Archivi autore: Ing. Fabio Rosito

Informazioni su Ing. Fabio Rosito

Dal 2003 mi occupo di sicurezza sul lavoro, prima come dipendente in aziende di consulenze, poi come libero professionista. La mia attività prevede l'assistenza delle aziende nell'individuare i punti di maggior rischio e nel definire gli interventi di miglioramento necessari. Email: fabio.rosito@sti-consulenze.it Tel. 329/64.12.255

D.P.C.M. 11 giugno 2020: cosa succede dal 15 giugno?

E’ stato firmato il nuovo D.P.C.M. 11 giugno 2020 che rimodula le misure per evitare la trasmissione del contagio sul territorio nazionale.
Le singole Regioni, possono deliberare andando ad integrare le misure indicate o rinviando l’apertura di alcune tipologie di attività previste dal D.P.C.M.

Analizziamo i contenuti principali del Decreto per quanto concerne le attività di lavoro.
1) Possono riprendere l’attività le sale giochi, scommesse e bingo;
2) Possono riprendere gli spettacoli aperti al pubblico quali teatri, concerto, cinema ecc.;
3) Le scuole possono organizzare attività ludiche, ricreative ed educative;
4) Possono riprendere i corsi di formazione in materia di sicurezza e salute dei lavoratori;
5) Possono riprendere le attività dei centri benessere, termali, culturali e sociali;

In allegato al DPCM sono riportate le indicazioni aggiornate per le attività aperte al pubblico che ci dovranno adeguare alle nuove misure previste.

Per quanto concerne le attività professionali, rimane l’indicazione di sfruttare ancora il lavoro agile quando possibile.

Per le attività produttive, rimane l’applicazione dei Protocolli d’Intesa del 24/04/2020, per industria, commercio ed edilizia, e del 20/03/2020 per trasporto e logistica.

Rimane l’obbligo, per i cittadini, di indossare protezione delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico o dove non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Le indicazioni contenute varranno fino al 14 luglio 2020.

In allegato al DPCM troviamo:
Protocolli d’intesa per la ripresa delle celebrazioni
Linee guida per le opportunità di socialità e gioco per bambini e adolescenti
Linee guida per la riapertura delle attività economiche (aggiornamento 11/06/2020)
Protocolli d’intesa

Dal 24/06/2020 modifiche all’81 per quanto riguarda l’esposizione ad agenti cancerogeni

Il 24 giugno 2020 entrerà in vigore il D.Lgs. 1 giugno 2020, n. 44 che recepisce la direttiva europea UE 2017/2398. Il D.Lgs. riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione ad agenti cancerogeni e modifica un articolo e due allegati del D.Lgs. 81/2008.
Analizziamo, in questo articolo, le modifiche intervenute.

Il D.Lgs. 44/2020 modifica, prima di tutto, l’articolo 242 comma 6 del D.Lgs. 81/2008.
Questa è la versione precedente:
“6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa.”

Mentre questa è la versione aggiornata:
“6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, ove ne ricorrano le condizioni, segnala la necessità che la stessa prosegua anche dopo che è cessata l’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per la tutela della salute del lavoratore interessato. Il medico competente fornisce, altresì, al lavoratore indicazioni riguardo all’opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari, anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa, sulla base dello stato di salute del medesimo e dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche.”

In sostanza, viene inserita la possibilità di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo la cessazione del contratto di lavoro con l’azienda. Questa sorveglianza ha la funzione di mantenere un controllo, svolto dal medico competente, circa eventuali indicatori legati all’esposizione professionale da agenti cancerogeni.

Viene introdotto, in allegato XLII, questa voce:
6. Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione.
Questo determina che l’esposizione a silice libera cristallina sia ora ricompreso tra le attività a rischio cancerogeno in base all’articolo 234 comma 1 lettera a. Dove sia prevista, quindi, l’esposizione a silice libera cristallina, diventa obbligatorio attuare quanto previsto al Capo II del Titolo IX D.Lgs. 81/2008

Come conseguenza del punto precedente, la silice libera cristallina viene inserita all’interno dell’Allegato XLIII che riporta i valori limite di esposizione sulle 8 ore per alcuni agenti cancerogeni. Tra gli agenti per i quali viene introdotto il valore limite, troviamo anche:
Composti di cromo VI definiti cancerogeni
Fibre ceramiche refrattarie definite cancerogene
Ossido di etilene
1,2 – Epossipropano
Acrilammide
2-Nitropropano
o-Toluidina
1,3-Butadiene
Idrazina
Brometilene

Inoltre il valore limite delle polveri di legno passa da 5 mg/mc a 2 mg/mc mentre il limite del cloruro di vinile monomero passa da 7,77 a 2,6 mg/mc.
Per tutte le sostanze di cui all’allegato XLIII, in base all’articolo 235 comma 3, si rende necessaria la misurazione volta a valutarne il rispetto dei valori di esposizione.

Smart Working in Fase 2

L’inizio della Fase 2 ha spinto molte aziende a ripensare l’uso dello smart working. Eppure, la normativa richiama ancora questa modalità come strumento utile alla prevenzione del rischio da contagio.

Fino al 14 giugno 2020, sarà in vigore il D.P.C.M. 17 maggio 2020 che riporta ancora queste indicazioni:
Art. 1 comma 1 lettera ll lettera a:
“ll) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:
a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;”.


Analogamente, l’articolo 2 comma 1 richiama ancora l’applicazione del Protocollo d’Intesa del 24/04/2020:
“Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 12, […]”.


All’interno del suddetto Protocollo d’Intesa, è riportato quanto segue:
“Il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).”


Lo stesso Protocollo, richiama il rischio di contagio legato al trasporto pubblico:
“È essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all’utilizzo del trasporto pubblico. Per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro con adeguato distanziamento fra i viaggiatori e favorendo l’uso del mezzo privato o di navette.”

Pertanto, lo smart working, anche nella fase 2, rimane la forma preferibile di svolgimento del lavoro nell’ambito della riduzione del rischio di contagio anche correlato ai trasferimenti casa-lavoro, considerando l’eventuale necessità di usare mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro. Se, dal 15 giugno, il protocollo non venisse confermato, anche la prescrizione di utilizzo il più possibile dello smart working decadrebbe.

Rapporto ISS COIVID-19 n. 32/2020: Indicazioni sull’igiene degli alimenti

Il rapporto approfondisce le tematiche connesse al contenimento del contagio e all’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione pubblica nell’ambito della “fase 2” dell’epidemia.

Il settore della ristorazione costituisce un ambito di particolare rilievo poiché, all’interno dei locali deputati alla somministrazione degli alimenti, possono realizzarsi simultaneamente condizioni di rischio quali affollamento, limitato ricambio d’aria, permanenza prolungata e – in relazione al consumo dei pasti – impossibilità di garantire l’utilizzo delle mascherine. Inoltre, il consumo di alimenti e bevande determina l’esposizione ravvicinata al viso di mani, oggetti e prodotti, potenziali veicolo del virus. Risulta pertanto particolarmente importante l’applicazione del distanziamento fisico e delle altre misure di mitigazione del rischio, un’attenta ridefinizione dell’organizzazione degli esercizi commerciali e un innalzamento delle garanzie igienico-sanitarie.

Ecco le prescrizioni principali specifiche, in aggiunta a quelle già previste per le altre attività lavorative, previste all’interno del documento:
1. rigorosa applicazione del principio di astensione dal lavoro del personale che accusi sintomatologia compatibile con malattie trasmissibili da alimenti e di coloro che accusino sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19;
2. attività formative/informative più mirate, anche in collaborazione con le figure della prevenzione di cui al DL.vo 81/2008 e s.m.i. con particolare riferimento a specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo dei DPI, ove previsti, anche per quanto concerne la vestizione/svestizione;
3. particolare attenzione dovrà essere posta ai locali spogliatoi e ai servizi igienici, in particolare prevedendo un’adeguata attività di pulizia e sanificazione degli stessi;
4. garantire, nei locali chiusi, una adeguata aerazione naturale e il ricambio dell’aria;
5. attività di pulizia e igiene ambientale devono essere effettuate con una frequenza minima giornaliera;
6. in particolare per quanto attiene gli ambienti confinati, come le cucine, è importante limitare l’accesso ai locali al personale strettamente necessario per evitare il sovraffollamento che facilita la diffusione del virus;
7. per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, ove l’attività lavorativa imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano disponibili altre soluzioni organizzative, va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresì guanti in nitrile in tutte le attività in cui ciò sia possibile. A tali dispositivi può essere associata una ulteriore protezione per gli occhi attraverso l’uso di occhiali o schermi facciali;
8. per il personale addetto al servizio ai tavoli è necessario l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e ove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile; questi ultimi sono comunque sempre da utilizzare durante le attività di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo;
9. taglio delle unghie, rimozione di accessori e gioielleria, mantenimento in ordine di barba, baffi, capelli, ecc.;
10. utilizzo, per tutti gli addetti alla preparazione alimentari, di un idoneo abbigliamento (indumenti specifici per il lavoro, copricapo e calzari, ecc.);
11. Garantire un’adeguata sanificazione delle superfici a contatto con gli alimenti e le altre superfici d’uso, con opportuni prodotti di detersione e disinfettanti: detergere con acqua e sapone e, successivamente, disinfettare, in base al tipo di superficie, con alcol etilico al 75% o con una soluzione a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% per pavimenti e superfici di lavoro e 0,5% per i bagni, come indicato dall’OMS. Per una efficace disinfezione delle superfici, lasciare agire le soluzioni per un minuto. Dopo detersione e disinfezione, risciacquare accuratamente e abbondantemente con acqua tutte le superfici destinate ad entrare in contatto con gli alimenti (es. taglieri, piani di lavoro, utensili) in modo da rimuovere completamente i residui di detergenti/disinfettanti, ed asciugare le superfici;
12. farantire un’adeguata sanificazione degli utensili utilizzati per la preparazione degli alimenti, con opportuni prodotti di detersione;
13. posizionare gli espositori, per esempio quelli per il prodotto di confectionery (es. caramelle e chewing-gum), evitando che siano raggiungibili direttamente dal cliente, a meno che il cliente non abbia garantito la protezione o l’igiene delle mani (in tal caso dovrebbe essere presente un gel sanificante nei pressi);
14. prima della preparazione e somministrazione, lavare accuratamente frutta e verdura destinata ad essere consumata cruda, risciacquandola ripetutamente sotto acqua corrente; laddove vengano utilizzati disinfettanti alimentari a base di cloro, seguire attentamente le indicazioni riportate sul prodotto (concentrazioni, tempi di utilizzo e modalità di risciacquo);
15. per gli alimenti che vengono serviti senza essere sottoposti a cottura nell’esercizio di somministrazione, gli addetti dovranno rispettare scrupolosamente le buone prassi d’igiene nella preparazione dei piatti, in particolare procedere ad un’adeguata pulizia delle mani, anche se si usano i guanti, ogni volta che si viene in contatto con qualcosa di diverso dall’alimento ed evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
16. Dopo la cottura degli alimenti non utilizzare, per la loro manipolazione o conservazione, utensili e contenitori che siano stati impiegati per le stesse operazioni su alimenti crudi;
17. Porre all’ingresso del ristorante una segnaletica di divieto di accesso in presenza di sintomi di infezione respiratoria acuta (tosse, raffreddore e febbre con temperatura superiore a 37,5°C) compatibili con COVID-19;
18. si raccomanda di misurare la temperatura corporea, che non deve essere superiore a 37,5°C, a tutta la clientela prima dell’accesso nell’esercizio;
19. al fine di ridurre le file all’esterno del ristorante incentivare la prenotazione telefonica o mediante applicativi che permettano la prenotazione per fasce di orario con avviso quando i posti si rendono disponibili;
20. Garantire, che eventuali code che possono formarsi all’esterno dell’esercizio in attesa dell’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento individuale;
21. Mettere a disposizione all’ingresso dell’esercizio spray o gel sanificanti per le mani;
22. Verificare che i clienti che accedono all’esercizio mantengano le mascherine (di comunità o di tipo chirurgico) fino al momento della consumazione;
23. Valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi predefiniti che permettano il raggiungimento dei tavoli sia agli ospiti che ai camerieri. Quando possibile, definire modalità di percorso che separino i clienti in uscita da quelli in entrata;
24. sarebbe preferibile privilegiare il servizio negli spazi esterni del locale (dehors). Si intende per spazio esterno qualunque spazio non delimitato da mura ed eventualmente dotato di misure per la mitigazione della temperatura esterna durante il periodo invernale;
25. dislocare dispensatori di spray o gel sanificante per le mani, oltre che sui tavoli, anche in punti interni all’esercizio/area specialmente nei servizi igienici, e all’entrata/uscita della cucina;
26. evitare l’utilizzo del servizio di distributori automatici e di espositori self-service di alimenti e bevande; ad esempio, per quanto riguarda le bevande limitare l’accesso agli espositori delle bevande al solo personale addetto;
27. eliminare le modalità di servizio a buffet. Evitare la somministrazione di antipasti con piatti condivisi e favorire le monoporzioni;
28. nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, mantenere per un periodo di tempo adeguato la registrazione dei clienti che comprenda, per ogni cliente: nome, cognome, numero di telefono, data, ora, numero del tavolo; inoltre, per ciascun tavolo mantenere la registrazione del personale di servizio. La durata del periodo di conservazione delle registrazioni, ai fini di un eventuale contact tracing, deve tener conto della durata dell’incubazione di COVID-19, dei tempi di attesa per l’eventuale effettuazione del tampone, nonché di quelli necessari per la conferma diagnostica e l’avvio dell’indagine epidemiologica e non dovrebbe essere, pertanto, inferiore a 14 gg ed estendersi, possibilmente, fino a 30 gg;
29. valutare, laddove la struttura del locale lo consenta, l’istituzione di percorsi predefiniti che permettano il raggiungimento del punto di servizio senza incroci con gli avventori già serviti e che si apprestano all’uscita;
30. laddove possibile prevedere barriere fisiche di protezione tra il cliente e il personale di servizio (es. parafiato per le postazioni di cassa);

Sicurezza alimentare, integratori alimentari pericolosi

Attraverso il sistema di allerta europeo per alimenti e mangimi, RASFF, è stato comunicato che i seguenti integratori alimentari:

HYDROXYCUT HARDCORE NEXT GEN
HYDROXYCUT HARDCORE ELITE 110
a marchio MUSCLETECH conterrebbero Yohimbina, sostanza ad attività farmacologicamente attiva, vietata negli integratori alimentari, e che può avere serie ripercussioni sulla salute. Questi integratori non registrati in Italia risultano venduti attraverso numerosi siti Web.

Si raccomanda ai consumatori di non acquistare i summenzionati prodotti e di astenersi dal consumarli.
Fonte: salute.gov.it

Adozione di protocolli di sicurezza negli studi legali in periodo di emergenza sanitaria da COVID-19

Il Consiglio Nazionale Forense, il 22 maggio, ha pubblicato la scheda per l’adozione di protocolli anticontagio negli studi degli avvocati.
Mentre per le imprese è previsto l’obbligo di rispettare il protocollo condiviso sottoscritto il 24 aprile 2020, per i servizi professionali il DPCM si limita a raccomandare l’adozione di “protocolli di sicurezza anti-contagio” senza prescrivere che essi siano conformi a protocolli generali già esistenti.
Il documento riporta i contenuti della scheda “uffici aperti al pubblico” prevista nelle linee guida della Conferenza delle Regioni.

Covid-19: revoca Bando Isi 2019

L’art. 95, co. 5, del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 revoca il Bando Isi 2019.

Il bando di finanziamento ISI 2019, già pubblicato nella GURI, parte prima, serie generale n. 297 del 19 dicembre 2019, è revocato, dal comma 5 dell’articolo 95 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 pubblicato sul supplemento ordinario n. 21/L alla Gazzetta ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Le risorse economiche che si rendono disponibili sono destinate al finanziamento di misure finalizzate al contenimento e al contrasto della diffusione del coronavirus negli ambienti di lavoro.

Sono escluse dal finanziamento le risorse assegnate all’asse 5 di Isi 2019 provenienti dal fondo agricoltura istituito con la legge 208/2015, per cui è prossima la pubblicazione dell’avviso dedicato alle micro e piccole imprese operanti nella produzione primaria dei prodotti agricoli.

Sono pubblicati entro il 30 giugno 2020 gli aggiornamenti inerenti l’avvio delle iniziative che l’Istituto intende assumere, nel breve termine, con particolare riguardo all’avvio della procedura Isi Agricoltura 2019-2020.

Fonte: inail.it

Rapporto ISS su malattia di Kawasaki e infezione da SARS-CoV-2

Il Gruppo di lavoro ISS Malattie Rare COVID-19 ha pubblicato il Rapporto ISS COVID-19 n. 29/2020 – Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2.

Le evidenze scientifiche disponibili ad oggi indicano che nei pazienti pediatrici l’infezione causata da SARS-CoV-2 si manifesta con un andamento clinico più benigno rispetto all’adulto. I bambini hanno infatti in generale una buona prognosi e la letalità è decisamente inferiore rispetto all’adulto (0,06% nella fascia di età 0-15 anni).

Tuttavia, recentemente vi sono pubblicazioni provenienti da vari Paesi, principalmente dall’Europa e dagli USA, in cui viene descritta una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale con alcune caratteristiche della malattia di Kawasaki associate ad altre determinate peculiarità. Ciò ha indotto la comunità medico-scientifica nazionale e internazionale ad effettuare studi e approfondimenti che riguardano sia la definizione dal punto di vista nosologico che gli aspetti assistenziali, inoltre lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha recentemente pubblicato un Rapid Risk Assessment su questo argomento.
Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche cliniche, un’aberrante risposta infiammatoria, alcune opzioni terapeutiche (immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici) con la malattia di Kawasaki (MK). Da questa però si distinguerebbe per altre peculiarità, rappresentate da maggiore età dei soggetti colpiti, interessamento multisistemico grave, prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale.

Il Rapporto evidenzia che, al momento, pur in assenza di una definizione di caso condivisa a livello europeo, sia plausibile una correlazione fra infezione da SARS-CoV-2 e insorgenza della sindrome, pur in presenza di evidenze limitate del nesso di causalità. Sottolinea inoltre l’assenza di forti evidenze epidemiologiche di un incremento dell’incidenza della MK, l’assenza di aumentato rischio di recidiva della malattia, l’assenza di aumentata suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 in pazienti con pregressa MK durante la pandemia COVID-19.

Fonte: salute.gov.it

Il ruolo degli Organismi di Vigilanza dopo il Gdpr: i chiarimenti del Garante Privacy

Il Garante per la privacy ha precisato il ruolo e le responsabilità degli Organismi di Vigilanza (OdV) riguardo ai trattamenti dei dati personali svolti nelle loro funzioni e ha escluso che essi possano essere qualificati come titolari autonomi o come responsabili del trattamento.

Gli OdV sono gli organi ai quali l’ente, ossia la persona giuridica, la società o l’associazione affida, nel rispetto della disciplina sulla responsabilità amministrativa prevista dal decreto legislativo n. 231/2001, il compito di vigilare sull’osservanza dei modelli di organizzazione e di gestione adottati, allo scopo di prevenire i reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente, dai vertici dello stesso o da persone a questi sottoposti.

Nella risposta ad una richiesta di parere presentata da un’associazione rappresentativa dei componenti degli Organismi di Vigilanza, il Garante ha infatti chiarito che il Gdpr (Regolamento Ue 679/2016) si pone in linea di continuità con quanto già previsto dalla Direttiva europea sulla privacy del 1995 in relazione alla definizione del ruolo di titolare e responsabile del trattamento: il primo è il soggetto che “determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali” e il secondo è colui che “tratta dati personali per conto del titolare del trattamento”.

Gli OdV, sia pur dotati di autonomi poteri di iniziativa e controllo previsti dalla normativa 231 per l’espletamento delle loro funzioni, non possono essere considerati autonomi titolari del trattamento perché i loro compiti non sono determinati dagli Organismi stessi, ma dall’organo dirigente dell’ente che, nell’ambito del modello di gestione e organizzazione, ne definisce gli aspetti relativi al funzionamento, compresa l’attribuzione delle risorse, i mezzi e le misure di sicurezza.

Inoltre, l’OdV non può essere considerato neppure quale responsabile del trattamento, inteso come persona giuridicamente distinta dal titolare che agisce per conto di quest’ultimo secondo le istruzioni impartite. Il Gdpr, infatti, pur non modificandone l’essenza, prevede ora, in funzione della gestione dei dati svolta per conto del titolare, un serie di obblighi in capo al responsabile del trattamento, come pure la sua diretta responsabilità per l’eventuale inosservanza degli stessi. Al contrario, eventuali omessi controlli sull’osservanza dei modelli predisposti dall’ente non ricadono sull’OdV ma sull’ente stesso.

L’OdV nel suo complesso non è quindi distinto dall’ente ma è “parte dell’ente” che, quale titolare del trattamento, definisce il perimetro e le modalità di esercizio dei compiti assegnati all’organismo, nonché il ruolo che, in base alla disciplina in materia di protezione dei dati personali, deve essere previsto per i singoli membri che lo compongono. In particolare, l’ente designerà i singoli membri dell’OdV come soggetti autorizzati, i quali dovranno attenersi alle istruzioni del titolare.

Fonte: garanteprivacy.it

Conferenza delle Regioni: aggiornate le linee guida per le riaperture

In data 25 maggio, si è riunita la Conferenza delle Regioni per aggiornare il documento “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive” ormai giunto alla terza versione.
All’interno del documento sono state inserite due nuove attività:
STRUTTURE TERMALI E CENTRI BENESSERE
PROFESSIONI DELLA MONTAGNA (guide alpine e maestri di sci) e GUIDE TURISTICHE
Inserita anche una nota della Regione Campania, che ritiene che la distanza di 1 metro vada calcolata dal tavolo.