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Lavoratrici, gravidanza, Covid: proviamo a fare chiarezza

In questo periodo, non è infrequente trovare sui social discussioni legate alla gestione delle lavoratrici in gravidanza in rapporto al rischio di contagio da SARS-CoV-2.

Tuttavia, è necessario chiarire, con molta attenzione, le fonti normative applicabili e le conoscenze attuali, per non incorrere in errori procedurali o in ingiuste generalizzazioni.

La normativa applicabile

La norma applicabile rimane il D.Lgs. 151/01 che prevede una serie di situazioni:

1) Lavori vietati: l’articolo 7 prevede che, durante la gravidanza e per 7 mesi dopo il parto, sia vietato adibire la lavoratrice a determinate attività riportate all’interno dell’Allegato A (comma 1) e dell’allegato B (comma 2). In questi casi, la lavoratrice non potrà svolgere quella determinata attività o essere esposta a quel determinato agente per l’intera durata della gravidanza e, quando indicato, per i 7 mesi successivi alla data del parto. Vi è poi la particolarità del lavoro sul turno notturno, vietato fino al compimento di 1 anno del bambino. Se possibile, la mansione andrà modificata, andando ad eliminare le condizioni vietate, oppure dovrà essere spostata ad altra mansione, anche di livello inferiore ma mantenendo la sua retribuzione. Se questo non fosse possibile, si richiede l’astensione obbligatoria anticipata o, se previsto, l’estensione fino a 7 o 12 mesi dalla data del parto. In merito al rischio biologico, sono presenti queste voci:

Allegato A:
L) i lavori di assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei reparti per malattie infettive e per malattie nervose e mentali: durante la gestazione e per 7 mesi dopo il parto;

Allegato B
b) agenti biologici:
toxoplasma;
virus della rosolia, a meno che sussista la prova che la lavoratrice e’ sufficientemente protetta contro questi agenti dal suo stato di immunizzazione;

2) Valutazione dei rischi: qualora la lavoratrice rimanga al lavoro perchè la mansione è compatibile o perchè ha subito delle modifiche per renderla tale, il datore di lavoro deve valutare i rischi specifici legati ad una ipersuscettibilità ad alcuni fattori di rischio. Questi, sono riportati all’interno dell’allegato C, tra cui viene richiamato anche:

Allegato C

  1. Agenti biologici
    Agenti biologici dei gruppi di rischio 2, 3 e 4 ai sensi dell’articolo 268, nonché’ dell’Allegato XLVI del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nella misura in cui sia noto che tali agenti o le terapie che essi rendono necessarie mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro, sempreché’ non figurino nell’Allegato B della presente legge.

Gravidanza e Covid, cosa sappiamo?

Molta della documentazione reperibile, riguarda la gestione della gravidanza al tempo del Covid, con una particolare attenzione all’ospedalizzazione in questo periodo in cui le strutture sanitarie sono focalizzate sulla gestione della pandemia.

Tuttavia, qualche indicazione è reperibile in merito ai rischi legati alla gravidanza in periodo Covid:

Gravidanza – La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario, che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Inoltre, le donne in gravidanza potrebbero mostrare un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di infezioni respiratorie virali. Ad oggi, non è stata dimostrata la trasmissione verticale da madre a feto durante la gravidanza. Sono vari i casi in Italia di positività tra i neonati, presumibilmente infettati a seguito del contatto con la madre positiva durante o dopo il parto. Questi bambini, però, non hanno presentato sintomi importanti e la condizione non desta particolari preoccupazioni. Il nuovo coronavirus non è stato rilevato né nel liquido amniotico, né nel latte materno. (Fonte: Ministero della Salute)

Allattamento – Le donne positive al nuovo coronavirus non devono necessariamente rinunciare ad allattare al seno il proprio bambino. Qualora la madre abbia pochi sintomi, può farlo adottando tutte le precauzioni per evitare di trasmettere il virus al figlio, lavandosi le mani e indossando una mascherina chirurgica mentre allatta. Se la madre presenta, invece, un’infezione con febbre, tosse o dispnea, madre e figlio andrebbero separati. Andrebbe, comunque, evitato il ricorso automatico ai sostituti del latte materno, implementando la spremitura del latte materno o il ricorso al latte umano donato.

Diversamente, per le operatrici del settore sanitario, dove vige una specifica esposizione al rischio biologico (allegato XLIV D.Lgs. 81/2008), l’Istituto Superiore di Sanità indica il divieto di adibizione a mansioni che possano esporle al rischio biologico.

Gestione delle lavoratrici in gravidanza in periodo Covid

Esposizione a Covid è attività vietata? Come sopra indicato, il rischio biologico, rientra tra le attività a rischio per la gravidanza ma non vietate (allegato C). Dalla valutazione del rischio, potrebbe risultare l’opportunità di allontanare la lavoratrice dal luogo di lavoro (operatori sanitari) o la messa in smart working, quando possibile. Particolare attenzione andrà posta per le mansioni ad elevato contatto con il pubblico;

Cosa fare se si riceve notizia di uno stato di gravidanza? Qualora sussista un rischio biologico legato all’attività (Allegato XLIV D.Lgs. 81/2008) il datore di lavoro valuterà i rischi e prenderà le misure appropiate. Qualora l’attività non rientri tra quelle di cui all’allegato succitato, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in base all’articolo 7 comma 4, potrà determinare l’interdizione dal lavoro d’ufficio o su istanza della lavoratrice. Qualora, durante la gravidanza, la lavoratrice sviluppasse patologie tali da renderla maggiormente esposta ai rischi di contagio, dovrà comunicarlo al Medico Competente per essere inserita nel novero delle persone fragili, sempre che il medico curante non la interdica dall’attività lavorativa per condizioni fisiche.

Ministero della Salute: ordinanza 16 agosto 2020

Il Ministero della Salute ha emanato l’Ordinanza 16 agosto 2020 con la quale vengono integrate le prescrizioni previste nel D.P.C.M. 7 agosto 2020.

Queste le novità contenute nell’Ordinanza:

  1. è fatto obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale. Invitiamo i gestori di locali pubblici a rendere edotti di tale obbligo i clienti mediante affissione, nei pressi degli ingressi, di tale prescrizione o di comunicarla attraverso i propri siti internet, pagine Facebook ecc.;
  2. sono sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Fino ad ulteriori chiarimenti, si ritiene opportuno evitare balli e attività di gruppo anche presso strutture ricettive, spiagge ecc.

Rientro dalle vacanze all’estero: cosa fare?

Recepiamo il vademecum della Regione Piemonte su come comportarsi per il rientro in Italia dopo aver soggiornato all’estero. 

Nel vademecum si identificano tre possibili casi, a seconda che si stia rientrando da taluni paesi:

CASO 1: si può rientrare senza alcuna comunicazione e senza quarantena

CASO 2: non si può rientrare in Italia

CASO 3: si deve notificare entro 24 ore il rientro al proprio medico di base o al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e rimanere in isolamento fiduciario presso la propria abitazione o presso una struttura alternativa per 14 giorni (modulo “Autodichiarazione di rientro da paesi per i quali è previsto l’isolamento fiduciario”)

In caso di professionisti socio-sanitari e di assistenza alla persona (medici, paramedici, operatori socio-sanitari, badanti e assistenti a domicilio di soggetti vulnerabili) è richiesta la notifica al proprio datore di lavoro attraverso il modulo “Autocertificazione per la ripresa dell’attività lavorativa”: obbligatoria per soggetti che operano nelle ASR, nelle strutture socio-assistenziali pubbliche o private soggette ad autorizzazione ovunque siano stati o se si siano assentati dal lavoro per più di 5 giorni consecutivi, raccomandata per coloro che operano in attività di assistenza alla persona. Personale che svolge attività lavorativa nei settori della Sanità, del Socio-Sanitario e dell’Assistenza alla persona avranno l’obbligo a tampone naso-faringeo e isolamento fiduciario.

Abbiamo preparato un piccolo schema:

Invitiamo, per ogni caso specifico, a contattare il proprio Medico Competente,  i proprio Medici di Medicina Generale e di contattare la Regione Piemonte attraverso il numero verde 800 333 444, o via mail all’indirizzo 800333444@regione.piemonte.it

Riapertura delle scuole dell’infanzia: contenuti del documento di indirizzo

Il 31 luglio è stato approvato il “<i>Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia</i>” predisposto dalla Conferenza Unificata delle Regioni.

Il documento riporta una serie di indicazioni per la ripartenza delle attività educative:
1) <b>Capienza massima</b>: rimane quella indicata dalle normative regionali. Analogamente, la capienza massima della struttura è quella desumibile dalle norme nazionali in materia di edilizia scolastica;
2) <b>Corresponsabilità educativa</b>: è prevista la predisposizione di un percorso di coinvolgimento dei genitori attraverso un patto di alleanza educativa anche attraverso attività di promozione e sensibilizzazione delle famiglie e il personale. Il minore non potrà accedere alla struttura qualora lui o un familiare convivente dovessero presentare sintomatologia;
3) <b>Gruppi</b>: per ogni gruppo andranno individuate le figure adulte di riferimento evitando, nei limiti della migliore organizzazione, che queste interagiscano con gruppi diversi. Evitare le intersezioni tra gruppi. Per quanto concerne il rapporto bambini educatori, rimane quello individuato dalle normative regionali;
4) <b>Spazi</b>: evitare l’uso promiscuo tra gruppi diversi di spazi; analogamente, le attrezzature e gli arredi vanno assegnati a gruppi specifici o, qualora dovesse essere necessario un passaggio ad un gruppo diversi, gli oggetti andranno puliti. E’ opportuno non portare oggetti o giochi da casa o, se inevitabile, andranno puliti all’ingresso. Importante garantire la frequente e adeguata aerazione degli ambienti. Sfruttare spazi esterni anche valorizzando spazi che il territorio può mettere a disposizione della scuola. E’ opportuno individuare e predisporre locali atti ad ospitare bambini e/o operatori con sintomi sospetti;
5) <b>Accoglienza e ricongiungimento</b>: organizzare l’accoglienza all’esterno favorendo il distanziamento tra le persone; se l’accoglienza all’esterno non fosse possibile, provvedere all’aerazione e pulizia approfondita del locale. L’uscita e l’ingresso, se possibile, devono essere differenziati con percorsi indicati e ingressi ed uscite scaglianti. Durante il periodo di ambientamento (inserimento) prediligere le attività in esterno in presenza dei genitori. Predisporre un registro delle presenze degli allievi, operatori e di tutti gli esterni, genitori compresi, che accedono alla struttura. Ridurre al minimo l’accesso di personale esterno siano essi operatori o fornitori; per gli esterni, dovranno essere definiti orari di accesso mentre per i fornitori, prediligere la consegna in locali non dedicati all’attività dei bambini;
6) <b>Figure professionali</b>: per quanto concerne gli operatori fragili, si rimanda ai documenti nazionali quali i protocolli d’intesa e la circolare del Ministero della Salute;
7) <b>Refezione e riposo</b>: gli spazi di refezione e riposo devono essere organizzati per evitare l’affollamento scegliendo l’uso a turni di gruppi separati o consumando il pasto direttamente in aula garantendo la sanificazione degli ambienti prima e dopo il pasto. E’ permesso portare da casa la merenda purchè sia identificata per singolo bambino. Lo spazio per il riposo deve essere organizzato garantendo pulizia approfondita dei locali e della biancheria oltreché la corretta e costante aerazione;
8) <b>Formazione/informazione</b>: opportuno prevedere momenti di formazione/informazione per il personale anche in modalità a distanza circa le procedure adottate per il contenimento del rischio di contagio;
9) <b>Disabilità e inclusione</b>: considerare le condizioni di particolare fragilità di bambini con patologie. Per il personale impegnato nell’assistenza ai bambini con disabilità, stante la necessità di operare a distanza ridotta, indossare ulteriori DPI quali visiera e mascherine;
10) <b>Indicazioni igienico sanitarie</b>: non è previsto l’obbligo della misura della temperatura. Inserire nella routine comportamenti virtuosi volti a ridurre il rischio di contagio. Il personale deve indossare mascherina chirurgica più eventuali DPI nelle varie attività, quali il cambio del pannolino. Prima della riapertura, procedere alla pulizia dei locali. La pulizia dovrà essere svolta quotidianamente secondo le indicazioni dell’ISS.

Prorogate al 15 ottobre le prescrizioni relative alle attività produttive e commerciali

Il 30/07/2020 è stato pubblicato il D.L. 30/07/2020 che riporta una serie di proroghe relative ai provvedimenti in materia di prevenzione del rischio da contagio.
A seguito di questo, rimangono valide le prescrizioni di cui ai protocollo d’intesa e alle linee guida della Conferenza delle Regioni.

L’articolo 1 comma 2 del D.L. 30/07/2020 prevede:
2. All’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, le parole «31 luglio 2020» sono sostituite dalle seguenti «15 ottobre 2020».

Questo determina quindi la proroga della validità di quanto previsto all’interno proprio del D.L. 16/05/2020 convertito in Legge 22/05/2020 n. 35.
All’articolo 1 comma 14 del suddetto decreto, si richiama quanto segue:
14. Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche, produttive e sociali possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o del comma 16.

Pertanto, fatto salvo provvedimenti regionali, trovano validità, fino al 15 ottobre, i seguenti provvedimenti collegati:
– Protocollo d’intesa del 24 aprile 2020 sui luoghi di lavoro;
– Protocollo d’intesa del 24 aprile 2020 sui cantieri edili;
– Protocollo 20 marco 2020 sui trasporti;
– Linee guida della Conferenza delle Regioni per la riapertura delle attività economiche e produttive.

Il comma 15 del D.L 16/05/2020, che trova validità anch’esso fino al 15/10/2020, prevede:
15. Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, di cui al comma 14 che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Protocollo quadro “Rientro in sicurezza” Ministro per la Pubblica Amministrazione –Organizzazioni sindacali

Il 24 luglio è stato siglato il Protocollo quadro denominato “Rientro in sicurezza”.
Il protocollo è stato firmato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e le rispettive Organizzazioni sindacali e mira a regolamentare il rientro presso gli uffici dei dipendenti della Pubblica amministrazione.

Ecco i principi di base previsti nel protocollo:
1) adeguano alle prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità ridefinendo la limitazione di presenza del personale secondo le esigenze della progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e di quella dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali;
2) flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza, fermo restando quanto demandato alla contrattazione collettiva;
3) nel predisporre, anche attraverso l’adozione di appositi protocolli, le misure necessarie a garantire la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri dipendenti assicurano il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità;
4) contenere la presenza negli uffici,e garantire la progressiva riapertura degli stessi, adottando ogni idonea misura per la tutela della salute del proprio personale anche attraverso la sorveglianza sanitaria eccezionale
5) integrare il DVR con le misure anticontagio, gestione di eventuali positivi, misure di controllo, sorveglianza sanitaria ordinaria ed eccezionale;
6) informazione e formazione sulle procedure;
7) garantire la disponibilità di DPI in tutti i casi in cui non sia possibile garantire il distanziamento. Per gli operatori a contatto con il pubblico può essere prevista l’installazione di barriere divisorie o visiere;
8) rilevazione della temperatura all’ingresso del personale interno e dell’utenza tramite dispositivi che permettano il rispetto delle distanze. In caso di temperatura superiore a 37,5 °C impedire l’accesso;
9) rendere più flessibili gli orari dei servizi erogati al pubblico per ridurre l’affollamento;
10) pulizia e igiene quotidiana degli ambienti di lavoro;
11) sanificazione degli ambienti ove abbia soggiornato una persona risultata positiva al Covid;
12) sanificare periodicamente gli ambienti e gli impianti di condizionamento in funzione dell’orario di attività;
13) assicurare il ricambio costante dell’aria nei luoghi di lavoro;
14) evitare il ricircolo d’aria in locali condivisi da più lavoratori;
15) ampia disponibilità di disinfettante per le mani;
16) fruizione alternata delle aree ad uso comune quali aree ristoro, mense, aree fumatori;
17) informare il personale sulle misure tecniche adottate;
18) definire modalità di ingresso per gli appaltatori;
19) garantire il confronto tra RSPP, RSU/A, RLS sui contenuti del protocollo;
20) impedire la creazione di assembramenti negli uffici che erogano servizi all’utenza anche mediante erogazione dei servizi via sistemi elettronici;
21) promuovere la formazione in modalità elearnig e riunioni in videoconferenza.

Ministero della Salute: circolare sulle operazioni di primo soccorso durante l’emergenza Covid

Con la Circolare del 5 giugno 2020, il Ministero della Salute fornisce informazioni relative alle operazioni di BLS (Basic Life Support) durante l’emergenza Covid. Le operazioni di rianimazione determinano, infatti, un rischio di sviluppo di droplets e contatti ravvicinati tra il soccorritore e il soggetto da rianimare.
Rimanendo la necessità di procedere con la rianimazione, la Circolare raccoglie indicazioni per l’esecuzione delle manovre in maggiore sicurezza.
La circolare riporta indicazioni sia per il soccorso balneare che per il soccorso svolto da soggetti laici.
Vengono date indicazioni anche sullo svolgimento delle attività di formazione.

Soccorso balneare
Si richiama l’importanza dell’uso del pallone autoespenadibile che, già di per sé, rappresenta una buona pratica ma che, in condizioni di emergenza Covid, è oltremodo una scelta da perseguire al fine di ridurre il rischio di contagio. A fianco a questo, l’uso dei DPI è di primaria importanza.
1) Allontanamento del soggetto dalla condizione di rischi
Deve avvenire usando supporti quali rescue can o rescue T-Tube e indossando maschera con boccaglio.
2) Ripristino e mantenimento delle condizioni vitali
Utilizzare il pallone espandibile, con un soccorritore che tiene la maschera aderente al viso, o, ma solo in condizioni di estremo rischio, usare pocket mask con prolunga per mantenere la distanza. Durante il massaggio cardiaco, appoggiare sulla bocca del soggetto una maschera o un telino per ridurre l’emissione di droplets durante la compressione. In entrambi i casi, i dispositivi andranno collegati a sistemi di erogazione dell’ossigeno.

Operatori laici
Vengono riportate alcune indicazioni provenienti dai principali soggetti:
a. Effettuare solo compressioni toraciche senza ventilazione;
b. Effettuare la ventilazione solo in caso di soccorso pediatrico;
c. Utilizzare maschera protettiva con filtro FFP2 per proteggersi dagli aerosol che possono sprigionarsi durante la compressione toracica;
d. Evitare di avvicinarsi al soggetto durante la valutazione GAS;
e. Durante le compressioni, coprire naso e bocca del soggetto con mascherina o indumento;
f. Scaricare la app SALVAUNAVITA.

Corsi di formazione
La Circolare riporta una serie di indicazioni per l’esecuzione in sicurezza dei corsi di formazione per il salvataggio. E’ da preferirsi la modalità blended con teoria a distanza e solo la parte pratica in presenza. Per la pratica, dove non sia possibile garantire il rapporto 1:1 tra manichini e discenti, dovrà avvenire indossando maschera e guanti e sanificando il manichino dopo ogni discente. Registrare il contatto telefonico del discente per poterlo contattare qualora vi sia notizia di positività tra gli allievi o i docenti.
Durante la formazione si deve mantenere la distanza di almeno 2 metri e indossare maschere chirurgiche e guanti protettivi. In caso fosse impossibile mantenere la distanza di almeno 2 metri, indossare cuffia, filtrante facciale P2 senza valvola, occhiali o visiera, camice non idrorepellente, guanti impermeabili.

Regione Piemonte: riaperture e limitazioni dal 15 giugno

La Regione Piemonte ha emanato il D.G.R. 68 del 13/06/2020 riportanti le disposizioni attuative per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica.

Il Decreto aggiorna le riaperture e limitazioni alle attività sul territorio regionale.

  1. permane il divieto di abbandonare il proprio domicilio per coloro che hanno febbre o sintomi di infezione respiratoria. Questi dovranno contattare il loro medico curante;
  2. continua ad applicarsi l’obbligo di indossare la maschera protettiva quando ci si trova in luoghi chiusi accessibili al pubblico, nelle aree esterne pertinenziali ai centro commerciali e nelle aree esterne dove non sia possibile garantire il mantenimento della distanza. Sono esonerati i bambini fino a 6 anni o i soggetti che, per motivi di salute, non possono indossarla. E’ ammesso l’uso di mascherine di comunità anche lavabili e anche autocostruite, purchè coprano anche il naso;
  3. possono aprire gli Uffici Giudiziari purchè si proceda alla misurazione della temperatura;
  4. permesso l’accesso ai parchi, comprese le aree gioco;
  5. [Novità] posso riaprire le attività ludiche, ricreative ed educative per bambini e ragazzi, sia al chiuso che all’aperto. Si rimanda alla specifica D.G.R. di regolamentazione;
  6. autorizzata l’attività sportiva all’aperto nel rispetto delle indicazioni specifiche riportate nelle linee guida della Conferenza delle Regioni;
  7. autorizzate le palestre, piscine, centri e circoli sportivi;
  8. apertura dei comprensori sciistici;
  9. sono permesse esclusivamente le manifestazioni pubbliche statiche;
  10. [Novità] possono riaprire le sale giochi, sale scommesse e sale bingo;
  11. [Novità] possono riaprire i teatri, i cinema, le sale da concerto sia al chiuso che all’aperto;
  12. l’accesso ai luoghi di culto è ammesso purché rispettando 1 metro di distanza. Le funzioni religiose dovranno svolgersi nel rispetto degli allegati da 1 a 7 del D.P.C.M. 11/06/2020 in base alla confessione religiosa;
  13. permessa l’apertura di musei e luoghi di cultura;
  14. [Novità] riaprono i centri benessere, termali, culturali e sociali, purché applicando le specifiche regole previste dalle Linee guida della Conferenza delle Regioni;
  15. non è permesso rimanere nelle sale d’attesa dei pronto soccorso per gli accompagnatori;
  16. [Novità] è permesso la visita ai parenti presso le RSA, strutture di lungo degenza ecc. Le strutture devono adottare strumenti e procedure specifiche;
  17. possono rimanere aperte le attività commerciali e di ristorazione sempre svolte nel rispetto delle Linee guida;
  18. rimangono aperti gli stabilimenti balneari e le strutture ricettive;
  19. capitolo formazione: viene ribadita la previsione del D.G.R. 66 che ha permesso di riprendere le attività di formazione in presenza SOLO per la parte pratica e di laboratorio. Rimane il divieto di svolgere la formazione teorica in presenza, qualunque essa sia, compresa la formazione in sicurezza sul lavoro;
  20. le attività di orientamento e servizi al lavoro possono svolgersi in presenza quando non realizzabili a distanza;
  21. [Novità] è permessa l’apertura di attività di spettacolo viaggiante, compresi i luna park.

Decade, invece , l’obbligo di misurare la temperatura degli operatori presso le strutture sanitarie.

Queste indicazioni varranno fino al 14 luglio 2020.

D.P.C.M. 11 giugno 2020: cosa succede dal 15 giugno?

E’ stato firmato il nuovo D.P.C.M. 11 giugno 2020 che rimodula le misure per evitare la trasmissione del contagio sul territorio nazionale.
Le singole Regioni, possono deliberare andando ad integrare le misure indicate o rinviando l’apertura di alcune tipologie di attività previste dal D.P.C.M.

Analizziamo i contenuti principali del Decreto per quanto concerne le attività di lavoro.
1) Possono riprendere l’attività le sale giochi, scommesse e bingo;
2) Possono riprendere gli spettacoli aperti al pubblico quali teatri, concerto, cinema ecc.;
3) Le scuole possono organizzare attività ludiche, ricreative ed educative;
4) Possono riprendere i corsi di formazione in materia di sicurezza e salute dei lavoratori;
5) Possono riprendere le attività dei centri benessere, termali, culturali e sociali;

In allegato al DPCM sono riportate le indicazioni aggiornate per le attività aperte al pubblico che ci dovranno adeguare alle nuove misure previste.

Per quanto concerne le attività professionali, rimane l’indicazione di sfruttare ancora il lavoro agile quando possibile.

Per le attività produttive, rimane l’applicazione dei Protocolli d’Intesa del 24/04/2020, per industria, commercio ed edilizia, e del 20/03/2020 per trasporto e logistica.

Rimane l’obbligo, per i cittadini, di indossare protezione delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico o dove non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Le indicazioni contenute varranno fino al 14 luglio 2020.

In allegato al DPCM troviamo:
Protocolli d’intesa per la ripresa delle celebrazioni
Linee guida per le opportunità di socialità e gioco per bambini e adolescenti
Linee guida per la riapertura delle attività economiche (aggiornamento 11/06/2020)
Protocolli d’intesa

Dal 24/06/2020 modifiche all’81 per quanto riguarda l’esposizione ad agenti cancerogeni

Il 24 giugno 2020 entrerà in vigore il D.Lgs. 1 giugno 2020, n. 44 che recepisce la direttiva europea UE 2017/2398. Il D.Lgs. riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione ad agenti cancerogeni e modifica un articolo e due allegati del D.Lgs. 81/2008.
Analizziamo, in questo articolo, le modifiche intervenute.

Il D.Lgs. 44/2020 modifica, prima di tutto, l’articolo 242 comma 6 del D.Lgs. 81/2008.
Questa è la versione precedente:
“6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa.”

Mentre questa è la versione aggiornata:
“6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnala la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato. Il medico competente fornisce, altresì, al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.”

In sostanza, viene inserita la possibilità di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo la cessazione del contratto di lavoro con l’azienda. Questa sorveglianza ha la funzione di mantenere un controllo, svolto dal medico competente, circa eventuali indicatori legati all’esposizione professionale da agenti cancerogeni.

Viene introdotto, in allegato XLII, questa voce:
6. Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione.
Questo determina che l’esposizione a silice libera cristallina sia ora ricompreso tra le attività a rischio cancerogeno in base all’articolo 234 comma 1 lettera a. Dove sia prevista, quindi, l’esposizione a silice libera cristallina, diventa obbligatorio attuare quanto previsto al Capo II del Titolo IX D.Lgs. 81/2008

Come conseguenza del punto precedente, la silice libera cristallina viene inserita all’interno dell’Allegato XLIII che riporta i valori limite di esposizione sulle 8 ore per alcuni agenti cancerogeni. Tra gli agenti per i quali viene introdotto il valore limite, troviamo anche:
Composti di cromo VI definiti cancerogeni
Fibre ceramiche refrattarie definite cancerogene
Ossido di etilene
1,2 – Epossipropano
Acrilammide
2-Nitropropano
o-Toluidina
1,3-Butadiene
Idrazina
Brometilene

Inoltre il valore limite delle polveri di legno passa da 5 mg/mc a 2 mg/mc mentre il limite del cloruro di vinile monomero passa da 7,77 a 2,6 mg/mc.
Per tutte le sostanze di cui all’allegato XLIII, in base all’articolo 235 comma 3, si rende necessaria la misurazione volta a valutarne il rispetto dei valori di esposizione.