Rapporto ISS COIVID-19 n. 32/2020: Indicazioni sull’igiene degli alimenti

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Il rapporto approfondisce le tematiche connesse al contenimento del contagio e all’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione pubblica nell’ambito della “fase 2” dell’epidemia.

Il settore della ristorazione costituisce un ambito di particolare rilievo poiché, all’interno dei locali deputati alla somministrazione degli alimenti, possono realizzarsi simultaneamente condizioni di rischio quali affollamento, limitato ricambio d’aria, permanenza prolungata e – in relazione al consumo dei pasti – impossibilità di garantire l’utilizzo delle mascherine. Inoltre, il consumo di alimenti e bevande determina l’esposizione ravvicinata al viso di mani, oggetti e prodotti, potenziali veicolo del virus. Risulta pertanto particolarmente importante l’applicazione del distanziamento fisico e delle altre misure di mitigazione del rischio, un’attenta ridefinizione dell’organizzazione degli esercizi commerciali e un innalzamento delle garanzie igienico-sanitarie.

Ecco le prescrizioni principali specifiche, in aggiunta a quelle già previste per le altre attività lavorative, previste all’interno del documento:
1. rigorosa applicazione del principio di astensione dal lavoro del personale che accusi sintomatologia compatibile con malattie trasmissibili da alimenti e di coloro che accusino sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19;
2. attività formative/informative più mirate, anche in collaborazione con le figure della prevenzione di cui al DL.vo 81/2008 e s.m.i. con particolare riferimento a specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo dei DPI, ove previsti, anche per quanto concerne la vestizione/svestizione;
3. particolare attenzione dovrà essere posta ai locali spogliatoi e ai servizi igienici, in particolare prevedendo un’adeguata attività di pulizia e sanificazione degli stessi;
4. garantire, nei locali chiusi, una adeguata aerazione naturale e il ricambio dell’aria;
5. attività di pulizia e igiene ambientale devono essere effettuate con una frequenza minima giornaliera;
6. in particolare per quanto attiene gli ambienti confinati, come le cucine, è importante limitare l’accesso ai locali al personale strettamente necessario per evitare il sovraffollamento che facilita la diffusione del virus;
7. per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, ove l’attività lavorativa imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano disponibili altre soluzioni organizzative, va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresì guanti in nitrile in tutte le attività in cui ciò sia possibile. A tali dispositivi può essere associata una ulteriore protezione per gli occhi attraverso l’uso di occhiali o schermi facciali;
8. per il personale addetto al servizio ai tavoli è necessario l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e ove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile; questi ultimi sono comunque sempre da utilizzare durante le attività di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo;
9. taglio delle unghie, rimozione di accessori e gioielleria, mantenimento in ordine di barba, baffi, capelli, ecc.;
10. utilizzo, per tutti gli addetti alla preparazione alimentari, di un idoneo abbigliamento (indumenti specifici per il lavoro, copricapo e calzari, ecc.);
11. Garantire un’adeguata sanificazione delle superfici a contatto con gli alimenti e le altre superfici d’uso, con opportuni prodotti di detersione e disinfettanti: detergere con acqua e sapone e, successivamente, disinfettare, in base al tipo di superficie, con alcol etilico al 75% o con una soluzione a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% per pavimenti e superfici di lavoro e 0,5% per i bagni, come indicato dall’OMS. Per una efficace disinfezione delle superfici, lasciare agire le soluzioni per un minuto. Dopo detersione e disinfezione, risciacquare accuratamente e abbondantemente con acqua tutte le superfici destinate ad entrare in contatto con gli alimenti (es. taglieri, piani di lavoro, utensili) in modo da rimuovere completamente i residui di detergenti/disinfettanti, ed asciugare le superfici;
12. farantire un’adeguata sanificazione degli utensili utilizzati per la preparazione degli alimenti, con opportuni prodotti di detersione;
13. posizionare gli espositori, per esempio quelli per il prodotto di confectionery (es. caramelle e chewing-gum), evitando che siano raggiungibili direttamente dal cliente, a meno che il cliente non abbia garantito la protezione o l’igiene delle mani (in tal caso dovrebbe essere presente un gel sanificante nei pressi);
14. prima della preparazione e somministrazione, lavare accuratamente frutta e verdura destinata ad essere consumata cruda, risciacquandola ripetutamente sotto acqua corrente; laddove vengano utilizzati disinfettanti alimentari a base di cloro, seguire attentamente le indicazioni riportate sul prodotto (concentrazioni, tempi di utilizzo e modalità di risciacquo);
15. per gli alimenti che vengono serviti senza essere sottoposti a cottura nell’esercizio di somministrazione, gli addetti dovranno rispettare scrupolosamente le buone prassi d’igiene nella preparazione dei piatti, in particolare procedere ad un’adeguata pulizia delle mani, anche se si usano i guanti, ogni volta che si viene in contatto con qualcosa di diverso dall’alimento ed evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
16. Dopo la cottura degli alimenti non utilizzare, per la loro manipolazione o conservazione, utensili e contenitori che siano stati impiegati per le stesse operazioni su alimenti crudi;
17. Porre all’ingresso del ristorante una segnaletica di divieto di accesso in presenza di sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19;
18. si raccomanda di misurare la temperatura corporea, che non deve essere superiore a 37,5°C, a tutta la clientela prima dell’accesso nell’esercizio;
19. al fine di ridurre le file all’esterno del ristorante incentivare la prenotazione telefonica o mediante applicativi che permettano la prenotazione per fasce di orario con avviso quando i posti si rendono disponibili;
20. Garantire, che eventuali code che possono formarsi all’esterno dell’esercizio in attesa dell’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento individuale;
21. Mettere a disposizione all’ingresso dell’esercizio spray o gel sanificanti per le mani;
22. Verificare che i clienti che accedono all’esercizio mantengano le mascherine (di comunità o di tipo chirurgico) fino al momento della consumazione;
23. Valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi predefiniti che permettano il raggiungimento dei tavoli sia agli ospiti che ai camerieri. Quando possibile, definire modalità di percorso che separino i clienti in uscita da quelli in entrata;
24. sarebbe preferibile privilegiare il servizio negli spazi esterni del locale (dehors). Si intende per spazio esterno qualunque spazio non delimitato da mura ed eventualmente dotato di misure per la mitigazione della temperatura esterna durante il periodo invernale;
25. dislocare dispensatori di spray o gel sanificante per le mani, oltre che sui tavoli, anche in punti interni all’esercizio/area specialmente nei servizi igienici, e all’entrata/uscita della cucina;
26. evitare l’utilizzo del servizio di distributori automatici e di espositori self-service di alimenti e bevande; ad esempio, per quanto riguarda le bevande limitare l’accesso agli espositori delle bevande al solo personale addetto;
27. eliminare le modalità di servizio a buffet. Evitare la somministrazione di antipasti con piatti condivisi e favorire le monoporzioni;
28. nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, mantenere per un periodo di tempo adeguato la registrazione dei clienti che comprenda, per ogni cliente: nome, cognome, numero di telefono, data, ora, numero del tavolo; inoltre, per ciascun tavolo mantenere la registrazione del personale di servizio. La durata del periodo di conservazione delle registrazioni, ai fini di un eventuale contact tracing, deve tener conto della durata dell’incubazione di COVID-19, dei tempi di attesa per l’eventuale effettuazione del tampone, nonché di quelli necessari per la conferma diagnostica e l’avvio dell’indagine epidemiologica e non dovrebbe essere, pertanto, inferiore a 14 gg ed estendersi, possibilmente, fino a 30 gg;
29. valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi predefiniti che permettano il raggiungimento del punto di servizio senza incroci con gli avventori già serviti e che si apprestano all’uscita;
30. laddove possibile prevedere barriere fisiche di protezione tra il cliente e il personale di servizio (es. parafiato per le postazioni di cassa);

Sicurezza alimentare, integratori alimentari pericolosi

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Attraverso il sistema di allerta europeo per alimenti e mangimi, RASFF, è stato comunicato che i seguenti integratori alimentari:

HYDROXYCUT HARDCORE NEXT GEN
HYDROXYCUT HARDCORE ELITE 110
a marchio MUSCLETECH conterrebbero Yohimbina, sostanza ad attività farmacologicamente attiva, vietata negli integratori alimentari, e che può avere serie ripercussioni sulla salute. Questi integratori non registrati in Italia risultano venduti attraverso numerosi siti Web.

Si raccomanda ai consumatori di non acquistare i summenzionati prodotti e di astenersi dal consumarli.
Fonte: salute.gov.it

Adozione di protocolli di sicurezza negli studi legali in periodo di emergenza sanitaria da COVID-19

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Il Consiglio Nazionale Forense, il 22 maggio, ha pubblicato la scheda per l’adozione di protocolli anticontagio negli studi degli avvocati.
Mentre per le imprese è previsto l’obbligo di rispettare il protocollo condiviso sottoscritto il 24 aprile 2020, per i servizi professionali il DPCM si limita a raccomandare l’adozione di “protocolli di sicurezza anti-contagio” senza prescrivere che essi siano conformi a protocolli generali già esistenti.
Il documento riporta i contenuti della scheda “uffici aperti al pubblico” prevista nelle linee guida della Conferenza delle Regioni.

Covid-19: revoca Bando Isi 2019

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L’art. 95, co. 5, del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 revoca il Bando Isi 2019.

Il bando di finanziamento ISI 2019, già pubblicato nella GURI, parte prima, serie generale n. 297 del 19 dicembre 2019, è revocato, dal comma 5 dell’articolo 95 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 pubblicato sul supplemento ordinario n. 21/L alla Gazzetta ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Le risorse economiche che si rendono disponibili sono destinate al finanziamento di misure finalizzate al contenimento e al contrasto della diffusione del coronavirus negli ambienti di lavoro.

Sono escluse dal finanziamento le risorse assegnate all’asse 5 di Isi 2019 provenienti dal fondo agricoltura istituito con la legge 208/2015, per cui è prossima la pubblicazione dell’avviso dedicato alle micro e piccole imprese operanti nella produzione primaria dei prodotti agricoli.

Sono pubblicati entro il 30 giugno 2020 gli aggiornamenti inerenti l’avvio delle iniziative che l’Istituto intende assumere, nel breve termine, con particolare riguardo all’avvio della procedura Isi Agricoltura 2019-2020.

Fonte: inail.it

Rapporto ISS su malattia di Kawasaki e infezione da SARS-CoV-2

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Il Gruppo di lavoro ISS Malattie Rare COVID-19 ha pubblicato il Rapporto ISS COVID-19 n. 29/2020 – Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2.

Le evidenze scientifiche disponibili ad oggi indicano che nei pazienti pediatrici l’infezione causata da SARS-CoV-2 si manifesta con un andamento clinico più benigno rispetto all’adulto. I bambini hanno infatti in generale una buona prognosi e la letalità è decisamente inferiore rispetto all’adulto (0,06% nella fascia di età 0-15 anni).

Tuttavia, recentemente vi sono pubblicazioni provenienti da vari Paesi, principalmente dall’Europa e dagli USA, in cui viene descritta una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale con alcune caratteristiche della malattia di Kawasaki associate ad altre determinate peculiarità. Ciò ha indotto la comunità medico-scientifica nazionale e internazionale ad effettuare studi e approfondimenti che riguardano sia la definizione dal punto di vista nosologico che gli aspetti assistenziali, inoltre lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha recentemente pubblicato un Rapid Risk Assessment su questo argomento.
Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche cliniche, un’aberrante risposta infiammatoria, alcune opzioni terapeutiche (immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici) con la malattia di Kawasaki (MK). Da questa però si distinguerebbe per altre peculiarità, rappresentate da maggiore età dei soggetti colpiti, interessamento multisistemico grave, prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale.

Il Rapporto evidenzia che, al momento, pur in assenza di una definizione di caso condivisa a livello europeo, sia plausibile una correlazione fra infezione da SARS-CoV-2 e insorgenza della sindrome, pur in presenza di evidenze limitate del nesso di causalità. Sottolinea inoltre l’assenza di forti evidenze epidemiologiche di un incremento dell’incidenza della MK, l’assenza di aumentato rischio di recidiva della malattia, l’assenza di aumentata suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 in pazienti con pregressa MK durante la pandemia COVID-19.

Fonte: salute.gov.it

Il ruolo degli Organismi di Vigilanza dopo il Gdpr: i chiarimenti del Garante Privacy

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Il Garante per la privacy ha precisato il ruolo e le responsabilità degli Organismi di Vigilanza (OdV) riguardo ai trattamenti dei dati personali svolti nelle loro funzioni e ha escluso che essi possano essere qualificati come titolari autonomi o come responsabili del trattamento.

Gli OdV sono gli organi ai quali l’ente, ossia la persona giuridica, la società o l’associazione affida, nel rispetto della disciplina sulla responsabilità amministrativa prevista dal decreto legislativo n. 231/2001, il compito di vigilare sull’osservanza dei modelli di organizzazione e di gestione adottati, allo scopo di prevenire i reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente, dai vertici dello stesso o da persone a questi sottoposti.

Nella risposta ad una richiesta di parere presentata da un’associazione rappresentativa dei componenti degli Organismi di Vigilanza, il Garante ha infatti chiarito che il Gdpr (Regolamento Ue 679/2016) si pone in linea di continuità con quanto già previsto dalla Direttiva europea sulla privacy del 1995 in relazione alla definizione del ruolo di titolare e responsabile del trattamento: il primo è il soggetto che “determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali” e il secondo è colui che “tratta dati personali per conto del titolare del trattamento”.

Gli OdV, sia pur dotati di autonomi poteri di iniziativa e controllo previsti dalla normativa 231 per l’espletamento delle loro funzioni, non possono essere considerati autonomi titolari del trattamento perché i loro compiti non sono determinati dagli Organismi stessi, ma dall’organo dirigente dell’ente che, nell’ambito del modello di gestione e organizzazione, ne definisce gli aspetti relativi al funzionamento, compresa l’attribuzione delle risorse, i mezzi e le misure di sicurezza.

Inoltre, l’OdV non può essere considerato neppure quale responsabile del trattamento, inteso come persona giuridicamente distinta dal titolare che agisce per conto di quest’ultimo secondo le istruzioni impartite. Il Gdpr, infatti, pur non modificandone l’essenza, prevede ora, in funzione della gestione dei dati svolta per conto del titolare, un serie di obblighi in capo al responsabile del trattamento, come pure la sua diretta responsabilità per l’eventuale inosservanza degli stessi. Al contrario, eventuali omessi controlli sull’osservanza dei modelli predisposti dall’ente non ricadono sull’OdV ma sull’ente stesso.

L’OdV nel suo complesso non è quindi distinto dall’ente ma è “parte dell’ente” che, quale titolare del trattamento, definisce il perimetro e le modalità di esercizio dei compiti assegnati all’organismo, nonché il ruolo che, in base alla disciplina in materia di protezione dei dati personali, deve essere previsto per i singoli membri che lo compongono. In particolare, l’ente designerà i singoli membri dell’OdV come soggetti autorizzati, i quali dovranno attenersi alle istruzioni del titolare.

Fonte: garanteprivacy.it

Conferenza delle Regioni: aggiornate le linee guida per le riaperture

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In data 25 maggio, si è riunita la Conferenza delle Regioni per aggiornare il documento “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive” ormai giunto alla terza versione.
All’interno del documento sono state inserite due nuove attività:
STRUTTURE TERMALI E CENTRI BENESSERE
PROFESSIONI DELLA MONTAGNA (guide alpine e maestri di sci) e GUIDE TURISTICHE
Inserita anche una nota della Regione Campania, che ritiene che la distanza di 1 metro vada calcolata dal tavolo.

Sanificazione: la Circolare del Ministero della Salute del 22/05/2020

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Il Ministero della Salute ha emanato una Circolare relativa alla questione della sanificazione degli ambienti non sanitari, relativamente all’emergenza da Coronavirus.
La Circolare, intitolata “Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento.”, riporta utili indicazioni in merito al processo di sanificazione.

La Circolare invita, per ciascuna attività produttiva, a valutare il contesto in cui opera, al fine di attuare idonee, mirate ed efficaci misure di sanificazione.
Si deve valutare, prima di tutto, il tipo di postazioni di lavoro, in modo determinare le superfici e i materiali presenti nell’ambiente, l’uso che ne viene fatto, con che frequenza gli spazi vengono frequentati e le superfici che vengono toccate.
Nel caso delle attività commerciali si indicano tre punti fermi per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2:
• pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, ecc.;
• disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati;
• garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria.
I prodotti e le procedure da utilizzare per la sanificazione devono essere attentamente valutati prima
dell’impiego, per tutelare la salute di lavoratori, utilizzatori, clienti e di tutti coloro che accedono alle
aree sanificate. I prodotti utilizzati a scopo di disinfezione devono essere autorizzati con azione
virucida come PMC9 o come biocidi10 dal Ministero della salute, ai sensi della normativa vigente.
A seguito della valutazione del contesto, per attuare idonee, mirate ed efficaci misure di sanificazione
è necessario seguire appropriate misure organizzative, quali:
• Stabilire una procedura di azione e una pianificazione preventiva contro il SARS-CoV-2
• Aggiornarle secondo le istruzioni delle autorità sanitarie in ogni momento
• Effettuare la registrazione delle azioni intraprese, specificando data, ora, persone responsabili, ecc. e salvare tutta la documentazione che può essere generata.
• Incentivare la massima collaborazione di tutte le persone dell’organizzazione nell’adozione di misure preventive e il monitoraggio delle raccomandazioni condivise nel protocollo di prevenzione (all. 6 al DPCM del 26 aprile 2020).
• Informare e distribuire materiale informativo comprensibile desunto da fonti affidabili a tutto il personale, relativamente agli aspetti di base del rischio di contagio:
– misure di igiene personale e collettiva
– criteri stabiliti dall’autorità sanitaria per definire se una persona è stata contaminata
– le linee guida per l’azione di fronte a un caso sospetto COVID-19

Nello svolgimento delle procedure di sanificazione è raccomandato adottare le corrette attività nella
corretta sequenza:
1. La normale pulizia ordinaria con acqua e sapone riduce la quantità di virus presente su superfici
e oggetti, riducendo il rischio di esposizione.
2. La pulizia di tutte le superfici di mobili e attrezzature da lavoro, macchine, strumenti, ecc., nonché maniglie, cestini, ecc. deve essere fatta almeno dopo ogni turno.
3. Il rischio di esposizione è ridotto ancor più se si effettuano procedure di disinfezione utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati (PMC o biocidi). È importante la disinfezione frequente di superfici e oggetti quando toccati da più persone.
4. I disinfettanti uccidono i germi sulle superfici. Effettuando la disinfezione di una superficie dopo
la sua pulizia, è possibile ridurre ulteriormente il rischio di diffondere l’infezione. L’uso dei disinfettanti autorizzati rappresenta una parte importante della riduzione del rischio di esposizione a COVID-19.
5. I disinfettanti devono essere utilizzati in modo responsabile e appropriato secondo le informazioni riportate nell’etichetta. Non mescolare insieme candeggina e altri prodotti per la pulizia e la disinfezione: ciò può causare fumi che possono essere molto pericolosi se inalati.
6. Tutti i detersivi e i disinfettanti devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini.
7. L’accaparramento di disinfettanti o altri materiali per la disinfezione può comportare la carenza
di prodotti che potrebbero invece essere utilizzati in situazioni particolarmente critiche.
8. Bisogna indossare sempre guanti adeguati per i prodotti chimici utilizzati durante la pulizia e la disinfezione, ma potrebbero essere necessari ulteriori dispositivi di protezione individuale (DPI, specie per i prodotti ad uso professionale) in base al prodotto.

Se il posto di lavoro, o l’azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l’area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato
in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo neppure in condizioni sperimentali.

Esposizione ai fattori di rischio di cancro sul lavoro – una nuova indagine per l’Europa

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La settimana europea contro il cancro , che si tiene tra il 25 e il 31 maggio, richiama l’attenzione sulla prevenzione del cancro, l’accesso alle cure e il supporto per i superstiti.

In occasione di questa settimana, l’EU-OSHA presenta i suoi piani per una nuova e innovativa indagine tra i lavoratori sull’esposizione ai fattori di rischio di cancro in Europa. Mediante la raccolta di dati affidabili sull’esposizione sul luogo di lavoro, l’indagine ha l’intento di colmare lacune significative nelle informazioni disponibili su uno dei principali problemi di salute lavoro-correlati in Europa.

Le informazioni raccolte offriranno un quadro accurato e completo dei rischi attuali e contribuirà a plasmare le misure preventive future. I lavori preparatori dell’indagine sono già iniziati, e l’EU-OSHA prevede di pubblicare le prime conclusioni nel 2023.

Nuovo modello OT23 per il 2021

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E’ stato pubblicato il nuovo modello OT23 da utilizzarsi per la richiesta di oscillazione del tasso INAIL per il 2021.

Questi i macro punti:

A-1 Ambienti confinato e/o sospetti di inquinamento
A-2 Prevenzione del rischio di caduta dall’alto
A-3 Sicurezza macchine e trattori
A-4 Prevenzione del rischio elettrico
A-5 Prevenzione dei rischi da punture di insetto
A-6 Prevenzione del rischio stradale

C-1 Prevenzione del rischio rumore
C-2 Prevenzione del rischio chimico
C-3 Prevenzione del rischio radon
C-4 Prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici
C-5 Promozione della salute

D Formazione, addestramento, informazione

E-1 Sistema di gestione certificato UNI ISO 45001:2018
E-2 Sistema di gestione certificato UNI 10617
E-3 Sistema di gestione UNI INAIL
E-4 Sistema di gestione secondo accordi INAIL
E-5,6,7,8 Modello di organizzazione e gestione anche semplificato
E-9,10,11,11,13 Sistema di gestione per la responsabilità sociale
E-14 Presentazione di una nuova buona prassi alla Commissione Consultiva
E-15 Adozione di una buona prassi
E-16 Partecipazione al premio “imprese per la sicurezza”
E-17 Adozione di un sistema di rilevazione dei mancati infortuni

F-1 Sistemi di rilevamento uomo a terra
F-2 Dotazione di un defibrillatore
F-3 Interventi contro il rischio rapine
F-4 Controllo a distanza dello stato di efficienza dei dispositivi e attrezzature antincendio
F-5 Interventi per la protezione dal rischio aggressione
F-6 Prova di evacuazione nelle aziende con meno di 10 lavoratori
F-7 Controllo a distanza dell’utilizzo dei DPI