Le schede dei dati di sicurezza

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Ospitiamo un intervento della dott.ssa Serenella Alfredini riguardante la gestione delle schede dei dati di sicurezza e la loro verifica. Riteniamo sia un tema cruciale nelle aziende e che spesso questo tema non viene affrontato nella maniera opportuna. Buona Lettura.

La Scheda Dati di Sicurezza (SDS) costituisce da sempre un metodo per fornire ai destinatari dei prodotti informazioni su sostanze e miscele: è lo strumento di comunicazione per la trasmissione delle informazioni lungo tutta la catena di approvvigionamento, così come definito nel Regolamento REACh. Rappresenta un documento complesso ed articolato, finalizzato all’esatta identificazione, manipolazione e gestione delle sostanze e delle miscele pericolose e non.

 

Con i nuovi regolamenti (REACh e CLP), la struttura e la forma della SDS sono rimaste pressoché invariate, ma le richieste sono aumentate e, considerando l’eventuale presenza degli scenari di esposizione, la SDS risulta elaborata e spesso di non facile lettura ed interpretazione.

 

Anche l’entrata in vigore dei nuovi criteri di classificazione ( Regolamento CLP) ha avuto un notevole impatto sulle SDS, determinando la necessità di adeguamenti formali e/o sostanziali, con conseguente revisione ed aggiornamento di praticamente tutte le SDS.

 

Il Regolamento (UE) 2015/830, adeguamento del regolamento 453, detta alcune prescrizioni formali che sono diventate imprescindibili e la compilazione del documento deve seguire regole precise.

 

Leggendo ed analizzando le SDS distribuite dall’introduzione dei vari regolamenti, si osserva che le nuove richieste normative hanno portato ad inserire molti dati, alcuni dei quali non sempre necessari o richiesti, determinando una scarsa leggibilità delle SDS. Ciò non ha coinciso con un progressivo miglioramento della qualità dei dati e SDS dichiarate conformi ed aggiornate, conformi non lo sono nei fatti e nei contenuti.

 

Diventa quindi essenziale verificare se la SDS, compilata o ricevuta, è conforme ed accettabile o se debba essere respinta perché incompleta o carente. Bisogna saper individuare in modo sistematico le mancanze per richiedere ai fornitori specifici aggiornamenti.

 

Non sempre chi riceve la SDS ha le specifiche conoscenze normative e scientifiche per esaminare e valutare la correttezza, completezza e coerenza delle informazioni presenti nella SDS, con il risultato che gli archivi aziendali spesso risultano obsoleti, con modelli di SDS non aggiornati e con dati delle sostanze riferiti ad adeguamenti superati.

 

Il concetto di conformità delle SDS è applicabile sia al fornitore (fabbricante, importatore, rappresentante esclusivo) che ha la responsabilità iniziale dell’elaborazione della SDS, sia ai successivi attori della catena di approvvigionamento che devono fornire una SDS impiegando le informazioni ricevute dai fornitori, sia agli utilizzatori finali.

 

La coerenza della SDS deve essere valutata sia in fase di stesura, da parte di chi compila, sia in fase di lettura da parte di riceve.

 

La SDS è fonte di informazioni per ogni successivo attore della catena, che a sua volta deve essere in grado di verificare l’adeguatezza, correttezza e congruità delle informazioni ricevute per impiegarle in modo appropriato nella stesura di una eventuale successiva SDS e nella adozione delle misure per la tutela della salute umana, dell’ambiente e della sicurezza sul luogo di lavoro.

 

Risulta evidente che le aziende dovrebbero dotarsi di sistemi informatici e personale specializzato in grado di gestire in modo adeguato il documento SDS.

 

Le varie figure che operano nell’azienda, personale degli acquisti, datore di lavoro, RSPP, medico competente e lavoratori devono essere in grado di coordinarsi ed avere sempre a disposizione le SDS aggiornate. Spesso è difficile anche solo capire e sapere dove fisicamente siano le SDS.

 

Infine, la normativa (art. 36 del REACh) prevede che tutta la documentazione necessaria ad assolvere agli obblighi imposti dal regolamento debba essere conservata per almeno dieci anni, per cui risulta indispensabile che le aziende si dotino di sistemi di analisi, verifica e archiviazione della documentazione e delle SDS efficienti, dinamici e precisi.

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Informazioni su Ing. Fabio Rosito

Dal 2003 mi occupo di sicurezza sul lavoro, prima come dipendente in aziende di consulenze, poi come libero professionista. La mia attività prevede l'assistenza delle aziende nell'individuare i punti di maggior rischio e nel definire gli interventi di miglioramento necessari. Email: fabio.rosito@sti-consulenze.it Tel. 329/64.12.255

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