Responsabilità solidale del committente. Il DURC è veramente efficace?

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L’articolo 29 comma 2 della c.d. Legge Biagi (D.Lgs. 276/03) e l’articolo 26 comma 4 del D.Lgs. 81/2008, delineano la responsabilità solidale del committente relativamente ai contributi previdenziali e assicurativi dovuti dall’impresa appaltatrice.
Per evitare questa responsabilità, il DURC è veramente efficace?

L’articolo 29 comma 2 D.Lgs. 276/03, così come modificato dal prevede che:
“2. n caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonchè con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonchè i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento. Il committente che ha eseguito il pagamento è tenuto, ove previsto, ad assolvere gli obblighi del sostituto d’imposta ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e può esercitare l’azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali”
Questo articolo, quindi, prevede che, qualora il datore di lavoro appaltatore non abbia corrisposto ai propri dipendenti lo stipendio o non abbia versato i relativi contributi, il lavoratore o l’istituto potranno chiedere il versamento di quanto dovuto al committente che ha affidato all’impresa l’appalto.

L’articolo 26 comma 4 del D.Lgs. 81/2008, invece, prevede quanto segue:
“4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l’imprenditore committente risponde in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.”
In questo caso, si configura la situazione in cui il lavoratore può richiedere il risarcimento dei danni, a seguito di infortunio, sia al proprio datore di lavoro che ai datori di lavoro della catena di affidamento degli appalti fino al committente. La richiesta, chiaramente, non può riferirsi a somme già indennizzate dall’INAIL.

Questi due elementi normativi vanno a delineare la c.d. responsabilità solidale del committente che, spesso, viene gestita con la richiesta all’appaltatore del DURC.
Il DURC, acronimo di Documento Unico di Regolarità Contributiva, è un’attestazione rilasciata dagli enti coinvolti (Inail, Inps ed eventualmente Cassa Edile) riportante lo stato di pagamento di quanto dovuto. Il risultato del DURC può essere “REGOLARE” o “NON REGOLARE” qualora permangano delle pendenze verso uno o più degli istituti. Questa attestazione ha una validità di 90 giorni.
Ma il DURC è veramente un documento esaustivo rispetto a quanto previsto dai precedenti articoli?
Sicuramente no, per questi motivi:
1) il DURC non dà indicazioni in merito al pagamento degli stipendi ai lavoratori;
2) il DURC riporta lo stato dei pagamenti relativamente ai lavoratori regolarmente in forza in azienda. Potrei avere 5 lavoratori assunti per i quali pago regolarmente i contributi e altri 5 lavoratori in nero non dichiarata da nessuna parte. Il DURC, in questo caso, sarà “REGOLARE”;
3) il DURC indica l’effettiva regolarità dei pagamenti da parte dell’appaltatore di quanto dovuto all’INAIL, ma non impedisce al lavoratore di chiedere ulteriori risarcimenti anche in caso di rifiuto di pagamento da parte dell’INAIL.

Ne consegue che, una reale copertura dai rischi per il committente, richiede ulteriori richieste o verifiche da fare sia in occasione della verifica di idoneità tecnico professionale, sia in occasione dei pagamenti delle fatture nel corso dello svolgimento dell’appalto:
1) richiesta di una polizza assicurativa che copra anche dai danni non direttamente indennizzati dall’INAIL e avvenuti a danno dei propri lavoratori o di lavoratori di altre imprese;
2) copia del LUL dal quale derivare il personale in forza e controllo degli accessi per impedire l’ingresso a lavoratori non presenti in quell’elenco;
2) richiesta di fideiussione atta a coprire, per due anni dalla fine dell’appalto, da eventuali richieste risarcitorie ricevute dal committente;
3) richiesta di copia dei bonifici fatti ai lavoratori a saldo del compenso.
Come si vede, la responsabilità solidale del committente determina un complesso sistema di controllo su tutti gli appaltatori che va ad incidere anche in maniera significativa sul lavoro dei servizi deputati.

Per questo, AimSafe ha realizzato un modulo specifico per la gestione degli appalti, volto ad automatizzare queste attività di controllo riducendo le incombenze per l’RSPP o gli altri servizi preposti al controllo degli appalti.
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Informazioni su Ing. Fabio Rosito

Dal 2003 mi occupo di sicurezza sul lavoro, prima come dipendente in aziende di consulenze, poi come libero professionista. La mia attività prevede l'assistenza delle aziende nell'individuare i punti di maggior rischio e nel definire gli interventi di miglioramento necessari. Email: fabio.rosito@sti-consulenze.it Tel. 329/64.12.255

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