Fumo passivo nelle aree esterne: rischi e prescrizioni

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Un documento del GARD Italia, un’associazione che riunisce i soggetti interessati alla prevenzione delle malattie respiratorie, affronta il tema del fumo passivo.

All’interno dell’articolo, vengono indicati i rischi legati all’esposizione al fumo passivo, anche nelle aree esterne, e lo stato della normativa italiana e internazionale sul tema del fumo passivo nelle aree esterne.

Desideriamo porre l’attenzione su alcune indicazioni emerse dall’articolo che riteniamo possano essere di interesse generale.

L’azienda che, nel rispetto della norma, vieta il fumo all’interno dei locali, è utile istituisca o il divieto di fumo anche all’interno del perimetro aziendale, al fine di evitare del tutto l’esposizione a fumo passivo, oppure adotti le seguenti misure:

  1. definire dei “punti fumo” esterni dove i lavoratori possono fumare, in modo da evitare che la gente fumi in aree dove questo non sia previsto e gestito;
  2. scegliere la posizione di questi “punti fumo” in modo che si trovino ad almeno 9 metri da aperture verso i locali chiusi, in particolare porte e portoni. Se questo non fosse possibile, è strettamente necessario che il singolo “punto fumo” sia situato ad almeno 9 metri da postazioni fisse che si trovino all’interno dei locali;
  3. nei “punti fumo” o nelle loro vicinanze, evitare la presenza di materiali in tessuto e plastica che possono maggiormente assorbire i prodotti del fumo e rilasciarli in seguito;
  4. dotare i “punti fumo” di adeguati sistemi di raccolta che permettano di interrompere la combustione e permettano la raccolta senza rischi dei rifiuti prodotti;
  5. evitare che il passaggio di persone nei pressi dei “punti fumo” sia reso necessario per motivi operativi;
  6. adottare misure e procedure per la raccolta e smaltimento dei rifiuti dei punti fumo, al fine di ridurre l’esposizione. In particolare, gli operatori addetti alla raccolta dovranno indossare guanti protettivi e maschera protettiva con filtro FFP3.

Sebbene le indicazioni sopra riportate non siano cogenti, si ritiene che la valutazione dei rischi debba tenere in considerazione questo elemento al fine di individuare le misure da adottare al fine del suo contenimento.

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Informazioni su Ing. Fabio Rosito

Dal 2003 mi occupo di sicurezza sul lavoro, prima come dipendente in aziende di consulenze, poi come libero professionista. La mia attività prevede l'assistenza delle aziende nell'individuare i punti di maggior rischio e nel definire gli interventi di miglioramento necessari. Email: fabio.rosito@sti-consulenze.it Tel. 329/64.12.255

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