Archivi autore: Dott. Aldo Olivero

Informazioni su Dott. Aldo Olivero

Nel 2011 ho conseguito la laurea specialistica in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, iniziando poi a svolgere l''attività di libero professionista. Mi occupo di sicurezza nei luoghi di lavoro, svolgendo principalmente attività di formazione e consulenza, oltre a ricoprire l'incarico di RSPP. Mi occupo inoltre di grafica, design e arredo.

Decreto del Fare: modificati gli obblighi per le associazioni sportive dilettantistiche

Il “Decreto del Fare” (Legge 98/13) ha apportato sostanziali cambiamenti per quanto riguarda gli obblighi del mondo associativo. <br/>
Prima di questo decreto solo le associazioni di volontariato, con statuto conforme alla legge 266/91, non erano obbligate a redigere il DVR e a frequentare i corsi di formazione; tali realtà erano equiparate ai lavoratori autonomi ed i loro obblighi erano limitati all’art. 21 del D.Lgs. 81/08 (utilizzo di DPI adeguati, di attrezzature di lavoro conformi al titolo III della 81/08, tessera di riconoscimento per attività in regime di appalto e subappalto).
Le associazioni sportive dilettantistiche erano invece soggette a tutti gli obblighi del decreto 81, compresa la redazione del DVR e la frequenza ai corsi di formazione. Un impegno gravoso per molte di queste realtà, soprattutto per quelle di piccolissime dimensioni. La Regione Piemonte nel 2012, per sgomberare il campo da equivoci, aveva ribadito tali obblighi rispondendo ad un quesito pubblicato nella sezione FAQ del gruppo di lavoro “info.sicuri”.
Ora il Decreto del Fare – Legge n. 98/2013 definisce in modo più particolareggiato e dettagliato le caratteristiche dei soggetti rientranti nel campo di applicazione del volontariato e soggetti ai soli obblighi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 81/2008. Grazie a tale decreto le associazioni sportive dilettantistiche non saranno più obbligate a redigere il DVR e a organizzare corsi di formazione. Si badi bene, però, che le “facilitazioni” degli adempimenti di sicurezza (di fatto ogni volontario è responsabile di quel che fa, in quanto equiparato ad un lavoratore autonomo), non si applicano affatto in modo generalizzato a tutti quei soggetti che prestano la propria attività “in favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e all’articolo 90 della legge 17 dicembre 2002, n. 289”, ma solo a quelli tra questi soggetti che anche “prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso spese”.
Quindi nessuna facilitazione per chi presta la propria attività con contratto e con retribuzione, essendo questi sportivi, ad esempio, lavoratori dipendenti a tutti gli effetti. Peraltro qualora questi volontari (“prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso spese”) operino in luoghi ove vi sia un datore di lavoro (o più di uno) con propria organizzazione lavorativa, subentrerà a carico di detto datore di lavoro il rigoroso obbligo di trasferire ad ognuno di loro una dettagliata e specifica informazione suoi rischi specifici e sulla misure di prevenzione ed emergenza adottate in tali ambiti lavorativi.

Formazione RSPP datori di lavoro in regime di 626: quando effettuare gli aggiornamenti

Molti datori di lavoro negli anni ‘90 hanno usufruito dell’esonero dalla frequenza del corso di formazione di cui all’art. 95 del D. Lgs. 19/9/1994 n. 626. L’aggiornamento dei datori di lavoro che hanno optato per lo svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione, più comunemente indicati come datori di lavoro RSPP, è regolamentato dal punto 7. dell’ Accordo tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, raggiunto sulla formazione di cui all’articolo 34, commi 2 e 3, del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 nella seduta della Conferenza Stato Regioni del 21/12/2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11/1/2012 ed entrato in vigore il 26/1/2012.
Secondo il punto 7 di tale Accordo l’ aggiornamento ha periodicità quinquennale ed il quinquennio decorre dalla data di pubblicazione dell’Accordo stesso . Esso ha una durata modulata in relazione ai tre livelli di rischio individuati nell’Accordo e più precisamente di 6 ore per le attività a rischio basso, di 10 ore per le attività a rischio medio e di 14 ore per quelle a rischio alto . L’aggiornamento, inoltre, secondo l’Accordo, va preferibilmente distribuito nell’arco temporale di riferimento e si applica sia a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all’articolo 3 del D. M. 16/1/1997 che a quei datori di lavoro che hanno usufruito dell’esonero dalla frequenza del corso di formazione di cui all’art. 95 del D. Lgs. 19/9/1994 n. 626. Per questi ultimi però, e cioè per i datori di lavoro che hanno usufruito dell’esonero senza frequentare corsi di formazione, il primo termine dell’aggiornamento è stato individuato in 24 mesi dalla data di pubblicazione dell’Accordo e si intende assolto anche con la partecipazione ad iniziative specifiche aventi ad oggetto i medesimi contenuti previsti per la formazione del datore di lavoro RSPP di cui al punto 5 dell’Accordo stesso.
Per quanto riguarda invece il datore di lavoro che, alla data di pubblicazione dell’Accordo citato, ha frequentato il corso di formazione con i contenuti conformi all’articolo 3 del D. M. 16/1/1997 e che, secondo quanto indicato nel punto 9. dell’Accordo, non è tenuto a frequentare il corso di formazione secondo le nuove regole e cioè con i contenuti e la durata in base alla classe di rischio dell’attività svolta, deve svolgere solo il corso di aggiornamento secondo i criteri di cui al Punto 7. dell’Accordo e nell’ambito del quinquennio a decorrere dalla data di pubblicazione dello stesso (e non dalla data di entrata in vigore) e cioè entro l’11/1/2017.
Si ricorda che in caso di nuove attività il corso deve essere effettuato entro 90 giorni dalla data di inizio attività.