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ADR 2019

All’interno di questa news si evidenziano alcune delle principali novità che sono entrate formalmente in vigore dal 1° gennaio 2019 (con il periodo transitorio di 6 mesi – fino al 30 giugno 2019 – in cui le disposizioni dell’ADR 2019 potranno essere applicate su base volontaria).

Estensione dell’obbligo di nomina del consulente per la sicurezza dei trasporti (il cosiddetto “consulente ADR”)

Con l’ADR 2019 si estende tale obbligo anche alle aziende che eseguono esclusivamente spedizione di merci pericolose (mittenti).

Benché spesso lo speditore possa anche eseguire operazioni di carico, scarico e/o imballaggio di merci pericolose (e quindi ricada già nell’obbligo di nomina del consulente ADR secondo i requisiti ante-ADR 2019), tale novità è particolarmente rilevante.

Esso già possiede in capo a sé obblighi critici ai sensi dell’ADR (primo fra tutti l’obbligo di classificazione) e si trova dunque nella condizione di essere parificato alle altre figure che già in precedenza dovevano nominare il consulente ADR; pertanto tutte le aziende che agiscono esclusivamente come mittenti e che hanno sub-appaltato le operazioni carico, scarico, imballaggio e riempimento dovranno attivarsi per nominare i propri consulenti ADR.

L’ADR 2019, con una misura transitoria, prevede comunque un periodo per tutti gli speditori che con l’ADR 2017 non rientravano nell’obbligo di nomina del consulente ADR: avranno tempo fino al 31 dicembre 2022 per conformarsi a questa prescrizione.

Modifiche per l’esenzione per unità di trasporto ai sensi del cap. 1.1.3.6

Con l’ADR 2019 sono stati meglio esplicitati alcuni aspetti della gestione dell’esenzione per unità di trasporto (cap. 1.1.3.6 dell’ADR), tra cui:

  • la quantità totale massima per ogni categoria di trasporto, circa la quale si specifica che deve corrispondere al valore calcolato di 1000;
  • il calcolo della quantità massima totale per unità di trasporto per gli oggetti, che deve essere riferita alla massa lorda in kg degli stessi, senza gli imballaggi.

Nella tabella del cap. 1.1.3.6.3 sono stati poi introdotti i nuovi numeri ONU per le merci di categoria di trasporto 4.

In riferimento all’esenzione della nomina del consulente ADR per le aziende che eseguono sempre trasporti secondo l’esenzione per unità di trasporto, il testo del cap. 1.8.3.2 è stato modificato come segue:

Le autorità competenti delle Parti contraenti possono prevedere che le presenti disposizioni non si applichino alle imprese:

a) le cui attività riguardano quantitativi, per ogni unità di trasporto, inferiori non superiori ai limiti definiti a 1.1.3.6 (…)

Gestione dei macchinari o dispositivi contenenti merci pericolose

L’ADR 2019 apporta modifiche più che altro formali al numero UN 3363 MERCI PERICOLOSE CONTENUTE IN MACCHINARI o APPARATI. Viene infatti eleminata l’esenzione generale di cui al cap. 1.1.3.1, lettera b) che esentava le merci pericolose contenute in macchinari o dispositivi a patto di prendere adatti provvedimenti per impedire ogni fuoriuscita. Tale esenzione è stata ripresa all’interno della nuova disposizione speciale 672 applicabile al numero UN 3363 subordinandola ad alcune condizioni di imballaggio sicuro del macchinario/apparato o di protezione delle merci pericolose in esso contenute.

Nuovo metodo di classificazione per le merci corrosive (classe 8)

Viene introdotto il cap. 2.2.8.1.6 che descrive i Metodi alternativi per l’assegnazione del gruppo di immballaggio alle miscele – Approccio graduale. Fermi restando i criteri che assegnano priorità ai dati esistenti sull’uomo o sugli animali per la classificazione delle miscele corrosive (dati dal cap. 2.2.8.1.5), viene introdotto un approccio graduale che consente di classificare le miscele in classe 8 in perfetta analogia con l’approccio previsto dal Reg. (CE) 1272/2008 (CLP).

L’approccio consiste infatti nell’applicazione per tappe successive di alcuni metodi indicati all’interno dell’ADR 2019. In particolare il cap. 2.2.8.1.6.3 costituisce la novità più importante: per la prima volta viene formalizzato un metodo di calcolo (purtroppo non perfettamente corrispondente a quello previsto dal Reg. (CE) 1272/2008 – CLP per la classificazione dei prodotti corrosivi per la pelle) che consente di assegnare il gruppo di imballaggio alle miscele corrosive in funzione di limiti di concentrazione generici e specifici applicati ai singoli componenti di cui si conosca l’esatta classificazione.

Modelli organizzativi ai sensi del D.lgs. n. 231/01 e tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

D.Lgs 231/01

La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche è un istituto introdotto in Italia con il D.Lgs 231/2001.

Il presente decreto legislativo disciplina la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato e le disposizioni, in esso previste, si applicano agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica.

Tali responsabilità non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici nonché agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.

Nel caso di commissione di determinati illeciti penali, dolosi e colposi, commessi da specifici soggetti (l’elenco è contenuto nell’art. 5 del D.Lgs. 231/2001) comporta una parallela responsabilità amministrativa della società per non avere adeguatamente adottato tutte le cautele e le precauzioni, in eligendo ed in vigilando, volte ad impedire la commissione di determinati reati ad opera dei propri dirigenti, preposti e dipendenti.

Fattispecie sanzionatorie

Le Sanzioni Interdittive adottabili in caso di condanna della società sono in molti casi in grado di mettere in crisi l’impresa dato che possono comportare il commissariamento, l’interdizione dell’esercizio dell’attività, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni e/o servizi.

Le Sanzioni Pecuniarie constano, invece, nella condanna al pagamento di una somma di denaro, determinata dal giudice, sulla base di una quantificazione in quote; non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

Strumenti giuridici a salvaguardia del regime sanzionatorio

Gli strumenti giuridici offerti alla società per dimostrare la mancanza di colpa nel vigilare sull’operato del proprio personale sono:

1 – L’adozione di un Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) vale a dire di un documento attestante che la società ha preventivamente valutato i rischi di commissione dei reati all’interno dell’azienda ed ha stabilito determinati protocolli e procedure da seguire per eliminare ovvero delimitare al massimo questi rischi.

Il Modello di Organizzazione e Gestione si articola come segue:

A – Parte generale contenente le caratteristiche strutturali dell’Organizzazione e le modalità di creazione del modello e della sua diffusione: formazione/informazione.

B – Parte speciale afferente alle diverse tipologie di reati presupposto contemplati nel D.Lgs. 231/2001 e recante la mappatura dei rischi di commissione dei reati; tale parte contempla:

– Codice Etico-Comportamentale;

– Sistema disciplinare;

– Sistema di Procure e deleghe;

– Organizzazione gerarchico-funzionale;

– Documento di mappatura dell’analisi rischi.

2 – L’istituzione di un Organismo di Vigilanza (OdV) ossia un organismo che ha funzione di vigilare sul corretto funzionamento ed osservanza del MOGe di curarne l’aggiornamento con poteri autonomi di iniziativa e controllo; la costituzione di un OdV prevede la redazione dei seguenti documenti:

– Statuto dell’OdV;

– Regolamento dell’OdV.

Per garantire l’autonomia e l’imparzialità dei compiti di vigilanza gravanti sull’ODV, è consigliabile che ne facciano parte professionisti “esterni” all’organigramma aziendale (dottrina e giurisprudenza concordano, ad esempio, sul fatto che il CdA (Consiglio di Amministrazione) e/o il collegio sindacale non dovrebbe coincidere con l’OdV e che appare consigliabile che ne faccia parte un esperto in diritto penale, trattandosi di responsabilità legata alla commissione di reati ed una figura di responsabile tecnico per la parte di verifica del MOG.

I reati che possono far scattare la responsabilità amministrativa degli enti sono molteplici, a titolo esemplificativo ma non esaustivo si elencano:

– truffa ai danni dello stato;

– reati informatici e trattamento dei dati;

– concussione;

– delitti contro l’industria o il commercio;

frode in commercio; vendita di sostanze alimentari non genuine; vendita di prodotti industriali con segni contraffatti;

– ricettazione e riciclaggio;

– violazione del diritto d’autore;

– reati ambientali;

– impiego come lavoratori di cittadini stranieri irregolari sul territorio italiano;

– omicidio colposo e lesioni personali commesse con violazione della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.

L’adozione del MOG e del OdV è prevista per tutte le imprese che abbiano al loro interno qualche profilo di rischio inerente alla commissione dei reati indicati ed è applicabile anche alle imprese individuali.

Interazione con gli altri sistemi aziendali

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, sia nella sua fase di realizzazione sia nella successiva fase di implementazione, deve essere configurato come completamento dei sistemi presenti nell’Organizzazione.

Il “Modello 231” non si pone, quindi, come strumento aziendale a sé stante ma risulta interattivo con il sistema di gestione qualità, sicurezza, salute ed ambiente (es.: UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e/o di responsabilità sociale (SA 8000), il sistema di controllo e gestione salute e sicurezza in ambito lavorativo (D.Lgs. 81/2008 – ISO 45001), il Regolamento Privacy – GDPR 679/2016, ecc…).

Conclusioni

In caso di imputazione per illecito amministrativo la società sarà esente da responsabilità solamente se potrà dimostrare immediatamente, nel giudizio penale a suo carico, di avere adottato un modello idoneo (MOG) e di avere istituito un Organismo di vigilanza (OdV) che ha correttamente ed efficacemente vigilato sull’applicazione del modello (Art. 6 D.Lgs. 231/01).

Superato positivamente questo vaglio da parte dell’Autorità Giudiziaria, la società verrà assolta dall’illecito amministrativo, slegando le sue sorti da quelle del proprio dirigente o dipendente (la cui eventuale condanna penale per il reato commesso, pertanto, non avrà alcuna ripercussione sulla società).

Particolarità di notevole rilievo è che la Società non risponde del reato commesso, da uno dei soggetti indicati, anche quando il sistema creato non sia stato idoneo ad evitare la commissione del reato stesso.

L’elemento scriminante, che toglie al fatto il carattere di reato, è dato dalla mera adozione di un valido sistema di prevenzione e da una sufficiente vigilanza da parte dell’OdV (art. 6 lett. a), d.lgs. 231/01).

Aggiornamento RLS (valido anche lavoratori/preposti /dirigenti): la nuova UNI ISO 45001

si terrà il 16 ottobre il corso di aggiornamento per RLS, valido anche come aggiornamento lavoratori, preposti e dirigenti, dedicato alla nuova UNI ISO 45001:2018.

La giornata di formazione vuole trasmettere ai partecipanti l’importanza di un approccio sistemico alla sicurezza e l’importanza della partecipazione nello sviluppo del sistema stesso.

Il corso si terrà il 16 ottobre dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00 presso l’aula corsi di S.T.I. Studio Tecnico Integrato in via Sempione, 128 a Torino.

Iscrizioni all’indirizzo: https://www.bachecasicurezza.it/courses/course.php?pk_course_edition=2128

Corsi presso la sede S.T.I. – Studio Tecnico Integrato

Come adempiere alla formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro?

Ogni volta il datore di lavoro si trova a dover far fare dei corsi ai propri lavoratori senza sapere chi sarà il docente in aula e se darà quel valore aggiunto al proprio personale, cui verrà reinvestito nell’azienda dagli stessi lavoratori per una crescita continua.

Come togliersi questo dubbio? Come fare?

Noi di STI Studio Tecnico Integrato possiamo fare al caso vostro.

Siccome lo studio è composto da diversi tecnici che hanno più di 10 anni di esperienza alle spalle in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro, sia in ambito formativo che consulenziale.

Riportiamo il calendario dei prossimi corsi in partenza presso la sede di S.T.I. – Studio Tecnico Integrato di via Sempione, 128 a Torino.

  • Lavoratori – formazione generale (4 ore):
    • 20/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30.
    • Costo: € 35,00 + IVA.
  • Aggiornamento formazione antincendio – cat. B (rischio medio) (5 ore):
    • 25/09/2018 dalle 11.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30.
    • Costo: € 130,00 + IVA.
  • Aggiornamento formazione antincendio – cat. C (rischio basso) (2 ore):
    • 25/09/2018 dalle 8.30 alle 10.30.
    • Costo: € 30,00 + IVA.
  • Formazione addetti antincendio – cat. B (rischio medio) (8 ore):
    • 25/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30.
    • Costo: €180,00 + IVA.
  • Formazione addetti antincendio – cat. C (rischio basso) (4 ore):
    • 25/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30.
    • Costo: € 50,00 + IVA.
  • Lavoratori – formazione specifica (rischio medio) (8 ore):
    • 27/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30.
    • Costo: € 100,00 + IVA.
  • Lavoratori – formazione specifica (rischio alto) (12 ore):
    • 27/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30, 03/10/2018 dalle 8.30 alle 12.30.
    • Costo: € 150,00 + IVA.
  • Lavoratori – formazione specifica (rischio basso) (4 ore):
    • 27/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30.
    • Costo: € 50,00 + IVA.
  • Addetto all’esecuzione dei lavori elettrici (PES-PAV) (16 ore):
    • 28/09/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30, 05/10/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30.
    • Costo: € 180,00 + IVA.
  • Formazione addetti primo soccorso – cat. B e C (rischio medio e basso) (12 ore):
    • 10/10/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30, 17/10/2018 dalle 8.30 alle 12.30.
    • Costo: €200,00 + IVA.
  • Aggiornamento formazione addetti primo soccorso – cat. B e C (rischio medio e basso) (4 ore):
    • 17/10/2018 dalle 8.30 alle 12.30.
    • Costo: € 80,00 + IVA.
  • Aggiornamento formazione lavoratori (6 ore):
    • 18/10/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30.
    • Costo: € 60,00 + IVA.

Per informazioni di dettaglio ed iscrizioni:

Grazie come sempre per l’attenzione e buon corso.

Quando è obbligatorio predisporre il piano di emergenza?

La pianificazione delle procedure da adottare in caso di emergenza è un’attività di assoluta importanza. Tuttavia, non tutte le imprese sono obbligate a predisporre un piano di emergenza.
Scopriamo quali sono i soggetti obbligati e quali no.

L’articolo 43 comma 1 lettera d del D.Lgs. 81/20087 prevede:
[il datore di lavoro] programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;

Gli interventi utili ad ottenere questo obiettivo sono:
1) interventi per l’individuazione tempestiva delle situazioni di emergenza;
2) interventi per la segnalazione delle situazioni di emergenza;
3) interventi per la messa in sicurezza delle persone, eventualmente, grazie all’abbandono dei locali.

Gli interventi possono essere tecnici (segnaletica, mezzi di estinzione ecc.), gestionali (organizzazione delle squadre di emergenza) o procedurali.

Sebbene il D.Lgs. 81/2008 non si spinga oltre sul tema, ci viene in aiuto il D.M. 10/03/1998, ancora in vigore in attesa del decreto previsto all’articolo 46 comma 3, che prevede, all’allegato VIII, i casi in cui è obbligatoria la predisposizione del piano di emergenza e i suoi contenuti minimi.

Quando ricorre l’obbligo della predisposizione del piano di emergenza?
Il punto 8.1 del D.M. 10/03/1998 prevede che l’obbligo si applichi a tutte le attività di cui all’articolo 5 del medesimo decreto, che, al comma 2, recita:
2. Ad eccezione delle aziende di cui all’art. 3, comma 2, del presente Decreto, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l’adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.

L’articolo 3 comma 2 recita, invece:
2. Per le attività soggette al controllo da parte dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco ai sensi dal Decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente al comma 1, lettere a), e) ed f).

Ne deriva che l’obbligo della predisposizione del piano di emergenza si applica a:
1) aziende con 10 o più addetti (da intendersi ragionevolmente alla definizione di lavoratore di cui all’articolo 2 comma 1 lettera a D.Lgs. 81/2008);
2) aziende soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, ora riportante nel D.P.R. 151/11.

Per chi non rientra nell’obbligo di predisposizione del piano, cosa bisogna fare?
Il comma 2 dell’articolo 5 richiama, comunque, l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di adottare le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio (da intendersi genericamente come “emergenza”).

Inoltre, permane l’obbligo per tutte le imprese di “informazione scritta sulle misure antincendio” come previsto al punto 7.5 del D.M. 10/03/1998:
L’informazione e le istruzioni antincendio possono essere fornite ai lavoratori predisponendo’ avvisi scritti che riportino le azioni essenziali che devono essere attuate in caso di allarme o di incendio.
Tali istruzioni, cui possono essere aggiunte delle semplici planimetrie indicanti le vie di uscita, devono essere installate in punti opportuni ed essere chiaramente visibili.
Qualora ritenuto necessario, gli avvisi debbono essere riportati anche in lingue straniere.

Ribadito anche al punto 8.2:
Per i luoghi di lavoro di piccole dimensioni il piano può limitarsi a degli avvisi scritti contenenti norme comportamentali.“.

Potremmo, quindi dire, che dove non venga predisposto il piano di emergenza, il datore di lavoro dovrà predisporre le c.d. istruzioni antincendio riportante indicazioni su come comportarsi in caso di emergenza. Per quanto concerne le planimetrie riportanti le vie di esodo, la norma rimanda ad una “possibilità” lasciata al datore di lavoro in base alle caratteristiche del luogo di lavoro.
Alleghiamo alla presente un esempio modificabile di “Istruzioni antincendio”.

Corsi presso la sede STI – Studio Tecnico Integrato

Corso addetto all’antincendio rischio basso (4 ore): 22/05/2018 dalle 8.30 alle 12.30. Costo: 50,00 euro + IVA.

Corso addetto all’antincendio rischio medio (8 ore): 22/05/2018 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30. Costo: 180,00 euro + IVA.

Corso lavoratore modulo generale (4 ore): 26/06/2018 dalle 8.30 alle 12.30. Costo: 35,00 euro + IVA.

Corso lavoratore modulo specifico rischio basso (4 ore): 26/06/2018 dalle 13.30 alle 17.30. Costo: 50,00 euro + IVA.

Corso responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) rischio Basso svolto direttamente dal datore di lavoro – aggiornamento (6 ore): 15/06/18 dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 18. Costo: 110,00 euro + IVA.

Corso addetto alla conduzione di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) con e senza stabilizzatori (10 ore): 03/07/18 dalle 8.30 alle 12.30, 04/07/18 dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30. Costo: 190,00 euro + IVA.

Corso addetto alla conduzione di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) – aggiornamento (4 ore): 03/07/18 dalle 13.30 alle 17.30. Costo: 120,00 euro + IVA.

Corso addetto all’esecuzione dei lavori elettrici (PES-PAV) (16 ore): 04/06/2018 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, 11/06/2018 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Costo: 180,00 euro + IVA.

 

Ecco il calendario dei corsi organizzati presso la sede di STI – Studio Tecnico Integrato di via Sempione, 128 a Torino.

I corsi saranno attivati laddove si raggiunga un numero minimo di adesioni

Per informazioni di dettaglio ed iscrizioni:

accedere al link: https://www.bachecasicurezza.it/courses/training_authority.php?pk_training_authority=10

 

 

L’OBBLIGO DI ACCREDITAMENTO PER GLI ORGANISMI ABILITATI AI SENSI DEL DPR 462/01 (AGGIORNAMENTO 1.3.18)

Come molti sapranno, già nel corso dell’anno scorso è stato confermato l’obbligo di accreditamento per gli organismi Ispettivi che svolgano le attività previste dal regolamento n.462 del 22/10/2001 (Verifiche di impianti di terra, di sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche, di impianti installati in ambienti con pericolo di esplosione).

L’accordo raggiunto tra il MI.S.E. e ACCREDIA, con protocollo del 26/09/2017, prevede la necessità di accreditamento secondo lo standard  UNI EN ISO 17020, per Organismi di ispezione di Tipo A (organismi di ispezione e certificazione di 3a parte).
Tali organismi sono stati divisi in 2 blocchi: quelli la cui abilitazione è andata in scadenza nel corso del 2017, per i quali è stata prevista una proroga delle attività fino al 28/02/2018 e quelli per i quali l’abilitazione scadrà nelle annualità successive.
Il primo blocco dovrebbe ricevere conferma dell’accreditamento entro la scadenza della proroga, salvo ritardi procedurali, vista anche la congettura astrale quinquennale (scadenza del mandato parlamentare) che si sovrappone ai termini indicati. Il secondo gruppo dovrà presentare la documentazione necessaria per ottenere l’accreditamento entro il 13/07/2018.
A partire dal 28/02/2018 per il datore di lavoro si rende necessario, quindi, accertare assolutamente che l’organismo a cui intende affidare la verifica sia non solo abilitato, ma anche accreditato da parte di ACCREDIA entro i termini sopraindicati.

Fonti: portale NT24, Associazione ALPI, Accredia

AGGIORNAMENTO:

In data 28.02.2018 è stato pubblicato un decreto di proroga che estende le abilitazioni  in scadenza. Gli Organismi di ispezione titolari di abilitazione con scadenza fino al  primo bimestre 2018, sono abilitati ad operare in regime di proroga fino alla data del 31 dicembre 2018.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/Decreto-proroga-del-28-02-2018_sito-web.pdf

AGGIORNAMENTO (Agosto 2018)

Nelle date del 19 aprile e del 13 luglio 2018 sono stati emanati due decreti con ulteriore proroga al 31 dicembre dello stesso anno delle abilitazioni in scadenza entro la data in vigore degli stessi, come già avvenuto con il decreto del 28.02.2018.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2018869

Corsi presso la sede STI – Studio Tecnico Integrato

CorsoOreDate di svolgimento ed orariCosto a partecipante
Addetto al primo soccorso “aziende gruppi B e C”12mer 07/03/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30

mer 14/03/18 8.30-12.30

€ 100,00 + IVA
Addetti al primo soccorso “aziende gruppi B e C” – aggiornamento4mer 14/03/18 8.30-12.30€ 60,00 + IVA
Addetto all’antincendio rischio Basso4mer 28/02/18 13.30-17.30€ 50,00 + IVA
Addetto all’antincendio rischio Medio8mer 21/03/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30€ 140,00 + IVA
Addetto antincendio rischio Basso – aggiornamento2mer 22/02/18 15-17€ 30,00 + IVA
Addetto antincendio rischio Medio – aggiornamento5mer 28/03/18 8.30-13.30€ 70,00 + IVA
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)32mar 13/03/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30

mar 20/03/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30

mar 27/03/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30

mar 03/04/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30

€ 240,00 + IVA
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) fino a 50 lavoratori – aggiornamento4mer 18/04/18 8.30-12.30€ 50,00 + IVA
Lavoratore modulo Generale4mer 21/02/18 8.30-12.30€ 35,00 + IVA
Lavoratore modulo Specifico rischio Basso4mer 21/02/18 13.30-17.30€ 50,00 + IVA
Lavoratore modulo Specifico rischio Medio8mar 27/02/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30€ 100,00 + IVA
Lavoratore modulo Specifico rischio Alto12mar 27/02/18 8.30-12.30 e 13.30-17.30

mer 28/02/18 8.30-12.30

€ 150,00 + IVA
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) rischio Basso svolto direttamente dal datore di lavoro16sab 03/03/18 8.30-12.30

sab 10/03/18 8.30-12.30

sab 17/03/18 8.30-12.30

sab 24/03/18 8.30-12.30

€ 210,00 + IVA
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) rischio Medio svolto direttamente dal datore di lavoro32sab 03/03/18 8.30-12.30

sab 10/03/18 8.30-12.30

sab 17/03/18 8.30-12.30

sab 24/03/18 8.30-12.30

sab 31/03/18 8.30-12.30

sab 07/04/18 8.30-12.30

sab 14/04/18 8.30-12.30

sab 21/04/18 8.30-12.30

€ 340,00 + IVA
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) rischio Alto svolto direttamente dal datore di lavoro48sab 03/03/18 8.30-12.30

sab 10/03/18 8.30-12.30

sab 17/03/18 8.30-12.30

sab 31/03/18 8.30-12.30

sab 07/04/18 8.30-12.30

sab 14/04/18 8.30-12.30

sab 21/04/18 8.30-12.30

sab 28/04/18 8.30-12.30

sab 05/05/18 8.30-12.30

sab 12/05/18 8.30-12.30

sab 19/05/18 8.30-12.30

sab 26/05/18 8.30-12.30

€ 430,00 + IVA
Lavoratore modulo Specifico – aggiornamento6mer 04/04/18 8.30-12.30 e 13.30-15.30€ 50,00 + IVA
Addetto alla conduzione di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) con e senza stabilizzatori10mer 03/07/18 8.30-13.30

gio 04/07/18 8.30-13.30

€ 190,00 + IVA
Addetto alla conduzione di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE) – aggiornamento4mer 03/07/18 14-18€ 120,00 + IVA

 

Ecco il calendario dei corsi organizzati presso la sede di STI – Studio Tecnico Integrato di via Sempione, 128 a Torino.

I corsi saranno attivati laddove si raggiunga un numero minimo di adesioni

Per informazioni di dettaglio ed iscrizioni:

–       inviare e-mail a giuseppe.gigliotti@sti-consulenze.it

–       accedere al link https://www.bachecasicurezza.it/courses/training_authority.php?pk_training_authority=10

 

Tanti auguri dallo staff di S.T.I. Studio Tecnico Integrato

 

In occasione del Natale, vogliamo fare i nostri migliori auguri a tutti i nostri clienti, collaboratori e follower che ci hanno dato e ci danno fiducia ogni anno.

Vi auguriamo anche un 2018 pieno di gioie e soddisfazioni, non solo lavorative. Anche il prossimo anno, saremo al vostro fianco fornendovi la consulenza su temi quali:

a) sicurezza e salute dei lavoratori;

b) formazione;

c) sicurezza nei cantieri;

d) ambiente;

e) igiene degli alimenti.

E tutte le necessità che noi e i nostri partner potremo esaudire.

Opportunità di finanziamento della formazione: AVVISO 2/2017 CONTRIBUTO AGGIUNTIVO – PMI

Con l’Avviso 2/2017 Fondimpresa ha stanziato 10 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti di minori dimensioni.


Dalle ore 9:00 dell’8 giugno 2017 fino alle ore 13:00 del 20 ottobre 2017
, le aziende aderenti al Fondo potranno presentare richiesta di piani formativi.
Il contributo aggiuntivo è concesso ai piani presentati sul “Conto Formazione” per un importo compreso tra 1.500,00 e 10.000,00 euro per azienda.

Quindi è essenziale che l’impresa abbiamo un saldo attivo sul proprio conto formazione.

Il meccanismo del contributo è quello del rimborso.

L’impresa effettua la formazione, paga il docente e chiede il rimborso di quanto speso, dietro la presentazione di fattura quietanzata, certificata da un revisore dei conti.

 

Possono beneficiare di tale contributo esclusivamente le PMI in possesso dei requisiti dell’Avviso che non hanno presentato dopo il 31 dicembre 2015 alcun Piano a valere sugli Avvisi di Fondimpresa che prevedono la concessione di un contributo aggiuntivo al Conto Formazione, fatto salvo il caso in cui il Piano sia stato annullato o respinto. Non rientrano invece tra le cause di esclusione i piani presentati sull’Avviso n. 4/2016.
Per poter usufruire di questa opportunità è essenziale che l’azienda abbia effettuato le procedure di registrazione, che le consentono di controllare online il proprio conto.

 

 

Qualora l’impresa non aderisse a Fondimpresa, al momento ci sono opportunità sul Fondo For.te.

For.te è il fondo di espressione del settore terziario ed è quello che vanta più iscritti.

 

AVVISO DI SISTEMA 1/17 Commercio, Turismo, Servizi

 

L’avviso  1/17 è rivolto a tutte le imprese aderenti e neo aderenti.

Raccolta adesioni a giugno 2017, si progetta a Luglio.

Probabile partenza corsi Novembre 2017.

 

L’avviso permette il finanziamento di attività su tutte le tematiche per le quali l’azienda ritiene di formare i propri dipendenti.

È ammissibile anche la Sicurezza.

 

Il numero minimo di dipendenti da formare è di 4.

Per raggiungere tale numero si possono unire più imprese aderenti (es. 4 imprese con 1 dipendente).

Partecipando all’avviso, l’impresa non anticipa costi legati alla formazione; i costi afferenti sono saldati direttamente dal Fondo.

Informazioni o curiosità inviare mail a info@formarev.com