferenza svoltosi nella giornata del 13 marzo, ripercorre i punti previsti dal D.P.C.M. per le attività produttive, dando indicazioni di dettaglio sull’applicazione dei punti stessi.
I punti focali sono:
1) L’attività produttiva può continuare solo se possono essere rispettati tutte le prescrizioni contenute nel protocollo;
2) E’ necessario ridurre al minimo la presenza di lavoratori in questo modo:
a. Utilizzo dello smart working per tutte le attività che lo permettono;
b. Sospensione di accessi in azienda di visitatori;
c. Sospensione dei reparti non essenziali alla produzione;
d. Compartimentazione dei flussi di persone e di utilizzo dei locali comuni per ridurre la possibilità di contagio, con particolare attenzione agli esterni;
e. Organizzazione degli spazi interni per ridurre il rischio di contagio mantenendo le distanze di sicure di 1 metro o, quando questo non fosse possibile, dotando i lavoratori di DPI;
f. Pulizia e sanificazione dei locali di lavoro;
g. Gestione dei casi di positività al virus.
Il protocollo non introduce elementi di grande differenza rispetto alle indicazioni del D.P.C.M. 11/03/2020, tuttavia, si segnalano alcuni elementi che lo scrivente ritiene significativi:
1) Possibilità (non obbligo) di misurare la temperatura all’ingresso dell’azienda. Qualora decidiate di adottare questa misura di controllo, è opportuno usare termometri no contact ad infrarossi. Il protocollo dà specifiche indicazioni per la gestione della privacy;
2) Dare informazioni ai lavoratori e agli esterni circa le procedure aziendali decise;
3) Assegnazione ai fornitori e appaltatori di servizi igienici dedicati non utilizzabili dai lavoratori dell’azienda;
4) Blocco di qualsiasi corso di formazione e slittamento di tutte le scadenze formative che, in base al punto 10 dell’Accordo Stato Regioni, avrebbero determinato la sospensione delle relative abilitazioni;
5) Prosecuzione delle attività di sorveglianza sanitaria pur nel rispetto di procedure atte ad evitare il propagarsi del contagio;
6) Creazione di un Comitato per l’applicazione a cui prendano parte anche gli RLS.
Le aziende, per realizzare eventuali interventi volti al rispetto dei punti indicati nel protocollo, potranno far uso degli ammortizzatori sociali, anche nel caso di attività straordinarie di pulizia e sanificazione.

Emergenza Coronavirus: nuove disposizioni e chiusura delle attività commerciali

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La sera dell’11 marzo 2020, è stato firmato il nuovo D.P.C.M. che prevede:

  1. sospensione di tutte le attività commerciali al dettaglio, sia per quanto riguarda i negozi di quartiere che quelli nell’ambito della media e grande distribuzione, compresi i centri commerciali. Sono esclusi dalla sospensione: edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie e i negozi di alimentari riportanti in allegato 1 dello stesso provvedimento:
  2. sospese tutte le attività di ristorazione, compresi bar, pub, gelaterie e pasticcerie, escluse mense e catering;
  3. sospesi i servizi alla persona quali estetisti, parrucchieri. Esclusi dal blocco: lavanderie e pompe funebri;
  4. rimangono aperte le banche, le attività finanziarie, le assicurazioni;
  5. restano aperte le attività agricole, zootecniche di trasformazione agro alimentare;
  6. ci potranno essere riduzioni nel servizio di trasporto pubblico al fine di garantire i servizi minimi nel rispetto delle norme igieniche;
  7. rimane lo smart working per gli enti pubblici.

Queste disposizioni sono attive dal 12 al 25 marzo. Rimangono in vigore le prescrizioni, di cui ai precedenti D.P.C.M., non in contrasto con quanto previsto in quest’ultimo.

ATTENZIONE: per chi rimane aperto, si rende necessaria l’adozione delle seguenti misure:

Attività commerciali: Deve essere garantito il rispetto della distanza di sicurezza di 1 metro. questo può realizzarsi mediante contingentamento degli ingressi mediante chiamata con numero, controllo ad opera di operatore dotato di contapersone, segnalazione a terra (ad esempio strisce adesive colorate a terra) nei pressi dei banchi e della casa, di distanze di 1 metro, dove maggiore è il rischio di avvicinamento.

Attività produttive e professionali: viene raccomandato l’attuazione di quanto di segue:

  1. massimo utilizzo del lavoro agile. Ricordiamo che, in virtù dei decreti precedenti, è sospeso l’obbligo di accordo sindacale per l’attivazione dello smart working. Qualora poteste attivarlo, consegnate a tutti i lavoratori, anche solo in formato elettronico, il documento informativo prodotto dall’Inail e scaricabile gratuitamente all’indirizzo: https://www.inail.it/cs/internet/docs/avviso-coronavirus-informativa-allegato-1.docx
  2. incentivare quanto più possibile la fruizione di ferie e congedi retribuiti nonché altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  3. sospensione delle attività nei reparti non indispensabili alla produzione. L’azienda deve analizzare i reparti non strettamente necessari all’attività di produzione e valutarne la chiusura;
  4. adottare protocolli anticontagio. Al fondo, si rimanda alla news su AimSafe dove potrete scaricare un protocollo descrittivo degli interventi da valutare. Potrete personalizzarlo in base alle Vostre necessità e possibilità;
  5. qualora non sia possibile rispettare la distanza di un metro, è necessaria l’adozione di dispositivi di protezione individuale;
  6. incentivare le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro. Per sanificazione si intende il processo di riduzione della carica batteria mediante l’uso di prodotti chimici. Pertanto, dove possibile, si dovranno adottare interventi non solo di spazzatura e aspirazione ma l’applicazione di detergenti. Per le modalità di corretta applicazione, al fine di garantirne il corretto funzionamento, si rimanda alle schede tecniche che vengono fornite dal singolo produttore, senza dimenticare il rispetto delle norme di sicurezza correlate all’uso di questi prodotti. Non è indicato l’obbligo di DISINFEZIONE ovvero l’adozione di specifici prodotti volti ad abbattere ulteriormente la carica batterica e tipica delle attività alimentari, pertanto, l’uso dei detergenti comuni è da ritenersi adeguato al rispetto di questo requisito;
  7. limitare al minimo gli spostamenti all’interno dei singoli siti. Questo si realizza mediante compartimentazione delle aree, dove possibile, e separazione dei flussi di ingresso, fruizione dei locali e uscita. Particolare attenzione andrà posta sulla separazione dei locali di servizio quali servizi igienici, mense e refettori, aree break. Si richiama, in questo caso, l’attenzione su tutti i punti a maggior rischio di contatto quali la timbratrice, i distributori automatici, gli ingressi aziendali ecc. Rimane l’obbligo del rispetto di 1 metro di distanza attuabile mediante interventi quali: ingressi scaglionati nel tempo e da porte diverse in base all’area di competenza, assegnazione di WC a lavoratori di una determinata area, uso scaglionato delle aree break e mensa regolando gli orari di lavoro, pulizia della timbratrice e dei distributori automatici.

Per tutti coloro che rimangono a casa, si ricorda L’ASSOLUTO DIVIETO DI USCIRE, ANCHE SOLO A PIEDI E PER POCHI METRI, fatto salvo le condizioni particolari. Vi invitiamo a rispettarlo in maniera categorica, per il bene di tutti noi e per permettere quanto prima di uscire da questa situazione che sta attanagliando l’intero Paese e non solo. A questo indirizzo potrete trovare chiarimenti in merito: http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278

Emergenza Coronavirus: estensione a tutta Italia delle cautele

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Ieri sera, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il D.P.C.M. 9 marzo 2020 che, dopo meno di un giorno, estende a tutto il territorio nazionale le prescrizioni previste per Lombardia e le altre Province indicate all’articolo 1 del D.P.C.M. 8 marzo 2020.

Le prescrizioni che seguono, quindi, sono valide sull’intero territorio italiano:

a) evitare gli spostamenti. Sono permessi gli spostamenti per

  1. esigenze lavorative;
  2. motivi di salute;
  3. rientro al proprio domicilio;

da dimostrare mediante autocertificazione scaricabile a questo indirizzo: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/modulo_autodichiarazione_spostamenti.pdf

b) i soggetti con sintomi quali tosse, difficoltà respiratoria e febbre superiore a 37,5 °C, devono rimanere a casa e contattare il proprio medico. Non recatevi al pronto soccorso o dal proprio medico curante in quanto, qualora aveste contratto il virus, sareste infettivi;

c) coloro che sono risultati positivi, hanno l’obbligo di rimanere all’interno della propria abitazione;

d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro;

e) i datori di lavoro devono promuovere la fruizione, da parte dei lavoratori, dei congedi ordinari, ferie, permessi, fatto salvo la possibilità di applicare lo smart working;

f) chiusura degli impianti sciistici;

g) sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, nonche’ gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi e’ sospesa ogni attività;

h) sospensione di tutti i servizi educativi per l’infanzia e le attività in presenza nelle scuole, attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali e master. Sospensione di riunioni degli organi collegiali in presenza. Si segnala che il divieto viene esteso, quindi, fino al 3 aprile

i) luoghi di culto aperti purché vengano adottate misure atte ad evitare assembramenti. Sospese tutte le cerimonie civili e religiose;

l) chiusura di musei e luoghi della cultura;

m) sospensione dei concorsi, tranne le selezioni via telematiche e quelle per personale sanitario;

n) bar e ristoranti potranno operare dalle 6,00 alle 18,00;

o) le attività commerciali sono permesse purchè il gestore garantisca un sistema idoneo a evitare assembramenti di persone e per evitare distanze inferiori a 1 metro tra clienti. Le possibilità possono essere:

  1. informazione all’ingresso sul divieto di mantenere una distanza inferiore a 1 metro;
  2. controllo degli accessi con operatore dotato di contapersone o accesso condizionato all’uscita di altre persone. In questo caso, però, sarà necessario evitare che le persone stiano troppo vicine in coda;
  3. segnaletica orizzontale con strisce distanti un metro nella zona delle casse dove è maggiormente presente il rischio di assembramento;

ATTENZIONE: qualora l’esercizio pubblico non sia in grado di attuare le misure per evitare assembramenti per carenza di personale o motivi strutturali, questo dovrà chiudere.

p) sospensione dei congedi per il personale sanitario;

q) adottare, quando possibile, lo svolgimento di riunioni in collegamento remoto e, comunque, evitando che i partecipanti in presenza si trovino a meno di 1 metro l’uno dall’altro;

r) chiusura nei fine settimana dei negozi all’interno dei centri commerciali fatto salvo, negli altri giorni, il rispetto della lettera o. Sono escluse dalla chiusura: farmacie, parafarmacie, vendita di generi alimentari fatto salvo il rispetto di quanto previsto alla lettera o;

s) sospensione di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere e termali, centri culturali, centri sociali e ricreativi;

t) sospensione degli esami per la patente con sospensione delle scadenze.

 

Desideriamo promuovere presso tutti i nostri clienti un comportamento responsabile in questo momento di assoluta eccezionalità.

Tutti i nostri tecnici sono al lavoro per garantirVi le informazioni necessarie rimanendo disponibili per consulenze a distanza.

 

 

Emergenza Coronavirus – agg. del 06.03.2020

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Con le nuove disposizioni proviamo ad aggiornarvi sugli attuali cambiamenti a livello nazionale:

Quali sono le misure di prevenzione e di protezione che sono state messe in atto a livello nazionale?

Ad oggi, 06/03/2020, le misure igienico sanitarie suggerite dal Ministero della Salute nel DPCM 04/03/2020:

  • Lavarsi spesso le mani, come da sempre indicazione di buona prassi dell’OMS

  • Mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e comunque evitare abbracci, strette di mano e contatti fisici diretti con ogni persona
  • Ricordarsi l’igiene respiratoria, quindi starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, coprendo bocca e naso
  • Mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro
  • Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri
  • Non toccarsi occhi, naso, bocca con le mani
  • Non prendere farmaci antivirali e antibiotici se non prescritti da un medico
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base cloro o alcool
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

Ogni Regione ha ovviamente facoltà di deliberare anche misure più cautelative, in quanto questa situazione è in rapido aggiornamento, ma al momento a livello nazionale sono state impartite dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 04 marzo 2020 le seguenti indicazioni, valide ad oggi fino al 3 aprile (art. 4 comma 1, presente decreto):

  • Sospensione di congressi, meeting, riunioni, eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato di svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità
  • Sospensione delle manifestazioni o eventi svolti in luogo pubblico o privato che comportino affollamento tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro
  • Sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in luogo sia pubblico che privato, pur se resta consentito lo svolgimento delle sedute di allenamento all’interno di impianti sportivi a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico. Sono ammesse attività motorie in genere svolte all’aperto o al chiuso come in piscine, palestre e centri sportivi che non rientrino nelle zone del Lombardo-Veneto già soggette a restrizioni.
  • Sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, università per anziani fino al 15 marzo. Sono esclusi i corsi a distanza, i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, medici in formazione specialistica, medicina generale, tirocinanti di professioni sanitarie e attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell’interno e della difesa. La riammissione ai servizi educativi per l’infanzia rimane subordinata a certificazione medica in caso di assenza pregressa per più di 5 giorni. Si suggerisce l’attivazione della formazione a distanza ove prevista.
  • Divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa di DEA e PS per più del tempo indicato dal personale sanitario preposto
  • Limitazione all’accesso di parenti e visitatori in strutture di ospitalità e lungo degenza secondo le indicazioni delle Direzioni Sanitarie delle Strutture
  • Se possibile attivazione di modalità di lavoro agile
  • Sospensione di prove di esame quali delle legate al Ministero delle Infrastrutture
  • Istituzione di presidi idonei a garantire nuovi ingressi negli istituti penitenziari

Quali indicazioni possiamo aggiungere?

  • Chiamare il 112 per ogni caso sospetto, in particolare persona con:
    • Febbre superiore a 37,5°C
    • Tosse
    • Sintomi influenzali
    • Difficoltà respiratorie
    • Storia di viaggi o residenza in Cina / contatto stretto con casi confermati o probabili di infezioni da Coronavirus
  • Per tutte le realtà sanitarie e assistenziali predisporre protocolli di sanificazione (che probabilmente saranno già in essere) e corretta informazione a lavoratori e utenti
  • Per ogni sospetto è stato attivato il numero di pubblica utilità 1500

Fonti:

Raccomandazioni del Ministero della Salute

FAQ – Nuovo Coronavirus COVID-19 http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioFaqMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=228

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 2020

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 2020

Verbale di “aggiornamento” del DVR a seguito della diffusione del Coronavirus

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Sebbene i pareri siano contrastanti, noi dello staff di S.T.I. concordiamo sull’approccio più diffuso che la diffusione del Coronavirus non richieda l’emissione di un aggiornamento del DVR.
Tuttavia, qualora vogliate formalizzare la presa in carico del problema e l’adozione delle misure previste a livello istituzionale, abbiamo predisposto un verbale di aggiornamento del DVR che permetta di dare evidenza di aver comunque considerato in qualche modo questo elemento e aver recepito le indicazioni proposte dalle Circolari ministeriali destinate, per lo più, alla popolazione.

Il documento può essere scaricato dal sito www.aimsafe.it

Informativa per lo Smart Working

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Il D.P.C.M. 25/02/2020 ha previsto, all’articolo 2, quanto di seguito:
1. La modalità di lavoro agile […], e’ applicabile in via provvisoria, fino al 15 marzo 2020, per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa fuori da tali territori, a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all’art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.
 
L’articolo 22 della Legge 22/05/2017, n. 81 prevede
1. Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.
2. Il lavoratore e’ tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.
 
L’Inail ha messo a disposizione delle aziende un documento in Word per facilitare l’emissione di questa informativa, in questo momento di cambiamenti repentini.
 
https://www.inail.it/cs/internet/docs/avviso-coronavirus-informativa-allegato-1.docx

Emergenza Coronavirus – cosa fare?

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Noi dello Studio S.T.I.  siamo stati coinvolti in questi giorni come consulenti sulla sicurezza sul posto di lavoro e come RSPP per dare la nostra opinione sull’emergenza Coronavirus. Abbiamo scelto di raccogliere qualche informazione per tutti i nostri colleghi ed i nostri clienti e magari togliere così qualche dubbio.

Che cos’è il Coronavirus?

Si definisce Coronavirus una famiglia di virus che causa patologie respiratorie dalla più comune influenza alla più severa sindrome respiratoria. Esistono ad oggi sette tipi di coronavirus capaci di infettare l’uomo, e quello che oggi sta creando l’emergenza è un nuovo ceppo virale chiamato nCoV. La malattia provocata da questo nuovo Coronavirus ha preso il nome di COVID-19 (CO sta per corona, VI per virus, D per disease (malattia) e 19 è l’anno in cui si è manifestata). I sintomi che può dare sono riportati nell’immagine sottostante

Quali sono le misure di prevenzione e di protezione che sono state messe in atto a livello nazionale?

Ad oggi, 24/02/2020, le misure precauzionali possono essere riassunte nel documento di raccomandazioni della Ministero della Salute:

Ogni Regione ha facoltà di deliberare anche misure più cautelative: le regioni del nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, …) in intesa con il Ministero della Salute, hanno adottato misure straordinarie per il contenimento della diffusione del COVID-19. Regione Piemonte in particolare ha deliberato misure quali:

  • – Sospensione delle manifestazioni o iniziative che comportino l’afflusso di pubblico e che quindi possano determinare un rischio sanitario (fiere, sagre, attrazioni, lunapark, concerti, eventi sportivi, attività di spettacolo, teatri, cinema, sale da ballo, locali di intrattenimento). Non sono comprese le attività che attengono all’ordinario svolgimento della pratica di corsi sportivi ed amatoriali escludendo l’utilizzo di spogliatoi e docce, salvo l’utilizzo dei servizi igienici.
  • – Chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole nonché di corsi professionali ed universitari
  • – Sospensione dei servizi di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi di cultura
  • – Sospensione dei viaggi di istruzione
  • – Non sono sospesi i centri linguistici privati, i centri musicali privi di afflusso di pubblico e le scuole guida
  • – Previsione dell’obbligo di comunicazione al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per gli individui che abbiano fatto ingresso in Piemonte da zone identificate a rischio epidemiologico dall’OMS
  • – Non sono sospese le attività economiche, agricole, produttive, sanitarie e socio-sanitarie, commerciali e di servizio, ivi compresi i pubblici esercizi, le mense, i dormitori di pubblica utilità, i mercati.
  • – Non sono sospese le celebrazioni di matrimoni ed esequie civili e religiose, a condizione di permettere la partecipazione ai soli famigliari. Si ritiene consigliabile l’esecuzione delle funzioni all’aperto

Questa situazione è in rapido aggiornamento, e ogni Regione ha facoltà di aumentare tali misure o diminuirle. Al momento la Regione Lombardia, in particolare la zona del Lodigiano è quella con le misure più restrittive.

Il Datore di Lavoro deve aggiornare la valutazione dei rischi?

All’art. 17 de D.Lgs. 81/08 si dispone che il Datore di Lavoro abbia l’obbligo non delegabile alla “valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’art. 28”. Il punto quindi è: il coronavirus è da citare tra i rischi ambientali? Probabilmente nel nostro DVR saranno già inclusi rischi legati alla presenza di persone nei nostri luoghi di lavoro. Il coronavirus è da ritenersi un rischio occupazionale? In questo caso il nostro DVR dovrebbe già prevedere una relazione sul rischio biologico e probabilmente una procedura da adottare in casi di necessità.

A meno che non ci siano delle variazioni particolari non dovrebbe essere necessario aggiornare alcuna valutazione. Nulla vieta di predisporre delle procedure aggiuntive per far fronte alle indicazioni del Ministero e della Regione e proporre momenti di informazione ai lavoratori.

Quali indicazioni possiamo dare?

Di sicuro le indicazioni di buon senso:

  • – Ricordare che è fondamentale lavarsi spesso le mani, come da linee guida OMS

  • – Chiamare il 112 per ogni caso sospetto, in particolare persona con:
    • Febbre superiore a 37,5°C
    • Tosse
    • Sintomi influenzali
    • Difficoltà respiratorie
    • Storia di viaggi o residenza in Cina / contatto stretto con casi confermati o probabili di infezioni da Coronavirus
  • – Per tutte le realtà sanitarie e assistenziali predisporre protocolli di sanificazione (che probabilmente saranno già in essere) e corretta informazione a lavoratori e utenti
  • – Per ogni sospetto è stato attivato il numero di pubblica utilità 1500

Fonti:

Raccomandazioni del Ministero della Salute

FAQ – Nuovo Coronavirus COVID-19 http://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioFaqMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=228

Ordinanza contingibile e urgente n°1 – Ministero della Salute di Intesa con il Presidente della Regione Piemonte “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”

“Chiarimenti applicativi in merito all’Ordinanza contingibile ed urgente n°1 de Ministero della Salute, d’Intesa con il Presidente della Regione Piemonte”

Pubblicate le “linee di indirizzo per la prevenzione della diffusione della legionella”

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La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione ha pubblicato il documento “Linee di indirizzo per la prevenzione della diffusione della legionella”.

Il documento analizza i principali ambiti di rischio legate alla diffusione del batterio quali:

  • Modalità di trasmissione;
  • Sorgenti di infezione;
  • Luoghi e occasioni di infezione;
  • Fattori di rischio ambientali;
  • Fattori di rischio personali.

I casi di Legionellosi sono aumentati del 25% negli ultimi 3 anni, aumento che viene imputato alla migliore diagnosi, più che ad un vero e proprio aumento dei casi di infezione; prova ne è che sono rimasti stabili i casi nosocomiali e quelli legati ai viaggi, oggetto da sempre di controlli specifici.

I lavoratori potenzialmente esposti sono:

  • Lavoratori delle strutture sanitarie;
  • Addetti alla manutenzione dei sistemi di condizionamento dell’aria;
  • Addetti alla manutenzione dei sistemi di forniture d’acqua in piscine;
  • Dentisti;
  • Addetti ai servizi di autolavaggio;
  • Addetti al trattamento delle acque di scarico;
  • Personale ferroviario;
  • Addetti alla manutenzione dei treni.

Si ribadisce che sono fattori di rischio le torri evaporative e dei condensatori.

Vengono, quindi analizzate le criticità legate ad alcune tipologie di impianti e le misure da adottare al fine del contenimento del rischio:

  • Sistemi di umidificazione;
  • Reti e impianti ad acqua potabile fredda e calda.

Analizziamo le condizioni di rischio legate proprio a quest’ultimo impianto, presente in tutte le aziende:

  • Serbatoi di acqua fredda non adeguatamente isolati termicamente o dove vi è una miscelazione con acqua calda: qui la temperatura può superare i 20 °C e permettere il proliferare del batterio;
  • Ristagno di acqua: evitare rami morti dove l’acqua, ristagnando a temperature superiori a 20 °C, può permettere il proliferare della Legionella;
  • Corrosione, incrostazioni, depositi: possono indurre ristagni localizzati. Il materiale migliore per le tubazioni risulta essere il PVC che non è soggetto a corrosione ed è un buon isolante termico;
  • Invecchiamento dei sistemi di controllo dell’acqua.

Vengono, quindi proposte delle soluzioni per ridurre i rischi di proliferazione della legionella:

generatore termico, utilizzato per produrre vapore negli umidificatori o acqua calda nei sistemi a

produzione istantanea e semi-istantanea deve:

– essere in grado di mantenere una temperatura di 60 °C in condizioni di esercizio normali, compresi i picchi di domanda;

– essere dotato alla sua base di una valvola che permetta lo svuotamento rapido in caso di necessita;

– se viene tenuto in standby o e inutilizzato per piu di 7 giorni, può essere rimesso in attività solo dopo aver portato l’acqua a una temperatura superiore a 60 °C per un’ora;

 

serbatoio di stoccaggio: e necessario che:

– le temperature all’interno del serbatoio siano ragionevolmente uniformi, senza stratificazione: questo risultato si può ottenere utilizzando una pompa di circolazione che elimini la possibilità di stratificazione all’interno del serbatoio di accumulo e isolando adeguatamente l’involucro del serbatoio;

– il serbatoio deve essere in grado di riscaldare l’acqua fino a 70 °C, al fine di avere la capacità di adottare il trattamento di pastorizzazione, nei periodi di inattività;

– devono essere predisposti punti di prelievo, di scarico e per la pulizia.

– deve essere previsto un accesso o una valvola di scarico di dimensioni adeguate, quest’ultima nel punto piu basso, per evacuare eventuali fanghi presenti all’interno del serbatoio di accumulo;

il rischio potenziale associato alla tubazione di ricircolo durante lo spurgo può essere evitato con una valvola di non ritorno o con una pompa nella parte adiacente alla caldaia;

– per raggiungere le temperature predefinite ai terminali si deve calcolare l’estensione della rete di distribuzione, la temperatura effettiva di stoccaggio, il calo di temperatura attraverso l’acqua del circuito secondario, la perdita di calore dalle tubazioni e dal profilo della domanda di acqua dalla rete di distribuzione: deve essere progettata tenendo presente che:

– vanno evitate linee morte e lunghi tratti in cui l’acqua scorre solo occasionalmente per evitare ristagni di acqua;

– al fine di mantenere le temperature di progetto nelle reti di distribuzione e di minimizzare gli sprechi di acqua, bisogna isolare termicamente sia la rete di distribuzione dell’acqua calda sanitaria sia quella di ricircolo e va prevista una pompa di ricircolo. Nel caso di presenza di due pompe, queste devono essere azionate alternativamente ogni 12-24 ore per ridurre al minimo il ristagno dell’acqua quando la richiesta di acqua e bassa;

terminali: per garantire valori di temperatura tali da evitare scottature alle persone:

– vanno attentamente calcolate la portata nella rete di distribuzione, la temperatura reale di stoccaggio, la caduta di temperatura nel circuito secondario, gli scambi termici lungo la tubazione e il profilo di richiesta dell’acqua;

– i terminali utilizzati raramente vanno eliminati quando possibile; in alternativa, vanno svuotati frequentemente. Nel caso di eliminazione, le tubazioni associate non devono essere semplicemente chiuse, ma rimosse e tagliate nel punto di origine;

– in alternativa all’utilizzo sia della pompa sia della tubazione di ricircolo, si può prevedere l’installazione di un riscaldamento elettrico posto tra l’isolamento termico e la tubazione (anche se questa soluzione e molto raro per necessita di elevata potenza assorbita);

– ciascun rubinetto deve essere identificato da un codice numerico e il primo e l’ultimo rubinetto del circuito devono costituire i riferimenti per verificare se il circuito soddisfa le richieste;

– andamento della temperatura: l’acqua va stoccata a 60 °C e distribuita in modo tale che la temperatura ai terminali raggiunga 50 °C dopo 1 minuto dall’apertura degli erogatori. A questo scopo puo essere utile verificare l’efficacia dell’isolamento termico misurando la temperatura dell’acqua nella rete di distribuzione non in funzione, ovvero in assenza di una richiesta di acqua calda sanitaria. Le temperature che si hanno durante il funzionamento devono essere registrate nel registro di manutenzione;

 

manutenzione: e una operazione essenziale per evitare il rischio da legionella; deve prevedere:

– l’ispezione dei punti di erogazione terminale ad acqua calda, che sono collegati al sistema centrale; ciò e particolarmente importante per i terminali poco utilizzati;

– le operazioni di pulizia, disincrostazione delle pareti e rimozione dei fanghi della caldaia; queste operazioni devono essere ripetute almeno annualmente. I terminali delle docce, cosi come i rubinetti e i relativi rompigetto, le bocchette delle vasche di idromassaggio, devono essere smontati, disinfettati e puliti con frequenza sufficiente ad assicurare una crescita trascurabile dei depositi;

– interventi sulle valvole termostatiche, che devono essere mantenute in condizioni di conformità

e di rispetto delle indicazioni dei fornitori;

– verifica del valore della temperatura di ricircolo e di quella di mandata, che deve essere eseguita mensilmente; la temperatura non deve essere inferiore a 60 °C;

– applicazione di trattamenti chimici laddove c’è il rischio della formazione di biofilm; in alternativa e possibile mettere in circolazione nella rete additivi speciali che agiscano come deemulsionanti e passivanti per le superfici metalliche;

– materiali: vanno scelti materiali a basso rischio da legionella, quali rame, argento e acciaio.

 

Quali requisiti deve possedere l’azienda a cui affidiamo la manutenzione del verde?

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La manutenzione del verde è un servizio molto spesso affidato a soggetti esterni. Questo, però determina che l’impresa che riceve l’incarico debba possedere specifici requisiti di legge, in base all’articolo 12 della Legge 154/2016.

L’articolo 12 della Legge 154/2016 prevede:

  1. L’attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato affi data a terzi può essere esercitata:
  1. a) dagli iscritti al Registro uffi ciale dei produttori, di cui all’articolo 20, comma 1, lettere a) e c) , del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214;
  1. b) da imprese agricole, artigiane, industriali o in forma cooperativa, iscritte al registro delle imprese, che abbiano conseguito un attestato di idoneità che accerti il possesso di adeguate competenze.
  2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le modalità per l’effettuazione dei corsi di formazione ai fi ni dell’ottenimento dell’attestato di cui al comma 1, lettera b) .

 

Quanto previsto al comma 2, ha trovato attuazione nell’Accordo Stato Regioni del 22/02/2018 che definisce lo standard professionale e formativo del manutentore del verde.

L’accordo prevede un corso specifico per il titolare d’impresa o preposto facente parte dell’impresa. Il corso può essere erogato dalle Regioni o dalle Province autonome o da enti di formazione accreditati o autorizzati in base alle disposizioni di ciascuna Regione o Provincia autonoma. Viene lasciato alle Regioni identificare i requisiti dei docenti.

Per poter frequentare il corso, il singolo discente deve possedere il diploma di scuola media superiore e la maggiore età, fatto salvo che sia in possesso di qualifica professionale triennale.

Per gli stranieri è prevista la verifica della comprensione della lingua prima dell’inizio del percorso.

L’Accordo, al punto 7, riporta una serie di condizioni che possono esonerare completamente dal dover frequentare il corso o ridurne il numero di ore.

Questo determina che il committente, in fase di affidamento di incarico di manutenzione del verde ad una impresa, dovrà verificare che il titolare o un preposto, siano in possesso dell’attestato di qualifica professionale.

Per facilitare questa operazione, AimSafe ha inserito, tra i documenti obbligatori per l’appalto “Giardiniere” il possesso della qualifica, come documento richiesto.