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Informazioni su Dott. Umberto Aprile

La mia attività principale riguarda l'assistenza delle aziende nell'espletamento delle pratiche autorizzative in materia di emissioni in atmosfera, autorizzazione integrata ambientale e valutazione impatto ambientale. Mi occupo anche degli autocontrolli e dell''indagini inerenti il rischio chimico e il rischio amianto. Dal 2010, anno di conseguimento della Laurea in Scienze Geologiche, ho iniziato ad occuparmi di Consulenze in campo geologico, idrogeologico e geotecnico.

Definizione del ruolo e dei compiti del Responsabile Tecnico Rifiuti

La delibera n. 1 del 23 gennaio 2019 dispone nel dettaglio i compiti e le responsabilità del Responsabile tecnico.

Deliberazione MATTM n. 1 del 23 gennaio 2019

Prime disposizioni sui compiti e le responsabilità del Responsabile tecnico

All’interno della delibera sono presenti le prime disposizioni di dettaglio e compiti, nonché responsabilità del responsabile tecnico ai sensi dell’articolo 12, comma 3, del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014.

Articolo 1 (Compiti generali del responsabile tecnico)

1. Nell’ambito dei compiti e delle responsabilità di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, del decreto 3 giugno 2014, n. 120, il responsabile tecnico, relativamente alle categorie di iscrizione all’Albo per le quali l’incarico è svolto,
a) coordina l’attività degli addetti dell’impresa;
b) definisce, per quanto di competenza, le procedure per gestire eventuali situazioni d’urgenza, incidenti o eventi imprevisti e per evitare l’eventuale ripetersi di dette circostanze;
c) vigila sulla corretta osservanza delle prescrizioni riportate o richiamate nei provvedimenti d’iscrizione;
d) verifica la validità delle iscrizioni e delle autorizzazioni in capo ai soggetti ai quali vengono affidati i rifiuti.

2. Il responsabile tecnico che svolge attività di affiancamento è tenuto al rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettera d), della delibera n. 6 del 30 maggio 2017, e dalla circolare n. 59 del 12 gennaio 2018 e, in particolare, a fornire adeguata formazione e informazione sullo svolgimento delle attività di cui alle categorie di iscrizione all’Albo per le quali l’affiancamento è svolto.

Articolo 2 (Categorie 1,4, 5 e 6. Trasporto dei rifiuti)

Articolo 3 (Categoria 1. Gestione dei centri di raccolta)

Articolo 4 (Categoria 8. Intermediazione e commercio rifiuti senza detenzione rifiuti stessi)

Articolo 5 (Categoria 9. Bonifica di siti)

Articolo 6 (Categoria 10. Bonifica di beni contenenti amianto)

Articolo 7 (Incarichi contemporanei del responsabile tecnico)

Fonte: Albo Nazionale Gestori Ambientali

Nuovo decreto gas fluorurati ad effetto serra

Il 9 gennaio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146 recante attuazione del Regolamento (CE) n. 517/2014  del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 sui gas fluorurati a effetto serra (Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 20 maggio 2014).

Il D.P.R. n. 146/2018, che entrerà in vigore il 24 gennaio 2019, definisce le modalità di attuazione del Regolamento (UE) n.517/2014, relativamente ai seguenti aspetti:

  • l’individuazione delle autorità competenti;
  • l’adeguamento del sistema di certificazione istituito con il D.P.R. n. 43/2012 , ed in particolare le procedure per:

– l’accreditamento degli organismi di valutazione della conformità per le attività disciplinate dal Regolamento e dai relativi regolamenti europei di esecuzione;

– la designazione degli organismi di certificazione delle persone fisiche e delle imprese;

– la certificazione degli organismi di attestazione di formazione delle persone;

– la certificazione, l’attestazione e l’iscrizione al Registro telematico nazionale per le persone fisiche e per le imprese;

– il rilascio di esenzioni e deroghe all’obbligo di certificazione per le persone fisiche;

– il riconoscimento dei certificati delle persone fisiche e delle imprese rilasciati in un altro Stato membro.

  • l’individuazione degli organismi di controllo indipendenti competenti per le procedure di verifica dell’accuratezza dei dati;
  • l’implementazione del Registro telematico nazionale delle persone e delle imprese certificate (istituito con il DPR n. 43/2012), che assicura a tutti i soggetti, la pubblicità notizia delle informazioni sulle attività disciplinate dal decreto, nonché la trasparenza delle attività medesime;
  • la costituzione e la gestione di una Banca Dati, come previsto dall’articolo 6, paragrafo 2 del Regolamento (UE) n.517/2014, per la raccolta e la conservazione delle informazioni relative alle vendite di gas fluorurati a effetto serra e delle apparecchiature che contengono tali gas, nonché alle attività di installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento di dette apparecchiature;
  • l’individuazione di sistemi di comunicazione delle informazioni di cui all’articolo 20, del Regolamento (UE) n.517/2014, per la raccolta di dati sulle emissioni dei settori rientranti nel campo di applicazione del regolamento medesimo;
  • l’etichettatura delle apparecchiature ai sensi dell’articolo 12 del Regolamento (UE) n.517/2014 e del Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2068.

A decorrere dal 24 gennaio 2019 (data di entrata in vigore del Decreto del Presidente della Repubblica 16 novembre 2018, n. 146), e’ abrogato il decreto del Presidente  della  Repubblica  27 gennaio 2012, n. 43. (fonte Ministero dell’Ambiente)

Sanzioni mud e responsabilità produttore

A seguito dell’abrogazione del SISTRI a partire dal 01 Gennaio 2019, si vogliono ricordare gli adempimenti correlati alla corretta gestione dei rifiuti da parte dei produttori.

SANZIONE MUD

Sono previste sanzioni per il ritardo nella presentazione del MUD o per la mancata presentazione.
La presentazione della Dichiarazione MUD effettuata dopo il termine previsto dalla normativa, ma entro 60 giorni dalla scadenza (è necessario contare esattamente 60 giorni, e non semplicemente due mesi), comporta una sanzione da Euro 26,00 a Euro 160,00.
La presentazione successiva ai 60 giorni dalla scadenza, l’omessa dichiarazione e la dichiarazione incompleta o inesatta comportano una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600,00 euro a 15.500,00 euro (così come previsto dall’art. 258, comma 1, del D. Lgs. 152/2006).
L’ente che applica le sanzioni è la Provincia.

AFFIDAMENTO A SOGGETTI TERZI

Cass.Sez.III n. 19845 del 14 maggio 2014

(Cc15apr.2014)


Pres.TeresiEst.GraziosiRic.Parrella


Rifiuti.Conferimento a terzi

Colui che conferisce i propri rifiuti a soggetti terzi per il recupero o lo smaltimento ha il dovere di accertare che questi ultimi siano debitamente autorizzati allo svolgimento delle operazioni, con la conseguenza che l’inosservanza di tale regola di cautela imprenditoriale è idonea a configurare la responsabilità per il reato di illecita gestione di rifiuti in concorso con coloro che li hanno ricevuti in assenza del prescritto titolo abilitativo

Ne deriva che se il rifiuto viene conferito a qualcuno che lo trasporta illegalmente si può applicare anche al produttore l’art.259 comma 1 “Chiunque effettua una spedizione di rifiuti costituente traffico illecito ai sensi dell’articolo 26 del regolamento (CEE) 1° febbraio 1993, n. 259, o effettua una spedizione di rifiuti elencati nell’Allegato II del citato regolamento in violazione dell’articolo 1, comma 3, lettere a), b), c) e d), del regolamento stesso è punito con la pena dell’ammenda da 1.550 euro a 26.000 euro e con l’arresto fino a due anni. La pena è aumentata in caso di spedizione di rifiuti pericolosi.”

Se invece il rifiuto viene conferito a qualcuno che lo gestisce, lo recupera o lo stocca illegalmente, si può applicare anche al produttore l’art.256 comma 1 “ Fuori dai casi sanzionati ai sensi dell’articolo 29-quattuordecies, comma 1, chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 è punito:
a) con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi;
b) con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro se si tratta di rifiuti pericolosi.”

Piano Emergenza Interno Rifiuti (PEIR)

Con la Legge 1° dicembre 2018 n. 132, all’Art. 26-bis, relativamente agli impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti esistenti e/o di nuova costruzione, al fine di gestire eventuali emergenze ambientali e non, prevede l’elaborazione di:

1. Piano di emergenza interno (competenza Gestore)
2. Piano di emergenza esterno (competenza Prefetto)

Per la redazione del Piano di Emergenza Interno Rifiuti (PEIR), si è presa in esame la Circolare MATTM 15 Marzo 2018: Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi.

1. Piano di emergenza interno 
L’art. 26-bis dellaLegge 1° dicembre 2018, n. 132, rubricato “Piano di emergenza interno per gli impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti”, prevede l’obbligo per i gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, di predisporre un piano di emergenza interna. Il piano deve essere aggiornato almeno ogni tre anni. Il termine ultimo per la redazione del documento è il 4 Marzo 2019. Successivamente il decreto deve essere inoltrato al prefetto competente per territorio affinchè esso rediga il piano emergenza esterna di cui al successivo punto.

2. Piano di emergenza esterno 
Il prefetto, d’intesa con le regioni e con gli enti locali interessati, predispone il piano di emergenza esterna all’impianto e ne coordina l’attuazione. Il gestore trasmette al prefetto competente per territorio tutte le informazioni utili per l’elaborazione del piano di emergenza esterna. Il piano, deve essere aggiornato almeno ogni tre anni. Questo risulta di competenza del prefetto.

Genesi Ambiente rimane a disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti, nonché per la redazione del Piano di Emergenza interno e le attività correlate.

BANDO FONDIMPRESA 3/2018

È stato pubblicato un nuovo bando da parte di Fondimpresa. In particolare le aziende della regione Lombardia possono usufruire di un piano formativo fino a 80 ore. Il bando prevede un numero minimo di partecipanti da inserire nelle azioni formative di 4 unità. Inoltre la formazione dovrà essere svolta necessariamente in orario lavorativo. Le aree di intervento riguardano l’internazionalizzazione e la digitalizzazione, ma vi è la possibilità di inserire ulteriori fabbisogni formativi. Sono previsti diversi regimi di aiuti in ottemperanza alle attuali normative (Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013) .

È inoltre necessario avere l’approvazione dell’RSA/RSU .

Le tempistiche stabilite sono:

  • Convalida di interesse entro il 31 Ottobre 2018;
  • Dichiarazioni firmate digitalmente (CNS o equipollenti): 27 Novembre 2018.

S.T.I. rimane a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione e per affiancarvi nell’espletamento della convalida di interesse e/o del proseguio dei progetti.

Comunicazione presenza di amianto ai sensi dell’art.9 della L.R. 30/2008

Con l’approvazione del Piano Regione Amianto quinquennio 2016 – 2020 entra definitivamente in vigore l’obbligo per soggetti pubblici e privati proprietari di edifici, impianti, luoghi, mezzi di trasporto e manufatti in genere con presenza di amianto di comunicare la presenza degli stessi all’ASL competente per territorio. Come espressamente indicato, la comunicazione non ha carattere di autodenuncia, ma solo di mera comunicazione.

Si ricorda inoltre l’obbligo di nominare un responsabile del piano di controllo e manutenzione dei manufatti contenenti amianto entro la fine dell’anno. Tale figura dovrà avere ricevuto idonea formazione come stabilito dal Piano Regionale Amianto 2016 – 2020.

Sotto si riporta l’estratto dal sito della Regione Piemonte con le informazioni relative. STI per mezzo dei suoi tecnici si rende disponibile a supportare coloro che abbiano manufatti contenenti amianto nell’ambito della comunicazione da effettuare entro e non oltre il 29 Dicembre 2017.

“Piano Regionale Amianto 2016 – 2020

In data 1 marzo 2016 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto (Piano Regionale Amianto) per gli anni 2016-2020, qui consultabile e scaricabile. Il Piano Regionale Amianto esamina le problematiche di natura sanitaria e ambientale, delineando obiettivi e strategie operative da perseguire su più fronti, tra i quali la mappatura dei siti con presenza di amianto di origine naturale ed antropica, la bonifica dei siti con amianto in matrice friabile e compatta e dei siti di interesse nazionale, le problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalle bonifiche, indicazioni di carattere geologico per la progettazione di opere in aree con presenza naturale di amianto.

Scheda per la comunicazione della presenza di amianto ai sensi dell’art. 9 della L.R. 30/2008
La L.R. 30/2008 stabilisce che i soggetti pubblici e i privati proprietari di edifici, impianti, luoghi, mezzi di trasporto, manufatti e materiali con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto comunichino tale presenza all’ASL competente per territorio.”

dott. Umberto Aprile

Corso primo soccorso e aggiornamento: una nuova edizione presso la nostra aula corsi

Si terrà nei giorni:

20 giugno 2017 dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00

22 giugno 2017 dalle 9,00 alle 13,00

la nuova edizione del corso di primo soccorso per aziende del gruppo B e C, in accordo con quanto previsto nel D.M. 388/03.

Il corso si terrà presso l’aula corsi di S.T.I. Studio Tecnico Integrato in via Sempione, 128 a Torino.

In occasione delle 4 ore del 22 giugno, si terrà anche una sessione valida come aggiornamento del medesimo corso.

Per informazioni e iscrizioni potete scrivere a umberto.aprile@sti-consulenze.it

Come di consueto, per gli utenti di AimSafe è possibile ricevere il corso in condivisione per poter caricare direttamente nel corso i propri allievi e ottenere il caricamento automatico nell’anagrafica del discente dei relativi attestati.

Corsi di formazione in partenza nel mese di giugno

Per il mese di giugno, è prevista la partenza dei seguenti corsi di formazione:

 

Corso per RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).

Durata: 32 ore

Sede del corso: aula corsi S.T.I. via Sempione, 128 a Torino

Date del corso: 20 e 27 giugno, 4 e 11 luglio

Orari: dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00

Costo: 380,00 euro

 

Corso per preposti

Durata: 8 ore

Sede del corso: aula corsi S.T.I. via Sempione, 128 a Torino

Date del corso: 26 giugno

Orari: dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00

Costo: 130,00 euro

Per informazioni: umberto.aprile@sti-consulenze.it

Per tutti gli utenti AimSafe: scrivendo indicate il vostro indirizzo email di iscrizione ad AimSafe per ricevere il corso in condivisione e poter caricare direttamente sul corso l’anagrafica dei partecipanti e ricevendo, direttamente sull’anagrafica del singolo partecipante, l’attestato di formazione.

Scadenza del Piano Gestione Solventi

Regolato dal Testo Unico Ambientale, il piano di gestione dei solventi è un documento integrativo che un’azienda è tenuta a elaborare in caso di svolgimento di specifiche attività che prevedano l’utilizzo di composti organici volatili(solventi). Si tratta di una documentazione atta a consentire la verifica della conformità degli impianti alle prescrizioni del DLgs 152/06. “Il piano di gestione dei solventi oltre a stabilire i valori limite di emissione, le modalità di monitoraggio e di controllo delle emissioni e i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite, il decreto stabilisce anche le modalità di redazione del cosiddetto piano di gestione dei solventi.”

Devono presentarlo le attività come la verniciatura in continuo con un consumo di solvente superiore a 25 tonnellate annue; le attività di rivestimento compreso il rivestimento adesivo dei metalli e della plastica con un consumo di solvente superiore a 5 tonnellate annue; la pulitura a secco; la fabbricazione di calzature con un soglia di consumo di solvente superiore a 5 tonnellate; la fabbricazione di prodotti farmaceutici con una soglia di consumo di solvente superiore a 50 tonnellate l’anno. In generale anche una serie di attività che riguardano il settore della stampa come la laccatura, la rotocalcografia e la laminazione associate alla stampa con consumi di solvente superiore alle 15 tonnellate. E questi sono solo alcuni dei casi previsti a titolo esemplificativo.

Il gestore dello stabilimento dove verranno svolte le attività dovrà presentare all’amministrazione provinciale(ora città metropoliana in alcuni casi) competente, il piano di gestione dei solventi prima dello svolgimento delle stesse attività che non potranno partire finché l’ente non rilascerà l’autorizzazione. Successivamente all’ottenimento dell’autorizzazione, ogni anno, entro il 30 Marzo, dovrà essere ripresentato il modello di dichiarazione, relativo all’anno precedente, secondo le disposizioni dell’amministrazione provinciale (ora Città Metropolitana in alcuni casi) competente.

PRA Piemonte 2016-2020

Viene approvato in data 01/03/2016 il nuovo PRAP – Piano Regionale Amianto Piemonte 2016-2020. Fra i provvedimenti della giunta, la messa a disposizione di 20 milioni di euro per opere di bonifica, formazione e indagini riguardanti l’amianto.

Completare la mappatura dell’amianto di origine naturale e antropica e la bonifica dei siti di interesse nazionale di Casale Monferrato e Corio-Balangero, smaltire i rifiuti che lo contengono individuando nuovi siti di stoccaggio o metodi alternativi, sviluppare l’attività sanitaria del centro per la lotta al mesotelioma, informare i cittadini attraverso appositi sportelli comunali e formare nuovi tecnici. Sono solo alcune delle misure previste dal Piano regionale Amianto 2016-2020, discusso e approvato oggi dal Consiglio regionale del Piemonte.

Il provvedimento, il cui iter è partito con l’adozione del Piano da parte della Giunta lo scorso giugno 2015, è arrivato in aula dopo l’approvazione unanime da parte della Commissione “Ambiente” di Palazzo Lascaris. Grande la soddisfazione degli assessori regionali all’Ambiente, Alberto Valmaggia, e alla Sanità, Antonio Saitta.

La Regionehanno detto i due assessori dopo l’approvazionesi dota di uno strumento fondamentale per affrontare in maniera organica e complessiva uno dei principali problemi ambientali che affliggono il nostro territorio e la salute dei cittadini. Si avvia così una strategia tesa a ridurre in modo deciso l’impatto nocivo dell’amianto, attraverso misure che vanno dalle bonifiche alla mappatura, dallo smaltimento in sicurezza agli interventi in ambito sanitario, informativo e formativo.

Questi, in sintesi, i punti salienti del Piano.

Mappatura dell’amianto di origine naturale.

Le azioni sono mirate a:

  • dare seguito alle attività di mappatura, mediante progressivi approfondimenti a scala locale e regionale; a queste attività seguirà la pubblicazione e l’aggiornamento di cartografie e di dati;
  • definire eventuali indicazioni per la gestione delle problematiche relative ad attività lavorative in presenza di amianto di matrice naturale. Al Piano sono allegate indicazioni per indagini geologiche preventive alla realizzazione di opere in aree con presenza di amianto di origine naturale potenziale o accertata;
  • al Piano è allegata una metodica analitica per la misura della concentrazione di fibre di amianto nelle acque, predisposta da Arpa Piemonte; vi è inoltre la previsione di sviluppare ulteriori approfondimenti mediante la partecipazione di Arpa Piemonte ai tavoli tecnici interregionali con Istituto Superiore di Sanità e Ispra.

Mappatura dell’amianto di origine antropica

Il Piano prevede:

  • la prosecuzione della mappatura, sotto il coordinamento di Arpa Piemonte, con la collaborazione di più soggetti, quali Asl, Comuni, soggetti privati ed altri enti. Tutti i dati rilevati confluiranno in un unico database;
  • per la finalità del punto precedente, il Piano definisce anche una specifica scheda per le comunicazioni della presenza di amianto da parte dei proprietari di manufatti contenenti amianto; con provvedimento della Giunta regionale saranno definite le modalità per la compilazione on-line della scheda;
  • i dati relativi alla quantità ed all’ubicazione dei siti mappati saranno pubblicati attraverso il sistema informativo territoriale. Alla Giunta competerà la definizione delle modalità di condivisione dei dati tra gli enti, compresi quelli relativi all’avvenuta presentazione dei piani di lavoro e delle certificazioni di restituibilità; in tal modo si avrà un quadro dinamico non solo sullo stato di mappatura, ma anche sull’attuazione degli interventi di rimozione dell’amianto.

Bonifica dei siti

I principali obiettivi sono:

  • il completamento della bonifica degli edifici scolastici di proprietà pubblica;
  • l’incentivazione delle bonifiche dei privati mediante servizi di raccolta e smaltimento di rifiuti contenenti amianto, al fine di incidere sui costi da sostenere per le operazioni di bonifica dell’amianto;
  • la qualificazione dei soggetti abilitati alla redazione dei Piani di Manutenzione e Controllo e della valutazione dello stato di degrado dei manufatti contenenti amianto, mediante uno specifico obbligo formativo;
  • inoltre, il Piano impegna la Regione ad intervenire a livello statale per consentire, come regola, l’utilizzo di risorse per la bonifica dell’amianto in esenzione dal Patto di stabilità per l’attuazione delle bonifiche da parte della pubblica amministrazione.

Siti di interesse nazionale

Amiantifera di Balangero e Corio: gli obiettivi principali consistono nel completamento della bonifica del territorio perimetrato, nella definizione e realizzazione di un piano di sviluppo finalizzato al riutilizzo economico dell’area e nella prosecuzione dei monitoraggi in continuo della qualità dell’aria.

Casale Monferrato: l’obiettivo principale consiste nella conclusione della bonifica del territorio. Il Piano prevede inoltre modalità di implementazione della ricerca di siti con “polverino”, tramite Arpa Piemonte.

Eliminazione dei rifiuti prodotti dalle bonifiche dell’amianto

Il Piano affronta la carenza della disponibilità di volumetrie nel perimetro regionale per lo smaltimento. Le soluzioni suggerite e che potranno essere sviluppate in specifici strumenti di pianificazione in materia di rifiuti consistono nell’autorizzazione di:

  • nuovi impianti per lo smaltimento dell’amianto;
  • celle dedicate all’interno di impianti di discarica attualmente non specificatamente destinati allo smaltimento dell’amianto;
  • impianti in sotterraneo e utilizzo di cave e miniere dimesse; per questa finalità viene dato mandato alla Giunta di realizzare uno specifico approfondimento.

Coinvolgimento della popolazione sui problemi causati dall’amianto

Il Piano si pone anche gli obiettivi di:

  • coinvolgere e sensibilizzare i cittadini attraverso iniziative volte ad informare il pubblico dei rischi derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto e all’adozione delle misure di prevenzione finalizzate a ridurre progressivamente il rischio di esposizione alle fibre di asbesto.
  • realizzare “sportelli informativi amianto” nell’ambito di Comuni (singoli o associati), o di patronati, quali strutture preposte alla funzione di informare ed assistere i cittadini sull’applicazione delle normative  in  materia  di  amianto  e  sull’adozione  di  misure  preventive  da  attuare  per  gestire  il  rischio.

Formazione e aggiornamento  degli operatori delle Asl, dell’Arpa e delle imprese che effettuano attività di bonifica e di smaltimento dell’amianto

Grande importanza rivestono gli operatori delle Asl, dell’Arpa e delle imprese di bonifica e smaltimento. Il Piano si pone l’obiettivo di dar vita ad una formazione specifica sul tema dell’amianto, fino a prevedere l’istituzione di nuove figure di tecnici specializzati nella materia.