La sanificazione delle strutture non sanitarie: Rapport ISS 25/2020 del 15/05/2020

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L’ISS ha emanato un rapporto dedicato alle corrette modalità di sanificazione delle strutture non sanitarie.
Quando si parla di sanificazione, anche in riferimento a normative vigenti, si intende “il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell’aria”.
Le indicazioni riportate nel documento si riferiscono alla sanificazione di superfici e ambienti interni non sanitari, finalizzate alla prevenzione della diffusione dell’infezione COVID-19. Le indicazioni si basano sulle evidenze, a oggi disponibili, per quanto concerne la trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, della sopravvivenza del virus su diverse superfici e dell’efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali. Le indicazioni considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo.

I prodotti che hanno un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida o una qualsiasi altra azione tesa a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi tramite azione chimica, ricadono in due distinti processi normativi:
1) Presidi Medico-Chirurgici (PMC)
2) biocidi.
Tali prodotti, prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente valutati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) (o altro organo tecnico-scientifico in ambito Nazionale) e autorizzati dalle Autorità Competenti degli stati membri dell’UE -per l’Italia il Ministero della Salute -sotto l’egida dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (European Chemicals Agency,ECHA). Punto chiave per entrambe le normative è quello relativo a una comprovata efficacia dei prodotti,valutata sulla base di specifiche norme tecniche europee di standardizzazione sull’attività virucida, quali la UN IEN 14476:2013e la UNI EN 16777:2019.
È da sottolineare che sull’etichetta di tali prodotti sono apposte le modalità, la frequenza e la dose d’uso specifica.
Per quanto attiene agli scopi del documento, i biocidi di interesse ricadono nel PT2 relativo ai prodotti“Disinfettanti e alghicidi non destinati all’applicazione diretta sull’uomo o animali” usati per “la disinfezione di superfici, materiali, attrezzature e mobilio non utilizzati in contatto diretto con alimenti destinati al consumo umano o animale”. Va precisato che i vari prodotti per la disinfezione che possono vantare proprietà nei confronti dei microorganismi, sono diversi dai detergenti e dagli igienizzanti con i quali, pertanto, non vanno confusi. Per questi ultimi, che non possono vantare azione disinfettante, non è prevista alcuna autorizzazione anche se devono essere conformi alla normativa sui detergenti (igienizzanti per gli ambienti) o sui prodotti cosmetici (igienizzanti per la cute).
Rientrano nel campo di applicazione del BPR e sono autorizzabili come biocidi non solo prodotti contenenti principi attivi autorizzati ma anche sistemi in grado di generare principi attivi partendo da precursori;tali sistemi rientrano nella definizione di generazione in situ.
Il passaggio dalla normativa nazionale dei PMC al contesto europeo del Regolamento Biocidi (BPR) ancora non è concluso e questo determina il destreggiarsi fra le due normative. Una differenza peculiare è che i PMC devono essere prodotti in officine soggette ad autorizzazione. Per tale motivo,secondo la norma italiana sui PMC, pur essendo possibile autorizzare prodotti contenenti principi attivi in revisione, non si possono autorizzare prodotti contenenti principi attivi generati in situ, in quanto la norma sui PMC prevede l’autorizzazione di preparati e non di apparecchiature.
Le organizzazioni coinvolte nell’emissione di linee guida (ECDC, CDC, OMS) per la prevenzione in questa fase emergenziale indicano tre punti fermi per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2:
1) garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria;
2) pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, ecc.;
3) disinfettare con prodotti adatti, registrati e autorizzati.
In considerazione della potenziale capacità del virus SARS-CoV-2 di sopravvivere sulle superfici, è buona norma procedere frequentemente e accuratamente alla sanificazione (pulizia e/odisinfezione) delle superfici, operazioni che devono essere tanto più accurate e regolari per superfici ad alta frequenza di contatto (es. maniglie, superfici dei servizi igienici, superfici di lavoro, cellulare, tablet, PC, occhiali,altri oggetti di uso frequente).
Le linee guida del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Europeo (European Centre for Prevention and Disease; ECDC),di quello Statunitense (Centers for Disease and Control; CDC)e dell’OMS indicano che la pulizia con acqua e normali detergenti neutri associata all’utilizzo di comuni prodotti disinfettanti è sufficiente per la decontaminazione delle superfici.
In generale, è stato dimostrato che disinfettanti a base di alcoli(es. etanolo, propan-2-olo, propan-1-olo) o ipoclorito di sodio, ma non solo, sono in grado di ridurre significativamente il numero di virus dotati di “involucro” come il SARS-CoV-2.
Oltre alla pulizia accurata, è altresì importante rinnovare frequentemente l’aria all’interno dell’ambiente.

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Informazioni su Ing. Fabio Rosito

Dal 2003 mi occupo di sicurezza sul lavoro, prima come dipendente in aziende di consulenze, poi come libero professionista. La mia attività prevede l'assistenza delle aziende nell'individuare i punti di maggior rischio e nel definire gli interventi di miglioramento necessari. Email: fabio.rosito@sti-consulenze.it Tel. 329/64.12.255

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