Il committente deve fornire copia del proprio DVR agli appaltatori?

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Quesito: il committente è tenuto a fornire copia del proprio DVR alle imprese appaltatrici?

Risposta:

l’articolo 26 comma 1 lettera b prevede che il committente “fornisce agli stessi soggetti [appaltatori] dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza in relazione alla propria attività“. Ne consegue, che il committente non è tenuto a fornire copia del proprio Documento di Valutazione dei rischi ma deve trasmettere le informazioni riguardanti i rischi dell’ambiente di lavoro legati alla specifica attività svolte e le misure e procedure per la gestione delle emergenze.
Tale attività può svolgersi in uno di questi modi:
1) predisposizione di un documento riportante le informazioni per le aziende esterne tra cui i rischi degli ambienti di lavoro e le misure per la gestione delle emergenze;
2) riunione di coordinamento durante la quale le parti trasferiscono alle altre le informazioni inerenti i rischi interferenziali, tra i quali, rientrano anche i rischi dell’ambiente di lavoro, come previsto dalla Determina 3/2008;
3) DUVRI: considerando i rischi ambientali come rischi interferenziali.
 
Il committente può anche ritenere utile fornire copia del Piano di emergenza o specifico estratto destinato agli appaltatori.
Diversamente, almeno per gli appalti di carattere edile, rientranti nel Titolo IV, il committente è tenuto a chiedere copia del Documento di Valutazione dei Rischi dell’appaltatore nella fase di verifica dell’idoneità tecnico professionale.

Corso di aggiornamento per RLS – 11 novembre 2020

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Si terrà il 7 novembre un corso di aggiornamento per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

il corso è valido anche come aggiornamento Lavoratori, Dirigenti, Preposti.

Il corso si svolgerà dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00.

Costi e iscrizioni all’indirizzo:

https://www.bachecasicurezza.it/courses/course.php?pk_course_edition=5513

Cambiano le tempistiche per la quarantena

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Il Comitato Tecnico Scientifico ha comunicato la revisione dei tempi di quarantena in caso di positività o contatti stretti.

Si evidenziano queste situazioni:

  1. Caso positivo asintomatico: 10 giorni di quarantena + tampone alla fine della quarantena;
  2. Caso positivo sintomatico: 10 giorni (di cui almeno gli ultimi 3 senza sintomi) + tampone alla fine della quarantena;
  3. Caso positivo asintomatico ma positivo dopo 21 giorni: 21 giorni di quarantena con riscontro di positività al 10 e 17 giorno. Si interrompe comunque la quarantena a 21 giorni;
  4. Contatti stretti: 10 giorni + tampone anche rapido.

Lavoratrici, gravidanza, Covid: proviamo a fare chiarezza

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In questo periodo, non è infrequente trovare sui social discussioni legate alla gestione delle lavoratrici in gravidanza in rapporto al rischio di contagio da SARS-CoV-2.

Tuttavia, è necessario chiarire, con molta attenzione, le fonti normative applicabili e le conoscenze attuali, per non incorrere in errori procedurali o in ingiuste generalizzazioni.

La normativa applicabile

La norma applicabile rimane il D.Lgs. 151/01 che prevede una serie di situazioni:

1) Lavori vietati: l’articolo 7 prevede che, durante la gravidanza e per 7 mesi dopo il parto, sia vietato adibire la lavoratrice a determinate attività riportate all’interno dell’Allegato A (comma 1) e dell’allegato B (comma 2). In questi casi, la lavoratrice non potrà svolgere quella determinata attività o essere esposta a quel determinato agente per l’intera durata della gravidanza e, quando indicato, per i 7 mesi successivi alla data del parto. Vi è poi la particolarità del lavoro sul turno notturno, vietato fino al compimento di 1 anno del bambino. Se possibile, la mansione andrà modificata, andando ad eliminare le condizioni vietate, oppure dovrà essere spostata ad altra mansione, anche di livello inferiore ma mantenendo la sua retribuzione. Se questo non fosse possibile, si richiede l’astensione obbligatoria anticipata o, se previsto, l’estensione fino a 7 o 12 mesi dalla data del parto. In merito al rischio biologico, sono presenti queste voci:

Allegato A:
L) i lavori di assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei reparti per malattie infettive e per malattie nervose e mentali: durante la gestazione e per 7 mesi dopo il parto;

Allegato B
b) agenti biologici:
toxoplasma;
virus della rosolia, a meno che sussista la prova che la lavoratrice e’ sufficientemente protetta contro questi agenti dal suo stato di immunizzazione;

2) Valutazione dei rischi: qualora la lavoratrice rimanga al lavoro perchè la mansione è compatibile o perchè ha subito delle modifiche per renderla tale, il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici legati ad una ipersuscettibilità ad alcuni fattori di rischio. Questi, sono riportati all’interno dell’allegato C, tra cui viene richiamato anche:

Allegato C

  1. Agenti biologici
    Agenti biologici dei gruppi di rischio 2, 3 e 4 ai sensi dell’articolo 268, nonché’ dell’Allegato XLVI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nella misura in cui sia noto che tali agenti o le terapie che essi rendono necessarie mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro, sempreché’ non figurino nell’Allegato B della presente legge.

Gravidanza e Covid, cosa sappiamo?

Molta della documentazione reperibile, riguarda la gestione della gravidanza al tempo del Covid, con una particolare attenzione all’ospedalizzazione in questo periodo in cui le strutture sanitarie sono focalizzate sulla gestione della pandemia.

Tuttavia, qualche indicazione è reperibile in merito ai rischi legati alla gravidanza in periodo Covid:

Gravidanza – La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario, che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Inoltre, le donne in gravidanza potrebbero mostrare un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di infezioni respiratorie virali. Ad oggi, non è stata dimostrata la trasmissione verticale da madre a feto durante la gravidanza. Sono vari i casi in Italia di positività tra i neonati, presumibilmente infettati a seguito del contatto con la madre positiva durante o dopo il parto. Questi bambini, però, non hanno presentato sintomi importanti e la condizione non desta particolari preoccupazioni. Il nuovo coronavirus non è stato rilevato né nel liquido amniotico, né nel latte materno. (Fonte: Ministero della Salute)

Allattamento – Le donne positive al nuovo coronavirus non devono necessariamente rinunciare ad allattare al seno il proprio bambino. Qualora la madre abbia pochi sintomi, può farlo adottando tutte le precauzioni per evitare di trasmettere il virus al figlio, lavandosi le mani e indossando una mascherina chirurgica mentre allatta. Se la madre presenta, invece, un’infezione con febbre, tosse o dispnea, madre e figlio andrebbero separati. Andrebbe, comunque, evitato il ricorso automatico ai sostituti del latte materno, implementando la spremitura del latte materno o il ricorso al latte umano donato.

Diversamente, per le operatrici del settore sanitario, dove vige una specifica esposizione al rischio biologico (allegato XLIV D.Lgs. 81/2008), l’Istituto Superiore di Sanità indica il divieto di adibizione a mansioni che possano esporle al rischio biologico.

Gestione delle lavoratrici in gravidanza in periodo Covid

Esposizione a Covid è attività vietata? Come sopra indicato, il rischio biologico, rientra tra le attività a rischio per la gravidanza ma non vietate (allegato C). Dalla valutazione del rischio, potrebbe risultare l’opportunità di allontanare la lavoratrice dal luogo di lavoro (operatori sanitari) o la messa in smart working, quando possibile. Particolare attenzione andrà posta per le mansioni ad elevato contatto con il pubblico;

Cosa fare se si riceve notizia di uno stato di gravidanza? Qualora sussista un rischio biologico legato all’attività (Allegato XLIV D.Lgs. 81/2008) il datore di lavoro valuterà i rischi e prenderà le misure appropiate. Qualora l’attività non rientri tra quelle di cui all’allegato succitato, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in base all’articolo 7 comma 4, potrà determinare l’interdizione dal lavoro d’ufficio o su istanza della lavoratrice. Qualora, durante la gravidanza, la lavoratrice sviluppasse patologie tali da renderla maggiormente esposta ai rischi di contagio, dovrà comunicarlo al Medico Competente per essere inserita nel novero delle persone fragili, sempre che il medico curante non la interdica dall’attività lavorativa per condizioni fisiche.

Ministero della Salute: ordinanza 16 agosto 2020

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Il Ministero della Salute ha emanato l’Ordinanza 16 agosto 2020 con la quale vengono integrate le prescrizioni previste nel D.P.C.M. 7 agosto 2020.

Queste le novità contenute nell’Ordinanza:

  1. è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. Invitiamo i gestori di locali pubblici a rendere edotti di tale obbligo i clienti mediante affissione, nei pressi degli ingressi, di tale prescrizione o di comunicarla attraverso i propri siti internet, pagine Facebook ecc.;
  2. sono sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Fino ad ulteriori chiarimenti, si ritiene opportuno evitare balli e attività di gruppo anche presso strutture ricettive, spiagge ecc.

Rientro dalle vacanze all’estero: cosa fare?

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Recepiamo il vademecum della Regione Piemonte su come comportarsi per il rientro in Italia dopo aver soggiornato all’estero. 

Nel vademecum si identificano tre possibili casi, a seconda che si stia rientrando da taluni paesi:

CASO 1: si può rientrare senza alcuna comunicazione e senza quarantena

CASO 2: non si può rientrare in Italia

CASO 3: si deve notificare entro 24 ore il rientro al proprio medico di base o al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e rimanere in isolamento fiduciario presso la propria abitazione o presso una struttura alternativa per 14 giorni (modulo “Autodichiarazione di rientro da paesi per i quali è previsto l’isolamento fiduciario”)

In caso di professionisti socio-sanitari e di assistenza alla persona (medici, paramedici, operatori socio-sanitari, badanti e assistenti a domicilio di soggetti vulnerabili) è richiesta la notifica al proprio datore di lavoro attraverso il modulo “Autocertificazione per la ripresa dell’attività lavorativa”: obbligatoria per soggetti che operano nelle ASR, nelle strutture socio-assistenziali pubbliche o private soggette ad autorizzazione ovunque siano stati o se si siano assentati dal lavoro per più di 5 giorni consecutivi, raccomandata per coloro che operano in attività di assistenza alla persona. Personale che svolge attività lavorativa nei settori della Sanità, del Socio-Sanitario e dell’Assistenza alla persona avranno l’obbligo a tampone naso-faringeo e isolamento fiduciario.

Abbiamo preparato un piccolo schema:

Invitiamo, per ogni caso specifico, a contattare il proprio Medico Competente,  i proprio Medici di Medicina Generale e di contattare la Regione Piemonte attraverso il numero verde 800 333 444, o via mail all’indirizzo 800333444@regione.piemonte.it

Riapertura delle scuole dell’infanzia: contenuti del documento di indirizzo

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Il 31 luglio è stato approvato il “<i>Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia</i>” predisposto dalla Conferenza Unificata delle Regioni.

Il documento riporta una serie di indicazioni per la ripartenza delle attività educative:
1) <b>Capienza massima</b>: rimane quella indicata dalle normative regionali. Analogamente, la capienza massima della struttura è quella desumibile dalle norme nazionali in materia di edilizia scolastica;
2) <b>Corresponsabilità educativa</b>: è prevista la predisposizione di un percorso di coinvolgimento dei genitori attraverso un patto di alleanza educativa anche attraverso attività di promozione e sensibilizzazione delle famiglie e il personale. Il minore non potrà accedere alla struttura qualora lui o un familiare convivente dovessero presentare sintomatologia;
3) <b>Gruppi</b>: per ogni gruppo andranno individuate le figure adulte di riferimento evitando, nei limiti della migliore organizzazione, che queste interagiscano con gruppi diversi. Evitare le intersezioni tra gruppi. Per quanto concerne il rapporto bambini educatori, rimane quello individuato dalle normative regionali;
4) <b>Spazi</b>: evitare l’uso promiscuo tra gruppi diversi di spazi; analogamente, le attrezzature e gli arredi vanno assegnati a gruppi specifici o, qualora dovesse essere necessario un passaggio ad un gruppo diversi, gli oggetti andranno puliti. E’ opportuno non portare oggetti o giochi da casa o, se inevitabile, andranno puliti all’ingresso. Importante garantire la frequente e adeguata aerazione degli ambienti. Sfruttare spazi esterni anche valorizzando spazi che il territorio può mettere a disposizione della scuola. E’ opportuno individuare e predisporre locali atti ad ospitare bambini e/o operatori con sintomi sospetti;
5) <b>Accoglienza e ricongiungimento</b>: organizzare l’accoglienza all’esterno favorendo il distanziamento tra le persone; se l’accoglienza all’esterno non fosse possibile, provvedere all’aerazione e pulizia approfondita del locale. L’uscita e l’ingresso, se possibile, devono essere differenziati con percorsi indicati e ingressi ed uscite scaglianti. Durante il periodo di ambientamento (inserimento) prediligere le attività in esterno in presenza dei genitori. Predisporre un registro delle presenze degli allievi, operatori e di tutti gli esterni, genitori compresi, che accedono alla struttura. Ridurre al minimo l’accesso di personale esterno siano essi operatori o fornitori; per gli esterni, dovranno essere definiti orari di accesso mentre per i fornitori, prediligere la consegna in locali non dedicati all’attività dei bambini;
6) <b>Figure professionali</b>: per quanto concerne gli operatori fragili, si rimanda ai documenti nazionali quali i protocolli d’intesa e la circolare del Ministero della Salute;
7) <b>Refezione e riposo</b>: gli spazi di refezione e riposo devono essere organizzati per evitare l’affollamento scegliendo l’uso a turni di gruppi separati o consumando il pasto direttamente in aula garantendo la sanificazione degli ambienti prima e dopo il pasto. E’ permesso portare da casa la merenda purchè sia identificata per singolo bambino. Lo spazio per il riposo deve essere organizzato garantendo pulizia approfondita dei locali e della biancheria oltreché la corretta e costante aerazione;
8) <b>Formazione/informazione</b>: opportuno prevedere momenti di formazione/informazione per il personale anche in modalità a distanza circa le procedure adottate per il contenimento del rischio di contagio;
9) <b>Disabilità e inclusione</b>: considerare le condizioni di particolare fragilità di bambini con patologie. Per il personale impegnato nell’assistenza ai bambini con disabilità, stante la necessità di operare a distanza ridotta, indossare ulteriori DPI quali visiera e mascherine;
10) <b>Indicazioni igienico sanitarie</b>: non è previsto l’obbligo della misura della temperatura. Inserire nella routine comportamenti virtuosi volti a ridurre il rischio di contagio. Il personale deve indossare mascherina chirurgica più eventuali DPI nelle varie attività, quali il cambio del pannolino. Prima della riapertura, procedere alla pulizia dei locali. La pulizia dovrà essere svolta quotidianamente secondo le indicazioni dell’ISS.

Prorogate al 15 ottobre le prescrizioni relative alle attività produttive e commerciali

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Il 30/07/2020 è stato pubblicato il D.L. 30/07/2020 che riporta una serie di proroghe relative ai provvedimenti in materia di prevenzione del rischio da contagio.
A seguito di questo, rimangono valide le prescrizioni di cui ai protocollo d’intesa e alle linee guida della Conferenza delle Regioni.

L’articolo 1 comma 2 del D.L. 30/07/2020 prevede:
2. All’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, le parole «31 luglio 2020» sono sostituite dalle seguenti «15 ottobre 2020».

Questo determina quindi la proroga della validità di quanto previsto all’interno proprio del D.L. 16/05/2020 convertito in Legge 22/05/2020 n. 35.
All’articolo 1 comma 14 del suddetto decreto, si richiama quanto segue:
14. Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche, produttive e sociali possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o del comma 16.

Pertanto, fatto salvo provvedimenti regionali, trovano validità, fino al 15 ottobre, i seguenti provvedimenti collegati:
– Protocollo d’intesa del 24 aprile 2020 sui luoghi di lavoro;
– Protocollo d’intesa del 24 aprile 2020 sui cantieri edili;
– Protocollo 20 marco 2020 sui trasporti;
– Linee guida della Conferenza delle Regioni per la riapertura delle attività economiche e produttive.

Il comma 15 del D.L 16/05/2020, che trova validità anch’esso fino al 15/10/2020, prevede:
15. Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, di cui al comma 14 che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Protocollo quadro “Rientro in sicurezza” Ministro per la Pubblica Amministrazione –Organizzazioni sindacali

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Il 24 luglio è stato siglato il Protocollo quadro denominato “Rientro in sicurezza”.
Il protocollo è stato firmato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e le rispettive Organizzazioni sindacali e mira a regolamentare il rientro presso gli uffici dei dipendenti della Pubblica amministrazione.

Ecco i principi di base previsti nel protocollo:
1) adeguano alle prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità ridefinendo la limitazione di presenza del personale secondo le esigenze della progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e di quella dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali;
2) flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza, fermo restando quanto demandato alla contrattazione collettiva;
3) nel predisporre, anche attraverso l’adozione di appositi protocolli, le misure necessarie a garantire la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri dipendenti assicurano il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità;
4) contenere la presenza negli uffici,e garantire la progressiva riapertura degli stessi, adottando ogni idonea misura per la tutela della salute del proprio personale anche attraverso la sorveglianza sanitaria eccezionale
5) integrare il DVR con le misure anticontagio, gestione di eventuali positivi, misure di controllo, sorveglianza sanitaria ordinaria ed eccezionale;
6) informazione e formazione sulle procedure;
7) garantire la disponibilità di DPI in tutti i casi in cui non sia possibile garantire il distanziamento. Per gli operatori a contatto con il pubblico può essere prevista l’installazione di barriere divisorie o visiere;
8) rilevazione della temperatura all’ingresso del personale interno e dell’utenza tramite dispositivi che permettano il rispetto delle distanze. In caso di temperatura superiore a 37,5 °C impedire l’accesso;
9) rendere più flessibili gli orari dei servizi erogati al pubblico per ridurre l’affollamento;
10) pulizia e igiene quotidiana degli ambienti di lavoro;
11) sanificazione degli ambienti ove abbia soggiornato una persona risultata positiva al Covid;
12) sanificare periodicamente gli ambienti e gli impianti di condizionamento in funzione dell’orario di attività;
13) assicurare il ricambio costante dell’aria nei luoghi di lavoro;
14) evitare il ricircolo d’aria in locali condivisi da più lavoratori;
15) ampia disponibilità di disinfettante per le mani;
16) fruizione alternata delle aree ad uso comune quali aree ristoro, mense, aree fumatori;
17) informare il personale sulle misure tecniche adottate;
18) definire modalità di ingresso per gli appaltatori;
19) garantire il confronto tra RSPP, RSU/A, RLS sui contenuti del protocollo;
20) impedire la creazione di assembramenti negli uffici che erogano servizi all’utenza anche mediante erogazione dei servizi via sistemi elettronici;
21) promuovere la formazione in modalità elearnig e riunioni in videoconferenza.

The development of memory. Lessons and storing secrets

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The development of memory. Lessons and storing secrets

Everyone would prefer to help writing essay possess a greater memory. It really is pretty all-natural need, but to implement it truly is essential to clearly understand that such an effective memory.

always anything going on in our lives, we’re usually in a hurry and have to do every little thing, with absolutely nothing forget. In such situations, we’ve got difficulty in focusing their consideration and memorization course of action, but you will find still excellent troubles inside the mastering procedure effective memorization tactics. An individual is beneath the influence of numerous damaging aspects that have a unfavorable effect. This leads to a reduce in mental and inventive activity, specifically in the qualified activities essayhelpinc.com/. 1st, decreasing memory function. It becomes extra tough to keep in mind necessary knowledge, memorize substantial amounts of new material, re-playable, what you currently know, and we operate on obtainable expertise. All ends inflexible pondering and creativity.

A couple of tricks to improve memory

Most consumers will sooner or later face the problem of a terrible memory. Or wonder ways to increase it. What to perform to try to remember even more, faster and far better? All human beings are endowed with all the capability to remember everything that surrounds them. No matter whether it really is new persons, their names, faces. Or is it crucial matters that should really do right after a whereas. Or even a buying list and girlfriend the day of birth. Memory – a distinctive capacity. It makes it possible for us not neglect about the important issues. It truly is crucial for any particular person than he was engaged. It can be perfect to act around the best brain activity restful sleep, proper nutrition and regular workout. Furthermore, men and women usually do not feel that memory – an effective memory – it can be not simply a gift from birth. Don’t have to possess a genuinely good memory, it’s necessary to train.

Not all of what we as soon as remembered, forever preserved in our memory. We neglect lots, mainly because of what normally don’t develop into prosperous, particularly in their profession. And for prosperous combat it is essential to take into account the following points: The principle signifies of struggle – a repetition on the material becoming studied. All knowledge that’s not supported by repetitions, steadily forgotten. Repeat discovered do not have when it truly is currently forgotten, but in the moment, when forgetting had not yet begun. Inside the transition from learning to memorize numerous material, you might want to constantly do a bit break (5-10 minutes), providing your self at this time of comprehensive rest from any intellectual function. Necessary method, you may need to organize your classes so that the memory material have been much less equivalent subjects. Essential distinction as to prevent the imposition of the very same on one another, so as not to have difficulty recalling specific images.