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Formiamoci a casa: video didattici gratuiti

Abbiamo realizzato una serie di 6 video, 3 per ogni argomento, per permettere di sfruttare questo momento per acquisire alcune competenze che si riveleranno utili alla ripartenza.
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La valutazione del rischio rumore
 
Il rischio rumore, la fisiologia dell’orecchio, le misure di prevenzione e protezione
 
La valutazione del rischio rumore – le norme tecniche applicabili
 
La valutazione del rischio rumore – esercizio pratico
 
 
Il D.Lgs. 231/01 e la responsabilità amministrativa degli enti
 
Il D.Lgs. 231/01 le basi e i reati connessi alla sicurezza e salute dei lavoratori
 
Le procedure semplificate di implementazione del MOG Parte 1
 
Le procedure semplificate di implementazione del MOG Parte 2
 
Riguardo quest’ultimo argomento, Vi segnaliamo anche il nuovo volume de “I Fari di AimSafe” dedicato al D.Lgs. 231/01 e scaricabile gratuitamente a questo indirizzo:

Rinvio scadenze emissioni in atmosfera Regione Piemonte

A seguito dell’emergenza Coronavirus – COVID-19, la Regione Piemonte ha emesso una determina dirigenziale che va a posticipare gli adempimenti previsti dalle autorizzazioni in via generale alle emissioni in atmosfera, di cui all’articolo 272, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. 

In particolare viene definito che: 

 vengono prorogati fino al 30 giugno 2020, gli adempimenti relativi agli autocontrolli delle emissioni in atmosfera, aventi termine di effettuazione successivo al 10 marzo 2020, previsti dalle autorizzazioni di carattere generale, adottate dalla Regione Piemonte ai sensi dell’articolo 272, comma 2, del d.lgs. 152/2006;
vengono prorogati fino al 30 giugno 2020, i termini per la presentazione dei “modelli di registrazione e piano di gestione dei solventi”, previsti dalle autorizzazioni di carattere generale, adottate dalla Regione Piemonte ai sensi dell’articolo 272, comma 2, del d.lgs. 152/2006.

 

DURC: validità prorogata al 15 maggio

L’Inail comunica che tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020 (art. 103, comma 2, d.l. 17 marzo 2020, n.18).

Pertanto, anche i “Durc On Line” che riportano nel campo “Scadenza validità” una data compresa tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020 (le date del 31 gennaio e del 15 aprile 2020 sono incluse).

Gestione rifiuti urbani – emergenza coronavirus

Con riferimento alla gestione dei rifiuti derivanti dalla tutela da COVID-19, ovvero mascherine e guanti, l’ISS ha definito delle indicazioni rese al Ministero della Salute. La regione Piemonte ha a sua volta adottato quelle indicazioni, andando a specificare che anche i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzati all’interno delle attività produttive, per la tutela da COVID-19 devono essere assimilati agli urbani ed in particolare devono essere conferiti nel rifiuto indifferenziato
al fine della raccolta da parte del soggetto gestore del servizio rifiuti, in coerenza con
le indicazioni della scheda allegata predisposta dall’Istituto Superiore della Sanità. Viene inoltre consigliato, in coerenza con le indicazioni dell’ISS, chiudere a scopo cautelativo in doppio sacchetto il rifiuto indifferenziato, onde evitare rotture accidentali che possano essere fonte di preoccupazione.

Di seguito il link alle indicazioni della Regione Piemonte:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/rifiuti/covid19-nuove-disposizioni-per-attivita-produttive-per-conferimento-dei-rifiuti

Di seguito il link al parere dell’ISS:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-3-2020.pdf

Di seguiti il link al poster pubblicato dall’ISS:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/img/info/Poster-RIFIUTI.pdf

Aggiornamento elenco attività autorizzate

Dopo un confronto con i sindacati è stato aggiornato l’elenco delle attività autorizzate a continuare, di cui all’allegato1 del D.PC.M. 22/03/2020.
A differenza di quanto previsto dal D.P.C.M. 22/03/2020, le attività non ricomprese possono operare fino al 28/03/2020 per mettere in sicurezza l’azienda e procedere con le spedizioni della merce in giacenza.

Intanto, è stato pubblicato il D.L. 25/03/2020 che permette, alle Regioni, di emanare decreti maggiormente restrittivi. Pertanto, invitiamo tutti a consultare il sito della propria Regione per individuare eventuali provvedimenti che prevedano la chiusura di alcune attività rientranti in questo decreto.

Pubblicato il D.P.C.M. 22/03/2020 sul blocco delle attività produttive

E’ stato pubblicato il D.P.C.M. 22/03/2020 relativo ad un’ulteriore stretta che determinerà la chiusura anche di alcune attività produttive lasciando escluse quelle essenziali.

1) Con questo decreto, sono sospese tutte le attività industriali e commerciali, ad eccezione di quelle riportate nell’allegato 1.
2) Le persone fisiche non potranno trasferirsi o spostarsi in un comune diverso rispetto a quello in cui si trovano al momento a meno di: comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Non è più permesso il trasferimento per rientrare al proprio domicilio.
3) Le attività sospese possono operare solo in modalità di lavoro agile.
4) Sono escluse dalla sospensione “le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere di cui all’allegato 1, nonchè dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali […] previa comunicazione al Prefetto […] nel quale sono indicate specificatamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa”
5) sono consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità;
6) è consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché dei prodotti agricoli e alimentari;
7) sono consentite le attività di impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti;
8) sono consentite le attività dell’industria e dell’aerospazio e della difesa, nonché altre attività di rilevanza strategica previa autorizzazione del Prefetto;

Per tutte le aziende che devono sospendere l’attività, hanno tempo fino al 25 marzo per mettere in atto gli interventi necessari alla sospensione, compresa la spedizione.

In attesa del D.P.C.M., nuove ordinanze per Piemonte e Lombardia

In attesa della pubblicazione del D.P.C.M. che dovrebbe contenere ulteriori strette finalizzate alla riduzione dei contagi da Coronavirus, si muovono la Regione Piemonte e La Regione Lombardia che, già nella giornata di ieri, hanno emanato ordinanze ad hoc.
Analizziamo le conseguenze per le aziende.

Regione Piemonte Decreto n. 34 del 21/03/2020
Regione Lombardia Ordinanza n. 514 del 21/03/2020

1) obbligo di misurazione delle temperature degli operatori per le strutture sanitarie;
2) sospensione delle attività degli uffici pubblici;
3) accesso alle attività commerciali non vietate ad un solo componente per nucleo familiare;
4) accesso scaglionato ai mercati rionali;
5) VIENE RACCOMANDATA LA MISURA DELLA TEMPERATURA per i clienti di supermercati e farmacie e ai dipendenti dei luoghi di lavoro rimasti aperti;
6) per le attività bancarie, finanziarie, assicurative e settore agricolo, utilizzare modalità di lavoro che favoriscano la prenotazione con appuntamenti;
7) consentita la ristorazione solo per alcuni servizi e solo per consegna a domicilio;
8) chiusura degli studi professionali salvo scadenze. Sono esclusi gli studi medici, sanitari e di psicologia;
9) blocco delle attività dei cantieri temporanei e mobili salvo proroga per la messa in sicurezza. Sono esclusi i cantieri relativi a strutture sanitarie e mantenimento delle infrastrutture;
10) chiusura di tutte le strutture ricettive. Per chi è già presente, la permanenza non può superare le 72 ore.
La Regione Lombardia, a differenza della Regione Piemonte, decreta la chiusura degli sportelli automatici di distribuzione di generi alimentari.

INL: non è necessario aggiornare il DVR per il Coronavirus

Con nota, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro dirimi, speriamo definitivamente, la discussione in merito alla necessità o meno di aggiornare il DVR per gli effetti del Coronavirus.
Analizziamo i contenuti essenziali della nota e le conseguenze, anche in merito alle considerazioni di rischi aspecifici.

La nota è destinata agli uffici dell’Ispettorato, ma contiene elementi interessanti e applicabili a tutte quelle attività che non sono esposte ad un rischio aggravato da Coronavirus, come invece capita per le attività a carattere sanitario.

Di seguito i passaggi che, riteniamo, siano di maggiore interesse:
1) “È indubbio che ci troviamo di fronte ad una emergenza da ascriversi nell’ambito del rischio biologico inteso nel senso più ampio del termine, che investe l’intera popolazione indipendentemente dalla specificità del “rischio lavorativo proprio” di ciascuna attività”. E’ importante questa sottolineatura perchè dà evidenza come il caso in oggetto riguarda una situazione di rischio comunitario, ovvero di un rischio a cui sono esposte tutte le persone, in maniera del tutto simile, e che non subiscono particolare rischio dall’attività svolta. Questo elemento, è ribadito, declinandolo specifcatamente per il rischio biologico, qualche riga sotto: “Rispetto a tali obblighi si pongono orientamenti applicativi differenziati nei casi in cui l’agente biologico, che origina il rischio, non sia riconducibile all’attività del datore di lavoro ma si concretizzi in una situazione esterna che pur si può riverberare sui propri lavoratori all’interno dell’ambiente di lavoro per effetto delle dinamiche esterne non controllabili dal datore di lavoro.”. Di particolare interesse è proprio la dicitura “non controllabili dal datore di lavoro”; considerando che la valutazione del rischio è uno strumento per pianificare le attività di miglioramento dei livelli di sicurezza, il fatto che un elemento non sia controllabile dal datore di lavoro, lo porta ad essere estraneo anche all’attività di pianificazione stessa;
2) Lapidaria la frase che, riagganciandosi a quanto prima dichiarato: “In tali casi il datore di lavoro non sarebbe tenuto ai suddetti obblighi in quanto trattasi di un rischio non riconducibile all’attività e cicli di lavorazione e, quindi, non rientranti nella concreta possibilità di valutarne con piena consapevolezza tutti gli aspetti gestionali del rischio, in termini di eliminazione alla fonte o riduzione dello stesso, mediante l’attuazione delle più opportune e ragionevoli misure di prevenzione tecniche organizzative e procedurali tecnicamente attuabili.”. Ancora una volta, viene rimarcato il confine della valutazione dei rischi: la possibilità, da parte del datore di lavoro di adottare misure specifiche per impattare positivamente sul rischio;
3) non aggiornare il DVR, però, non vuol dire essere esonerati dall’adozione dell misure di riduzione del rischio di contagio a cui sono chiamate tutte le aziende in virtù del D.P.C.M. 11/03/2020: “Tuttavia, ispirandosi ai principi contenuti nel d.lgs. n. 81/2008 e di massima precauzione, discendenti anche
dal precetto contenuto nell’art. 2087 c.c. si ritiene utile, per esigenze di natura organizzativa/gestionale, redigere – in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente – un piano di intervento o una procedura per un approccio graduale nell’individuazione e nell’attuazione delle misure di prevenzione, basati sul contesto aziendale, sul profilo del lavoratore – o soggetto a questi equiparato – assicurando al personale anche adeguati DPI.”
4) Leggendo quanto sopra, verrebbe da pensare ad una contraddizione: dovendo definire le misure da adottare, io devo valutare i rischi. Non è così in quanto: “La valutazione del rischio e le relative misure di contenimento, di prevenzione e comportamentali, infatti, sono, per forza di cose, rimesse al Governo, alle Regioni, ai Prefetti, ai Sindaci ed ai Gruppi di esperti chiamati ad indicare in progress le misure ed i provvedimenti che via via si rendono più opportuni in ragione della valutazione evolutiva dell’emergenza.”. Ovvero, in questo specifico caso, e in tutti quelli simili, dove le istituzioni vanno a definire dei requisiti di dettaglio ai quali doversi forzatamente forzatamente adeguare senza poter adottare misure oggetto di una valutazione specifica del caso in dettaglio. Potrete comprendere che, questo discorso, è applicabile a diversi rischi c.d. esogeni, ovvero che originano da situazioni esterne all’azienda e alla sua attività specifica;

La nota si chiude con uno spunto per dare evidenza a quanto fatto in merito alla prevenzione del rischio da contagio:
“In ragione di quanto esposto e del pilastro normativo come norma di chiusura del sistema prevenzionistico di cui all’art. 2087 c.c. è consigliabile formalizzare l’azione del datore di lavoro con atti che diano conto dell’attenzione posta al problema in termini di misure, comunque adottate ed adottabili dal punto di vista tecnico, organizzativo e procedurale, nonché dei DPI ritenuti necessari, in attuazione delle indicazioni nazionali, regionali e locali delle istituzioni a ciò preposte. Per la tracciabilità delle azioni così messe in campo è opportuno che dette misure, pur non originando dalla classica valutazione del rischio tipica del datore di lavoro, vengano raccolte per costituire un’appendice del DVR a dimostrazione di aver agito al meglio, anche al di là dei precetti specifici del d.lgs. n. 81/2008.”

Ricordiamo che, nei giorni passati, abbiamo pubblicato un protocollo anticontagio che potete liberamente scaricare e modificare.

Rinvio scadenze in materia di normativa sui rifiuti

L’Art. 113 del Decreto-Legge 17 marzo 2020 n. 18 (Misure economiche COVID-19), rinvia la scadenza degli adempimenti relativi a comunicazioni sui rifiuti 2020.

All’art.113, sono riportate importanti novità relative alle scadenze inerenti le comunicazioni sui rifiuti. Di seguito si riportano gli elementi essenziali.

1. Sono prorogati al 30 giugno 2020 i seguenti termini di: 
a) presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’articolo 6, comma 2, della legge 25 gennaio 1994, n. 70; (MUD)
b) presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi alle pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell’anno precedente, di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188, nonché trasmissione dei dati relativi alla raccolta ed al riciclaggio dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, industriali e per veicoli ai sensi dell’articolo 17, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 20 novembre 2008, n. 188; (PILE E ACCUMULATORI)
c) presentazione al Centro di Coordinamento della comunicazione di cui all’articolo 33, comma 2, del decreto legislativo n. 14 marzo 2014, n. 49; (RAEE)
d) versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 24, comma 4, del decreto 3 giugno 2014, n. 120. (ALBO)