Telefono cellulare e salute dei lavoratori: una storica sentenza da Ivrea

Share Button

Oggi, il Tribunale di Ivrea ha condannato l’INAIL a risarcire l’inabilità derivante da un tumore al cervello, sviluppato da un lavoratore a causa dell’uso frequente e continuativo del cellulare. La sentenza apre la discussione verso il riconoscimento di una malattia professionale collegata all’uso del cellulare.

Sebbene il caso non sia nuovo, solo ora arriva una sentenza da un tribunale che impone all’INAIL di risarcire il danno collegato all’uso del cellulare.
Nel caso specifico, il lavoratore della Telecom, utilizzava il telefono cellulare per 3-4 ore al giorno, esponendosi così in maniera massiccia alle radiazioni emesse dallo strumento. L’INAIL aveva rifiutato l’indennizzo adducendo il mancato nesso causale tra il danno, un neurinoma al cervello, e il cellulare come causa.
Il Tribunale, in questo modo, sancisce, almeno in questo caso, che il nesso causale esiste. Eventuali altre sentenze in questi termini, potrebbero determinare l’inserimento di questa tra le malattie professionali tabellate, ovvero riconosciute dall’INAIL, quindi indennizzate direttamente.

Veniamo ora, alle conseguenze per la valutazione dei rischi. Le radiazioni emesse dal cellulare, sebbene siano riconducibili alla fattispecie dei campi elettromagnetici, non ricadono all’interno del Capo III del Titolo VIII, in quanto vengono considerati i campi elettromagnetici che provocano effetti a breve termine. Le stesse “Indicazioni operative del Comitato Interregionale” inseriscono i cellulari tra le sorgenti c.d. giustificabili, ovvero che possono essere escluse dall’applicazione del suddetto capo a causa della loro ridotta intensità.
Tuttavia, nell’ottica della valutazione di TUTTI i rischi, non possiamo non andare ad annoverare anche questo tra i rischi a cui potrebbero essere esposti i lavoratori dell’azienda. Allo stato attuale, la valutazione, rientrando tra i rischi fisici in termini generali, non andrà necessariamente fatta con l’uso di strumentazione di misura, calcolo di livelli di esposizione ecc. Ma dovrà comunque terminare con un’indicazione del livello di rischio e le misure di prevenzione e protezione adottate, tra cui:
1) dotazione ai lavoratori di auricolari;
2) divieto di utilizzo dei telefoni cellulari sul luogo di lavoro, anche per ridurre l’esposizione passiva;
3) informazione e formazione sui rischi e sulle misure da adottare al fine del suo contenimento.

Gli utenti Premium di AimSafe hanno, all’interno del catalogo schede di valutazione, la scheda specifica per i telefoni cellulare con allegata la procedura di utilizzo.

Questo articolo è stato pubblicato in News il da .

Informazioni su Ing. Fabio Rosito

Dal 2003 mi occupo di sicurezza sul lavoro, prima come dipendente in aziende di consulenze, poi come libero professionista. La mia attività prevede l'assistenza delle aziende nell'individuare i punti di maggior rischio e nel definire gli interventi di miglioramento necessari. Email: fabio.rosito@sti-consulenze.it Tel. 329/64.12.255

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*